No Tav: anche la Francia rinuncia alla Torino-Lione?

L’italico governo crede talmente tanto del fondamentale progetto No Tav che continua a recuperare da lì i soldi che servono per rimpinguare le vuote casse dello Stato (500 milioni dalla Tav e oltre 700 dal Terzo Valico). Ma fin qui non è una novità. Stupisce di più che anche i francesi si trovino ormai nella nostra stessa condizione: i soldi non ci sono e la “strategica” grande opera viene rimandata a data da destinarsi.
Cos’è successo? Il fatto è che in Francia di progetti ferroviari ce n’è una marea, ai quali si aggiungono quelli fluviali e viari. Per un totale di 70 progetti che necessitano di 245 miliardi di euro in 25 anni di investimenti. Ma si tratta di troppi soldi, e di impegni troppo gravosi in un periodo di crisi.
E così, la Francia ha commissionato al comitato Mobilité 21 l’incarico di creare una tabella di marcia e di individuare le priorità dell’intera rete francese, trasporto ferroviario incluso. E quali sono i risultati di questo studio che verrà presentato ufficialmente il 27 giugno? Li anticipa Massimo Bonato, ripreso dal Manifesto:

Mobilité 21 proporrà due possibili scenari: 9 miliardi di euro per 10 anni, ponendo la priorità ai nodi ferroviari di Lione e Marsiglia, la realizzazione di un tratto ad alta velocità tra Paris-Mantes-la-Jolie, auspicando una implementazione dell’alta velocità tra Parigi e la Normandia. Una seconda possibilità è che si riesca a garantire un gettito annuale di 400 milioni di euro, e ai progetti citati si aggiungerebbe allora anche il tratto Bordeaux-Tolosa. In ogni caso, tutti i restanti progetti verranno posticipati oltre il 2030.

Della Torino-Lione non c’è traccia. Il suo eventuale completamento, complice anche la bocciatura ricevuta dalla Corte dei Conti francese, arriverà tra il 2030 e il 2050, parecchio in là col tempo. E allora che senso ha che in Italia si continui a dire che l’opera va completata per rispettare gli accordi fatti con la controparte transalpina? Tanto più che la commissione esteri dell’Assemblée Nationale deve ancora decidere se approvare o bocciare l’intesa con l’Italia, decisione che verrà presa a partire dal 10 luglio prossimo.
Ma c’è di più, come già fatto in Germania, l’alta velocità verrà resa meno veloce (dovrebbe scendere da 300 a 200 chilometri all’ora) per andare incontro alla Sncf (la società ferroviaria francese), alle prese con un deficit di 1,5 miliardi. Insomma, si rimanda a chissà quando la Torino-Lione, se mai si farà, e si dà la priorità ad altri progetti. Il tutto in un quadro generale in cui – e sembra un simbolo dei tempi che cambiano – si proverà a ridare valore al lento e antiquato trasporto regionale:

La realtà è che focalizzando le proprie risorse sul Tgv anche la Francia ha lasciato sullo sfondo l’intera rete ferroviaria locale alla quale decide ora di rimettere mano. Cambiano le priorità: migliorare la rete autostradale, la rete ferroviaria locale significa anche far abbassare i costi agli utenti che cominciano a preferire un viaggio un poco più lento ma che costi di meno.

Fonte: polisblog.it

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