Lotta e impegno sociale di Our Voice nelle parole della sua leader Sonia Bongiovanni

di Jean Georges Almendras


“Qualcosa che colpisce molto tutti noi, che ci rende consapevoli di cosa stiamo facendo, dell’importanza di questi valori, è vedere le loro reazioni, le reazioni dei giovani. Nelle piazze, nelle scuole, quando vediamo ad esempio tantissimi giovani che gridano vicino a noi ‘Fuori la mafia dallo Stato!’. Quando gridano vicino a noi contro le ingiustizie. Quando vengono a parlarci dell’importanza di quello che facciamo, e vogliono cambiare la propria vita dopo averci visti, dopo aver ascoltato il nostro messaggio. Nei loro occhi vediamo l’importanza di dare ad un giovane l’alternativa, dare ad un giovane una nuova strada da seguire. Una strada vera. Una strada giusta, una strada pura e soprattutto libera. Vedendo le loro reazioni, a noi viene sempre di più la voglia di continuare a fare quello che stiamo facendo, perché vediamo che in realtà un cambiamento può davvero avvenire, perché loro sentono quello che sentiamo noi, perché loro vedono oggi la realtà, cioè i problemi di questa società. Vedono quello che diciamo, quando parliamo di corruzione, dei vari problemi sociali, e perfino dell’indifferenza di alcune persone e dei giovani, loro stessi lo riconoscono ogni giorno della loro vita. E con questo, con le loro espressioni, con la loro voglia di fare, ci danno una forza immensa, e voglia di andare avanti, di inventare nuovi progetti, sono una fonte di ispirazione per noi”, queste le parole di Sonia Tabita Bongiovanni, nel programma “Tierra Viva” di FM AZ 927, che trasmette dalla città di Rosario, provincia di Santa Fe, Argentina, la sera di venerdì 16 novembre. La fondatrice del Movimento Culturale Internazionale Our Voice, in occasione della sua visita in America Latina che include una tappa anche in Argentina ed Uruguay, è stata intervistata in simultanea da diversi giornalisti tra i quali lo stesso direttore e fondatore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni. L’intervista è stata realizzata via skype e in esclusiva mentre Sonia era in viaggio dalla provincia di Salta alla città di Rosario, all’interno di un’intensa attività di appuntamenti che sta portando avanti insieme ad un nutrito gruppo di giovani. Giovani che in questi giorni hanno portato personalmente degli aiuti sociali nelle colline di Salta e si sono esibiti in un’opera teatrale nella capitale della provincia, dal titolo “Limbo”, che sarà presentata nei prossimi giorni anche in Uruguay.
Una serata giornalistica illuminante. Novanta minuti di intervista che ci hanno permesso di

conoscere il pensiero vivo di una 2giovane di 17 anni che ha sulle sue spalle la responsabilità di dirigere un movimento laico (da lei stessa fondato all’età di 13 anni, quando con altri adolescenti, in Italia, ha ritenuto – con maturità e coscienza ammirevoli – che bisognava combattere la mafia attraverso l’arte) che è cresciuto a passi da gigante in soli quattro anni, con l’unico obiettivo di cambiare la nostra società. Una società che vive quotidianamente un disfacimento tale che solo immaginare un futuro così, ci obbliga – a noi che superiamo i cinquanta anni di vita – a guardare con molta attenzione ai giovani. Ai giovani che come Sonia e altri fanno parte del Movimento, e vivono con molta passione e trasparenza l’attivismo nella lotta per la vita, per la giustizia e per la verità. Un attivismo di tale portata, che sinceramente meraviglia e stupisce.
Lo stesso stupore che sicuramente deve aver provato tutto il pubblico in ascolto, considerando che le domande poste da tutti noi alla dirigente di questo Movimento sono state dirette, per niente compiacenti né leggere.
Giorgio Bongiovanni, Juan Alberto Rambaldo, (direttore di Antimafia Dos Mil Argentina), i giornalisti argentini Daniel Rodrigo, Alicia Conti, Fabián Ranieri ed il sottoscritto, siamo stati molto diretti con le nostre domande. E le risposte di Sonia sono state altrettanto dirette, ma principalmente chiarificatrici e decise. Dettate dal sentimento, il sentimento di una combattente, per eccellenza.
Lei e i giovani che la accompagnano, tra cui il giovane Matias Guffanti, rappresentante del Sudamerica – a quanto traspare dalle parole e dalle riflessioni della fondatrice – hanno le idee molto chiare. Idee molto chiare del concetto di giustizia.
Sanno perfettamente il significato dell’attivismo verso le cause sociali che rievocano in ogni rappresentazione teatrale e in ogni interpretazione musicale; in ogni esibizione artistica; in ogni dialogo con i mezzi stampa e in ogni conferenza pubblica.
Sanno perfettamente che lottare così, pacificamente, ricorrendo all’arte come unico strumento, può detronizzare chi detiene il potere: il potere politico e il potere criminale.
Sono pienamente consapevoli che sono agli inizi e che hanno ancora tanto da fare e da imparare.
Sanno che sono pronti a non abbassare le braccia e sanno anche che ci possono essere dei rischi, nel futuro (e anche nel presente). Ma non si scoraggiano. E non rimangono pietrificati dalle paure, perché hanno la forza propria della gioventù e una forza interiore ammirevoli. E perché sanno, in definitiva, come lo sanno (quasi istintivamente) i grandi combattenti nella storia dell’umanità, che solo la forza interiore e l’unione disinteressata sostiene le grandi cause, di grandi uomini e donne, e in questo caso, dei giovani.
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Giovani che denunciano le devastazioni della violenza sociale; che denunciano le ingiustizie sociali; che denunciano le mafie che corrompono gli uomini; che denunciano i criminali che vivono del traffico di droga e di armi; che denunciano le violazioni dei Diritti Umani dei tempi delle dittature militari e dei tempi delle democrazie dei nostri giorni; che denunciano i responsabili dei soprusi contro i popoli originari dell’America Latina; e che parlano di preservare la memoria recente dei fatti abominevoli messi in atto dal sistema politico corrotto, dalle dittature militari bestiali e dalle ideologie politiche all’insegna dell’autoritarismo e dispotismo, oggi come oggi.
Sonia Bongiovanni, a soli 17 anni, ha fatto conoscere a tutti non solo le sue idee, ma anche le idee dei giovani (del mondo), e del Movimento che dirige, con la maturità di un’attivista sociale di puro sangue.
“Ci rendiamo conto dell’importanza che ha parlare delle ingiustizie che hanno segnato la storia del mondo, che hanno segnato la storia dell’Argentina con i desaparecidos, la storia italiana con la mafia, e altre storie in altre parti del mondo che vivono purtroppo altre ingiustizie, con molto sangue, morte, e tanta violenza che sempre c’è stata nella nostra società. Quindi ci rendiamo conto della grandezza di quello che stiamo dicendo. Vedere giovani che furono torturati, giovani della nostra stessa età, giovani che parlavano di quello che parliamo noi, giovani che lottavano per i loro diritti, vedere quello, sapere quello, ci fa sentire il dovere di esprimerci. Grazie a quei martiri della giustizia (Borsellino, Falcone ed altri ancora), oggi abbiamo quegli strumenti per lottare per un cambiamento, per quei valori. Senza questi, veramente non so dove saremmo oggi. In verità, è nostro dovere farlo. Non è niente di strano quello che facciamo noi. Deve essere la normalità per i giovani esprimersi attraverso questi valori, ricordando tanta gente che ha lottato e non rimanere indifferenti. Coscienti di tutto ciò, perché lo sappiamo, dobbiamo essere responsabili di un cambiamento e dobbiamo essere disposti a dare tutto per quella gente che lottò anche per noi. Ci rendiamo conto della grandezza di tutto questo, di quello che stiamo facendo e di cosa vogliamo essere: l’antidoto a quel male che c’è nella società, l’antidoto al potere criminale ed esprimerci con la cosa più bella che ha l’essere umano, che è l’arte”.

Tratto da: ourvoice.it

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