La dignità e il lavoro

La tragedia avvenuta a Barletta, il crollo della palazzina e la conseguente morte di Giovanna Sardaro, Tina Ceci, Antonella Zaza, Matilde Doronzo e Maria Cinquepalmi, operaie del maglificio sotto la palazzina, squarciano il velo di ipocrisia che in questi anni ha coperto come spessa nebbia le condizioni di lavoro nel nostro Paese e, in particolare, del lavoro femminile.

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Retromarcegaglia

Dunque, per la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il Tribunale di Torino non doveva condannare a 16 anni per omicidio volontario il dirigente ThyssenKrupp per i sette operai bruciati vivi nello stabilimento di Torino. La sentenza sarebbe “un unicum in Europa” da non imitare perché – addirittura – “potrebbe allontanare gli investimenti esteri dall’Italia e mettere a repentaglio la sopravvivenza del nostro sistema industriale”. Vivi applausi dalla platea (e pochissime critiche in Parlamento, se si eccettuano quelle del ministro Calderoli e del gruppo Idv: silenzio dal Pd).

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L’ultimo appello di termini “Qui senza Fiat resta solo la mafia”

“E’ il 2006 quando Marchionne viene a Termini Imerese e fa il giro della fabbrica. Incontra i quadri, i dirigenti, ovviamente, e poi fa una riunione con tutti i delegati sindacali. E ci spiega le sue intenzioni. Dice che farà il più grande stabilimento del Mezzogiorno con un ampliamento degli occupati di 2500 unità: 2500 nuove assunzioni, un dato enorme per una zona come la nostra.

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