Lampedusa e i fratelli migranti

di Nicola Tranfaglia – 8 ottobre 2013
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L’Europa e l’Italia, in particolare, hanno invertito il ruolo tradizionale che avevano in precedenza di esportatrici di risorse umane e sono diventati nell’ultimo ventennio, tra il 1990 e il 2010, importatrici di uomini e donne che fuggono dalla miseria e dalle guerre.
Così, negli ultimi quattro lustri, si calcola che l’Italia abbia attratto (al netto dei rientri) 28 milioni di immigrati con aumenti netti di quattro milioni di persone sia nel quadrante Settentrionale che in quello Orientale, di quasi undici milioni in quello Meridionale e di quasi dieci milioni in quello Occidentale. Lo ha scritto di recente uno dei maggiori studiosi di demografia in Italia, Massimo Livi Bacci ma, come è noto, pochi anche tra i politici leggono saggi nel nostro paese…..
Di fronte alle dimensioni di un fenomeno, senza dubbio epocale, che cosa hanno fatto i paesi europei, e specialmente l’Italia governata in maniera maggioritaria negli ultimi vent’anni dal populismo berlusconiano, tuttora al governo anche con il maggior partito del centro sinistra nazionale?
E da dove nasce una tragedia come quella di Lampedusa che ha allineato finora duecento bare ma che nelle prossime ore, per quello che sappiamo, potrà superare la cifra raggelante di 350?

Non è difficile, anche se terribile, ricostruire nei termini essenziali una tragedia come quella che abbiamo avuto davanti agli occhi nelle ultime settanta ore. Da una parte dittature premoderne come quella di Assad in Siria e di teste coronate in altri paesi del Medio Oriente o in stati al confine tra sviluppo e sottosviluppo. Dall’altra un paese come il nostro economicamente più evoluto e più ricco dei paesi di provenienza degli immigrati ma con sacche di inciviltà e di inquinamenti mafiosi non cambiati in meglio nell’ultimo ventennio o che, al contrario, sono stati incoraggiati dal livello culturale basso delle nostre classi dirigenti come dell’informazione. Di qui, grazie a una legge come la Bossi-Fini e al reato di clandestinità introdotto negli ultimi anni, un’accoglienza dei richiedenti asilo o delle persone in cerca di lavoro che si traduce in una sorta di punizione preventiva o addirittura di pericolo di vita per tutti quelli che mettono piede in Sicilia, nell’Italia del profondo Sud  o in generale nel bel paese. Basta leggere il viaggio che ha fatto a Lampedusa nei giorni scorsi un parlamentare di origine araba del partito democratico come Khalid Chaouki per rendersi conto dell’inferno costituito dai centri di accoglienza predisposti dallo Stato italiano per i profughi rovesciati a terra dai barconi.
“Quel centro di accoglienza – ha scritto Chaouki – è in condizioni disumane.” C’è chi dorme nelle celle frigorifere e chi all’aperto. Ci son solo due medici e la capienza è di 250 persone ma ce ne sono più di mille. Ci sono quasi duecento bambini e nessuno è in grado di occuparsene. Ci sono ore di fila per potersi nutrire e il livello della pulizia necessaria per sfuggire alle malattie è lontano dalla sporcizia che regna nel centro lampedusano.
C’è da stupirsi se papa Francesco e il Capo dello Stato hanno parlato di vergogna e noi pensiamo che non ci sia più tempo da interporre per cancellare la Bossi-Fini e varare al più presto una legislazione civile attraverso la collaborazione dei maggiori paesi occidentali interessati?

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