Assassinio Pablo Medina: ”No” all’impunità

Familiari, colleghi e persone vicine a Pablo Medina chiedono rapidità nel processo a carico di “Neneco”
di Jorge Figueredo


L’udienza preliminare di Vilmar “Neneco” Acosta si è conclusa la mattina dello scorso 1º marzo, quando il Giudice penale Carlos Martínez ha disposto il rinvio a giudizio, orale e pubblico. Un esito molto positivo perché potrebbe significare un fermo “no” all’impunità.
La maggior parte dei crimini contro giornalisti e professionisti della comunicazione in Paraguay sono rimasti impuniti. Basti ricordare i casi più emblematici, come l’assassinio di Santiago Leguizamón, il 26 aprile 1991 (giorno in cui si celebrava il giorno del Giornalista in Paraguay). Nessuno è stato condannato ad oggi per quell’omicidio, né gli autori materiali né tantomeno i mandanti. E ancora l’assassinio di Salvador Medina, il 5 gennaio 2001: in questo caso, anche se fu condannato l’autore materiale del delitto, Milciades Maylin, i mandanti non furono mai processati.
Il caso di Pablo Medina ed Antonia Almada costituisce un’eccezione nella lunga lista di impunità riguardanti omicidi di giornalisti, contadini e attivisti per mano del crimine organizzato, poichè ad essere rinviato a giudizio è proprio il mandante dell’assassinio di Pablo Medina.
Tutta la comunità nazionale ed internazionale, attraverso i diversi mezzi tecnologici di informazione, potrà seguire lo sviluppo del processo contro Vilmar “Neneco” Acosta. Per la prima volta il mandante della morte di Pablo Medina e di Antonia Almada sarà portato dinnanzi ai giudici del Tribunal de la Sentencia, e del pubblico che sarà presente in sala.
Dyrsen Medina, figlia maggiore di Pablo, ci ha detto: “Ascoltando la decisione, è come se ‘Neneco’ avesse ricevuto uno schiaffo da parte del Giudice Carlos Martínez. Si è ritirato guardando fisso il magistrato, con un’espressione che sapeva di vendetta. A partire da ora non ci resta che aspettare che sia fissata la data per la celebrazione del processo. Chiedo che ‘Neneco’ sia condannato con tutto il peso della legge e che paghi per il suo crimine”.
Francisco Medina, fratello di Pablo, ha dichiarato: “Non abbiamo ancora toccato il cielo, ma siamo arrivati solo al purgatorio, per quanto riguarda la causa che ha come principale imputato Vilmar ‘Neneco’ Acosta. L’ostacolo appena superato era abbastanza arduo. L’udienza preliminare era una barriera che ora è superata. Il Giudice ha ascoltato e studiato entrambe le parti. Ha saputo discernere. Cosa mi aspetto dal prossimo processo? Il mio appello è che il Tribunale de la Sentencia sia implacabile con Vilmar Acosta. Chiedo la massima pena, senza alcun dubbio. La giustizia per Pablo deve arrivare qui sulla terra. Questa prima vittoria della giustizia con il rinvio a giudizio la dedico a mia madre, Ángela De Merici Velázquez, che sempre e fino a pochi giorni prima della sua morte rivendicò giustizia per la morte di suo figlio Pablo Medina”.
Gaspar Medina, ha ribadito con veemenza: “Il rinvio a giudizio orale e pubblico del caso di ‘Neneco’ Acosta ci dà tranquillità, sicurezza e fiducia nella giustizia. Abbiamo fiducia che il Tribunale de la Sentencia dimostrerà chi è il mandante e l’esecutore materiale e che ricevano un castigo esemplare. Per noi ci sono tutti gli elementi per la buona riuscita del processo, anche se non ci sarà restituita la vita di Pablo. Sarebbe più crudele se si arrivasse all’impunità. Facendo un paragone tra gli omicidi del giornalista Santiago Leguizamón e Pablo Medina, si sono fatti molti più passi avanti nelle indagini sulla morte di Medina, forse perché abbiamo maggiore tecnologia. Egualmente voglio accennare due fatti accaduti negli ultimi giorni che mi hanno richiamato l’attenzione: l’arresto di uno dei sicari di Vilmar Acosta a San Pedro non credo sia un caso, anzi, sospetto che lui si sarebbe consegnato perché temeva per la sua vita. Sarebbe legato all’omicidio di un altro dei sicari di ‘Neneco’, coinvolto a sua volta nell’omicidio dell’ex sindaco di Ypehú, Julián Nuñez“.
Pablo Medina, padre del giornalista, ha detto: “Malgrado non mi senta bene di salute, per me il rinvio a giudizio è stato un risultato importante della giustizia. Mi congratulo con il pubblico ministero Sandra Quiñónez e con il Giudice Carlos Martínez per il loro lavoro. Il magistrato Sandra mi ha abbracciato e le ho detto che lei ha adempiuto al proprio ruolo e mi ha risposto che erano riusciti nell’obiettivo. Voglio presenziare il processo dove Acosta sia  condannato. Ho detto al giudice di accelerare il processo orale, perché desidero essere vivo per essere presente. La famiglia Medina vuole sia fatta giustizia”.
Olga Bianconi, vedova di Pablo, ha poi affermato: “Finalmente avremo il processo. Spero sia fatta giustizia con tutto il peso della legge, e che non ci siano di nuovo cavilli ingannevoli lungo la strada. Desidero che Vilmar ‘Neneco’ Acosta sia condannato. Molta gente è contenta in Curuguaty, e chiedo che non ci sia impunità di nuovo. I miei figli aspettano la condanna di Neneco, hanno lo stesso mio sentimento. Desiderano che non si dilunghi troppo la data di inizio del processo. Che si rendano conto della grande sofferenza della famiglia”.
Santiago Ortiz, Segretario del Sindacato di Giornalisti del Paraguay, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti del rinvio a giudizio. Desideriamo che sia fatta giustizia e che ci sia la condanna. Il caso di ‘Neneco’ Acosta, colpisce non solo la sua famiglia, ma tutti: giornalisti, professionisti della comunicazione e la comunità in generale. Vogliamo dire anche un fermo ‘no’ all’impunità. È necessario incominciare a smantellare la relazione che esiste tra il crimine organizzato ed i politici che oggi governano il paese. Come corporazione esigiamo che le autorità competenti accertino, oltre alle responsabilità del sindaco, se c’è stata una qualche protezione da parte della deputata del Partito Colorado Cristina Villalba – che fa parte del primo anello del presidente Horacio Cartese da altri politici a livello regionale e nazionale. Esigiamo anche giustizia per gli altri compagni giornalisti uccisi dalla mafia sulla cui morte non è mai stata fatta luce”.
Katya Gonzales, Segretaria Generale della Coordinadora de Abogados del Paraguay, si è infine così espressa: “Siamo molto contenti di dibattere pubblicamente una causa tanto emblematica che ha causato molto dolore, con l’uccisione di un giornalista come Pablo Medina per il semplice fatto che pubblicava dati sul narcotraffico e la corruzione. Siamo in attesa. Non può rimanere impunito un caso tanto importante che riguarda un giornalista. Ci fidiamo della giustizia, nonostante nel nostro paese non possiamo essere mai sicuri. Noi abbiamo una comunità senza protezione, dove lo Stato è assente. C’è molta violenza, abbandono delle comunità, abbiamo bisogno di politiche pubbliche per evitare che la popolazione continui ad essere intimorita dal crimine organizzato. È necessario un maggiore sostegno alle scuole ed all’educazione. Mancano più fonti di lavoro affinché la popolazione giovane non perda le loro radici per mancanza di opportunità, è per questo motivo che si sta incrementando la migrazione dalla campagna alla città. La gente non ha come vivere. Lo Stato deve occuparsi di questo, non deve solo reprimere ma investire nella ricerca del benessere della gente. In quanto ai legami dei politici con il narcotraffico penso che a giudicare dai movimenti in parlamento, dalle leggi varate, molti politici sono sostenuti dai narcotrafficanti, e questi parlamentari cercano sempre l’impunità. Lavorano lì per proteggere i loro affari illeciti. Oggi perfino questo sta cambiando. Prima, i politici erano intermediari dei narcotrafficanti, ora è direttamente il criminale a candidarsi e ad occupare posti di rilievo nella politica, e ‘Neneco’ ne è l’esempio”.

* Foto Copertina: la famiglia Medina in aula d’udienza preliminare
www.judiciales.net.com

fonte:.antimafiaduemila.com

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