In fuga dall’Italia seduce la Germania

I suoi studi sul declino delle capacità cognitive in seguito al pensionamento hanno già conquistato il Munich center for the economics of aging, un ente collegato con l’università di Monaco, che orienta il mercato interno e le politiche pubbliche in materia di sanità e welfare. Fabrizio Mazzonna, 29 anni, laureato in Economia a Tor Vergata non era partito con l’idea di fare ricerca. Non ha fatto neanche l’Erasmus, e ha lavorato tre quattro volte a settimana come istruttore di nuoto e come bagnino d’estate. Dall’Italia, dopo il master e il dottorato (quattro anni e mezzo, dopo la tesi sperimentale in economia e istituzioni) è entrato e uscito come dalla piscina che gli ha pagato gli studi: ha girato per conferenze negli Stati Uniti, ha lavorato sette mesi a Londra come visiting student alla Ucl, in California e alla fine in Germania. Il paese che adotterà il nostro “cervello”. In fuga il prossimo luglio. “Non lo faccio per cambiare aria, sono contento da un lato perché ho un’opportunità importante, dall’altro però mi dispiace di andarmene perché tante possibilità nel nostro paese non ci sono e una simile poi proprio non c’è”.

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Leonardo Boff: «La Rivoluzione ancora da fare, verso l'ecozoico»

PETROPOLIS (Rio de Janeiro). Qualsiasi cambiamento del paradigma civilizzatore è preceduto da una rivoluzione nella cosmologia (visione del mondo e della vita).
Il mondo attuale è nato con la straordinaria rivoluzione di Copernico e Galileo Galilei, quando dimostrarono che la Terra non era un centro stabile, ma che girava intorno al sole. Questo generò una enorme crisi nelle menti e nella Chiesa, dopo di che pareva che tutto avesse perso centralità e valore. Ma lentamente si impose la nuova cosmologia che fondamentalmente dura fino ad oggi nelle scuole, negli affari e nella lettura del corso generale delle cose.

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Chissenefrega delle balene

Ma sì! Chissenefrega delle balene, se scompaiono è colpa loro, sono troppo grasse, e se poi c’è da fare un bell’accordo commerciale segreto con il Giappone, che vadano al diavolo ‘sti ambientalisti rompiballe. Così deve aver pensato il segretario di stato americano Hillary Clinton in barba al suo bon ton politically correct quando ha avallato uno sciagurato complotto per riprendere la caccia sostenibile (ormai alcune parole sono slogan di copertura delle peggiori nefandezze) alle balene.

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