Ucraina al bivio tra pogrom, inganni e bolletta del gas

Il pogrom di Odessa è stato un boomerang contro i golpisti di Kiev. Portare in Europa un tale alleato non è già più cosa facile da digerire. Cambieranno strategia.
Molto deve ancora accadere prima del 25 maggio. E non c’è da essere ottimisti. Il risultato del referendum nelle aree sud-orientali dell’Ucraina è prevedibile dia nuova forza alle richieste di separazione dei russi che hanno respinto l’invito di Putin al rinvio.

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Incassa milioni di incentivi e chiude: il pacco fotovoltaico dell’oligarca russo

Una corsa agli armamenti. Così Igor Akhmerov, imprenditore russo, presidente dell’azienda svizzera Avelar Energy, definisce il business dell’energia rinnovabile. “In Italia il boom degli incentivi ormai è finito”, spiega in un’intervista al giornale moscovita Kommersant. “Per noi quel mercato ha esaurito il suo potenziale”. In queste poche parole è riassunto il senso di una storia che parte da Mosca e arriva ad Altamura, in provincia di Ba

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LA MENZOGNA DELLA GUERRA BUONA

Il 6 giugno 2013 è stato il sessantanovesimo anniversario della leggendaria invasione degli Alleati, conosciuta come D-Day.

Perso in mezzo alla solita orgia annuale autocelebrativa, passa però in secondo piano il piccolo particolare che, al momento dell’invasione del D-Day, i Sovietici tenevano occupato l’80% dell’esercito tedesco sul fronte orientale.

Oops…

Alexander Cockburn definì una volta il D-Day “uno spettacolo secondario”, spiegando che la Seconda Guerra Mondiale era già stata vinta dai Russi a Stalingrado e successivamente, un anno prima del D-Day, nel saliente di Kursk, dove furono annientate 100 divisioni tedesche. Paragonato a queste battaglie epiche il D-Day fu una scaramuccia.

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