Lo scandalo Vaticano e l'Italia

di Nicola Tranfaglia – 14 giugno 2013
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Per chi non fa differenze tra le religioni e tra chi è laico e chi è cattolico o protestante quando si racconta il passato ai giovani (ed è sicuramente il mio caso da più di cinquant’anni) la vicenda emersa in questi giorni e denunciato dal pontefice Francesco in modo chiaro e inequivocabile: “Nella curia romana c’è gente santa ma c’è anche un flusso di corruzione, poi si parla di lobby gay ed è vero,dobbiamo vedere cosa possiamo fare”. E, riferendosi all’ultimo conclave e ai cambiamenti da introdurre, ha ribadito: “la riforma della Curia è qualcosa che hanno chiesto tutti i cardinali in conclave, l’ho chiesta anch’io. “Ancora ieri ha parlato dell’Istituto di Opere Religiose, protagonista di scandali che nessuno può negare: basta pensare al fatto che lo Ior deteneva il 24,5 per cento della Banca Privata Finanziara di Michele Sindona, al quale, nel 1969, Paolo VI affidò una commissione per la modernizzazione delle IOR. E a Sindona venne venduta dal Vaticano la Società Generale Immobiliare della quale lo IOR mantenne una quota del 3 per cento. In seguito ci furono numerosissime partecipazioni comuni,comprese le movimentazioni di capitali in paradisi fiscali fra lo IOR e Sindona.

Potremmo continuare ma in questo momento quello che vale la pena dire è che papa Francesco,arrivato sulla sedia di Pietro, con l’ombra terribile  dei due giovani gesuiti rapiti dai generali argentino e delle accuse su di lui e sulla sua azione rispetto a quel rapimento, sta assumendo una posizione netta e coraggiosa per il cambiamento necessario in Vaticano.
Già perchè una chiesa grande come quella cattolica che ha più di un miliardo di fedeli,in Italia,nell’Europa meridionale e nell’America centro-meridionale – pur dopo la secolarizzazione – è ancora maggioritaria rispetto alle altre chiese esistenti, non  può andare avanti se non affronta abbastanza presto i problemi denunciati con fermezza dal nuovo papa.
Che si chiamano,a dirlo con chiarezza, corruzione finanziaria e pedofilia, di adulti che hanno rapporti impari con i bambini,  dilagante con la formazione di gruppi di pressione influenzati da quella scelta.Non sono problemi superabili in modo facile e possono creare fratture importanti in un corpo grande e complesso come è la Chiesa cattolica,potente in molti paesi e in grado di indirizzare masse popolari verso scelte politiche e culturali. In un mondo -potremmo aggiungere- in cui obbiettivi come quello del profitto individuale e della realizzazione ad ogni costo si sono affermati in maniera fortissima con la crisi delle ideologie e la globalizzazione economica. E, d’altra parte, l’egemonia sociale è un obbiettivo che un istituto come quello ecclesiastico, con le dimensioni raggiunte dal cattolicesimo negli ultimi secoli,non può trascurare nè mettere da parte. Se nel mondo mediatico che caratterizza  l’atmosfera attraverso i canali telesivi, ancora più che nei giornali,ma anche attraverso la grande rete diffusa negli ultimi anni in tutto il mondo,si diffondesse l’idea che corruzione finanziaria e pedofilia sono diventati elementi centrali, o comunque centrali dell’organizzazione ecclesiastica cattolica, le conseguenze potrebbero essere disastrose,potrebbero provocare una grande crisi delle vocazioni e generare,se non il crollo, un forte ridimensionamento della Chiesa cattolica.
E’ necessario perciò intervenire subito e con grande energia, c’è, nella reazione di papa Francesco, la sensazione di un’urgenza che deciderà il futuro del mondo cattolico e di centinaia di milioni di giovani e vecchi che ad esso sono legati.
In questo senso non si può concludere dicendo che il problema riguarda i cattolici.Anche per chi è fuori da quel mondo ma ha attenzione, soprattutto per le nuove generazioni che stanno vivendo un momento di notevole difficoltà sul piano degli orientamenti politici e culturali come dell’ingresso nel mondo del lavoro, il problema va affrontato presto e in modo efficace.
L’Italia, come l’Europa, ha bisogno di andare avanti sul piano dell’economia come su quello della civiltà e dei valori di fondo scelti nei momenti decisivi della nostra storia recente.

Fonte:antimafiaduemila

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