Guterres al G20: dopo la pandemia di coronavirus, deve nascere un’economia globale sostenibile

La guerriglia comunista delle Filippine e gli indipendentisti anglofoni del Camerun accettano il cessate il fuoco globale

Ieri il G20, che riunisce le 20 principali potenze economiche del pianeta, ha tenuto una videoconferenza organizzata dall’Arabia Saudita che ha la presidenza di turno dell’istituzione e i leader intervenuti al vertice virtuale si sono impegnati a iniettare oltre 5 trilioni di dollari nell’economia globale per contrastare gli impatti della pandemia di COVID-19. Inoltre, espanderanno la capacità produttiva dei loro Paesi per soddisfare l’enorme e crescente domanda di forniture mediche, che saranno rese disponibili a un prezzo accessibile e nel più breve tempo possibile.

Intervenendo via video al summit, il segretario generale dell’Onu, António Guterres, a reclamato «un’azione internazionale concertata per vincere la “guerra” contro il virus» e ha insistito sulla necessità di essere solidali con i Paesi più vulnerabili «Di fronte a una pandemia che minaccia l’umanità intera».

Guterres ha ribadito che «Siamo in guerra contro il virus e non stiamo vincendo. Questa guerra ha bisogno di un piano di guerra per combatterla, La solidarietà è essenziale, sia all’interno del G20 che con i Paesi in via di sviluppo, in particolare con i Paesi colpiti da un conflitto».

Per interrompere la trasmissione del COVID-19 il più rapidamente possibile, secondo il capo dell’Onu occorre «Un meccanismo di risposta coordinato del G20 guidato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Tutti i Paesi devono essere in grado di combinare i test sistematici, il tracciamento, la messa in quarantena e il trattamento con delle restrizioni dei movimenti e dei contatti per sopprimere la trasmissione del virus. E devono coordinare le loro strategie di uscita per mantenere questa soppressione fino a che non sia disponibile un vaccino. E’ necessario un sostegno massiccio per accrescere la capacità di risposta dei Paesi in via di sviluppo».

Affrontando il tema dell’impatto sociale ed economico della pandemia, Guterres ha chiesto ai leader del G20 «Un’azione concertata per minimizzare questo impatto, Se la liquidità finanziaria del sistema finanziario deve essere assicurata, l’accento deve essere messo prima di tutto sulla dimensione umana. Dobbiamo concentrarci sulle persone, mantenere le famiglie a galla e le imprese solvibili, in modo da proteggere i posti di lavoro. Questo necessiterà di una risposta mondiale di grande ampiezza» e, a questo riguardo, si è complimentato per «l’iniezione di liquidità e il sostegno sociale ed economico nei Paesi sviluppati, con un trasferimento diretto di risorse ai privati e alle imprese. Ma un piano di rilancio per aiutare i Paesi in via di sviluppo che abbia gli stessi obiettivi necessita ugualmente di un investimento massiccio».

Per questo Guterres pensa sia necessario «allocare maggiori risorse al Fondo monetario internazionale e ad altre istituzioni finanziarie internazionali» ed «emettere un numero significativo di diritti speciali di prelievo, scambi coordinati tra banche centrali e misure per ridurre il debito, come un’esenzione dal pagamento di interessi». Poi Guterres ha chiesto «La revoca delle sanzioni che possano minare la capacità dei Paesi di rispondere alla pandemia».

Il capo dell’Onu ha avvertito i leader del G20 che tutto è cambiato e che ora «Dobbiamo lavorare insieme per preparare il terreno per una ripresa che costruirà un’economia più sostenibile, più inclusiva e più equa, basandosi sulla nostra promessa condivisa: la 2030 Agenda for Sustainable Development».

Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha consegnato tre messaggi ai leader del G20: combattere, unire e innescare azioni positive: «Innanzitutto, combattete. Combattete duramente. Combattete come se fosse l’inferno. Combatti come se le vostre vite dipendessero da questo, perché è così». Ghebreyesus ha anche chiesto unità e solidarietà e di «avviare la produzione di strumenti, dispositivi di protezione e trattamenti che possono potenzialmente salvare centinaia di migliaia di vite». I dati dell’Oms mostrano che fino a ieri erano stati segnalati quasi mezzo milione di casi di COVID-19 , e oltre 20.800 decessi, mentre sono interessati 199 Paesi e territori, cioè ormai tutto il mondo. Ghebreyesus ha avvertito che «Senza un’azione aggressiva in tutti i paesi, milioni potrebbero morire. Si tratta di una crisi mondiale che necessita di una risposta mondiale» e, dopo aver ringraziato i Paesi che hanno già preso misure di questo tipo, ha chiesto a tutti di fare di più, incoraggiandoli a i unirsi perché «Nessun Paese può lottare da solo contro questa pandemia, Chiedo a tutti i Paesi di rafforzare la solidarietà già suscitata dalla crisi» e a dare il via a un movimento mondiale per garantire che pandemie di questo genere non avvengano più.

Ghebreyesus ha fatto notare che il G20 si è impegnato a sostenere e rafforzare il mandato dell’Oms nel coordinamento di risposta alla pandemia e ha chiesto che venga finanziato integralmente il piano strategico di preparazione e risposta dell’Oms. I Paesi del G20 si sono impegnati a lavorare insieme per aumentare i finanziamenti alla ricerca e per lo sviluppo di vaccini e medicinali, per rafforzare la cooperazione scientifica internazionale e trarre vantaggio dalle tecnologie digitali. Il G20 ha incaricato l’Oms e altre organizzazioni competenti di valutare le lacune nella preparazione a una pandemia e a inviare le conclusioni di questa valutazione ai ministeri delle finanze e della salute del G20 per stabilire insieme un’iniziativa mondiale per la prevenzione e la risposta a una pandemia.

Intanto, dopo il cessate il fuoco in Libia, arrivano le prime risposte positive a una tregua per i conflitti armati in tutto il mondo chiesta da Guterres: i guerriglieri comunisti nelle Filippine e i ribelli anglofoni in Camerun stanno deponendo le armi.

Le Nazioni Unite hanno accolto con favore i cessate il fuoco temporanei annunciati mercoledì nei due Paesi: il Partito Comunista delle Filippine ha ordinato alla New People’s Army di fermare i loro attacchi fino al 15 aprile, mentre il cessate il fuoco dichiarato dai guerriglieri della Southern Cameroons Defense Force, l’ala armata dell’African People’s Liberation Movement, i separatisti dell’Ambazonia, come chiamano la zona anglofona del Camerun, entrerà in vigore domenica.

Guterres aveva lanciato l’appello per il cessate il fuoco globale il 23 marzo dicendo che, di fronte alla pandemia di coronavirus «E’ tempo di bloccare i conflitti armati e concentrarsi sulla vera lotta della nostra vita».

fonte: greenreport.it

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