Solare termodinamico integrato col fotovoltaico: la tecnologia italiana torna a ruggire

Saranno inaugurati in Sicilia due impianti, il primo servirà 1400 persone

Toh chi si rivede: il solare termodinamico! Ma non solo,perché a breve sarà inaugurato in Sicilia, la terra di Archimede, esattamente a Partanna (Trapani) il primo impianto realizzato in Italia che integra solare a concentrazione – appunto la tecnologia del solare termodinamico – con il fotovoltaico. E questa è davvero una novità. Il tutto grazie all’Enea (supervisore tecnico)  e a tre aziende italiane: la Sol.in.par srl e la Stromboli Solar qualità di committenti e Fata spa del Gruppo Danieli che costruisce gli impianti. Sì, al plurale, perché ne è già in cantiere un altro da realizzarsi a Trapani nella Piana di Misiliscemi.

Ottime notizie, quindi, per una tecnologia che – data per morta con la chiusura di Anest, l’associazione di categoria che fallita a febbraio – va ricordato è un vanto nazionale. Tant’è che la prima centrale sperimentale venne costruita vicino a Genova nel 1967 da Giovanni Francia. Ma che non ha mai avuto, soprattutto nel nostro Paese, grande fortuna.

“Questi due progetti dimostrano che in Italia esiste una realtà industriale che sta investendo sulla tecnologia del solare termodinamico con iniziative concrete nonostante i vincoli burocratici e normativi”, sottolinea Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di Enea. “In questi due impianti Enea è stata coinvolta per svolgere diverse attività, dalla supervisione di progettazione, realizzazione e avviamento, alla verifica delle performance, fino all’integrazione dell’impianto solare a concentrazione con la tecnologia fotovoltaica”, prosegue Graditi.

L’impianto di Partanna è grande come 10 campi da calcio (83 mila m2), ha una potenza installata di 4,26 MWe ed è in grado di produrre energia elettrica per oltre 1.400 famiglie (circa il 30% della popolazione del territorio comunale, con utenze domestiche da 3 kW).

“Prevediamo di raggiungere una capacità di accumulo di energia termica pari a 180MWht, che equivalgono a circa 15 ore di funzionamento dell’impianto a pieno carico, anche in assenza della radiazione solare”, spiega Graditi. L’integrazione di sistemi di accumulo di energia termica rappresenta un aspetto rilevante, poiché consente di poter disaccoppiare la raccolta dell’energia solare – che dipende dal ciclo giorno-notte e dalle condizioni meteo – dalla produzione di elettricità, legata invece alla richiesta da parte degli utilizzatori.

“Il consumo energetico dell’industria rappresenta circa il 32% di tutta l’energia globalmente richiesta e, di questa quota, solo il 26% è attribuibile ai consumi elettrici, mentre il restante 74% è riferibile a consumi di energia termica, che potrebbero essere soddisfatti da impianti solari a concentrazione integrati nel processo industriale”, conclude Graditi.

fonte: greenreport.it

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