Una roadmap per studiare il legame tra clima e guerre

Una nuova valutazione fornisce un percorso per gestire i rischi di conflitti armati dovuti ai cambiamenti climatici

«I cambiamenti climatici – dall’aumento delle temperature e dalle piogge più intense, alla siccità –  stanno aumentando i rischi per le economie, la sicurezza umana e i conflitti a livello globale». A ribadirlo sono gli scienziati  della Rosenstiel School of Marine and Atmospher Science dell’Università di Miami (UM) che stanno valutando meglio il legame clima-conflitti «per aiutare le società a gestire i complessi rischi di una maggiore violenza derivante dal cambiamento climatico».

All’UM spiegano che «I legami tra clima e rischio di conflitti violenti sono ben studiati; tuttavia, gli scienziati di varie discipline di ricerca spesso non sono d’accordo sulla portata e sulla gravità dei possibili impatti dei cambiamenti climatici. Alcune delle domande della ricerca aperte riguardano i legami tra cambiamento climatico e violenza, incluso il conflitto armato su vasta scala».

Il  nuovo studio “Directions for Research on Climate and Conflict”, pubblicato su Earth’s Future da un team interdisciplinare e internazionale di ricercatori, analizza il rapporto tra clima e conflitti armati organizzati «per definire le priorità trasversali per le future direzioni della ricerca». In una precedente valutazione pubblicata nel 2019 dallo stesso team era emerso che «Nell’ultimo secolo tra il 3 e il 20% del rischio di conflitti armati organizzati è stato influenzato dal clima».

Il nuovo studio  indica che le ricerche future sui conflitti climatici dovranno includere approfondimenti su quali siano i legami con i cambiamenti climatici, quando contano e come si manifestano. E gli scienziati suggeriscono che «La ricerca futura potrà utilizzare dati provenienti da diverse fonti, tra cui immagini satellitari e di droni, social media e sondaggi tra la popolazione.

La principale autrice dello studio, Katharine Mach dell’UM, evidenzia che «Il nostro clima mutevole rappresenta una minaccia per la sicurezza umana. In questa prospettiva di commento, forniamo una roadmap per la ricerca futura che supporta le risposte appropriate della società. Le opzioni includono l’approfondimento della nostra comprensione di come il clima modella la sicurezza e i rischi di conflitto, nonché i modi in cui la ricerca può dare la priorità all’impegno etico, interattivo e continuo con le numerose organizzazioni e governi che promuovono la pace e la stabilità nelle società».

I cambiamenti climatici stanno già influenzando le società e le economie e i ricercatori sono convinti che aumenteranno ulteriormente una serie di rischi, compreso quello di guerre civili che sono durevoli e fortemente distruttive per le società che le subiscono. I ricercatori avvertono che «Sono necessari sforzi globali e interdisciplinari per comprendere appieno i molteplici poli di attrazione tra clima e conflitto e le risposte appropriate da parte dei governi e delle organizzazioni di assistenza umanitaria».

Un’altra atrice dello studio, Caroline Kraan, anche lei dell’UM, ammette che «Questo argomento di ricerca è controverso e contestato. Ci siamo riuniti per fornire una gamma completa di pareri di esperti per stabilire una strada per la ricerca in grado di soddisfare le esigenze decisionali».

Secondo gli autori dello studio,  «Le priorità per le future direzioni di ricerca includono 1) approfondimento delle connessioni e delle condizioni climatiche e conflittuali in cui si manifestano, 2) integrazione ambiziosa dei progetti di ricerca, 3) esplorazione sistematica dei rischi futuri e opzioni di risposta, in risposta a processo decisionale in corso e 4) valutazione dell’efficacia degli interventi per la gestione dei collegamenti clima-conflitto».

fonte: greenreport.it

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