Lega contestata, Bossi “scappa” nella notte

“Brutto, brutto, brutto: andiamo via”. Umberto Bossi nella notte decide di lasciare l’hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore per timore di altre proteste. Ci sono voluti due giorni di contestazioni dell’ormai ex popolo leghista bellunese e decine di insulti dei passanti, per far comprendere al leader del Carroccio che la base ha superato il limite di sopportazione. Tornare indietro ora è difficile. Da contadino della politica quale è, Bossi ha compreso che non può più salvarsi dal Titanic: affonderà insieme a Silvio Berlusconi.

Mercoledì sera ha dovuto cancellare il comizio in piazza per timore delle proteste leghiste, capitanate dal presidente della Provincia di Belluno che si è presentato con la bandiera dell’ente listata a lutto. Ieri ha ricevuto insulti dalle auto che passavano davanti all’albergo. Si è nascosto per tutto il giorno all’interno insieme a Roberto Calderoli.

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Il boomerang della Lega sta tornando indietro

L’Europa sta mutando volto. Eravamo convinti di costruire una terra di libertà, tolleranza, accoglienza, ma anche di maggiori opportunità di lavoro per tutti. Invece, gli steccati che credevamo già abbattuti sembrano ricrescere sulle frontiere, quasi animati da una forza propria, incontenibile. Lasciamo per un secondo la notizia del momento, la follia del Governo italiano nella gestione dell’emergenza immigrati, e allunghiamo lo sguardo.

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C’è un giudice in Padania?

La banda del buco colpisce ancora. Stavolta in favore della Lega, tanto per non scontentare nessuno nella maggioranza. Eh sì perché pare – anzi non è che pare, è proprio così- che di processi a carico ne hanno anche i leghisti e non solo Berlusconi ed i suoi. Una maggioranza omogenea, verrebbe da dire ironicamente…

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