Insediato il tavolo di filiera sulla canapa, in Italia coltivazioni cresciute di 10 volte in 5 anni

L’Abbate (sottosegretario Politiche agricole): «Poniamo le basi per rilanciare e sostenere le produzioni nazionali di canapa, una pianta nelle cui potenzialità crediamo molto»

Istituito a metà dicembre, si è insediato ieri – in videoconferenza – al ministero delle Politiche agricole il primo Tavolo della filiera della canapa industriale, per lavorare su un piano di settore che possa incentivare la produzione, sostenendo la ricerca e l’innovazione tecnologica nonché rafforzando le politiche di filiera.

All’incontro in videoconferenza hanno preso parte in tutto 48 componenti, rappresentanti dei ministeri dell’Interno, della Salute, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dell’Arma dei Carabinieri per la Difesa, dei tre dipartimenti del Mipaaf, degli Enti vigilati Crea, Ismea e Agea nonché delle Regioni. Per il mondo produttivo hanno partecipato le sei organizzazioni professionali agricole, quattro centrali cooperative agricole, sei organizzazioni di rappresentanza nazionale nonché sei associazioni di settore della canapa e due portatori di interessi. Infine, le Università di Roma La Sapienza e di Modena e Reggio Emilia.

«Poniamo le basi per rilanciare e sostenere le produzioni nazionali di canapa, una pianta nelle cui potenzialità crediamo molto – dichiara il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate –  Auspicando un confronto attivo e proficuo con i protagonisti della filiera, ci poniamo l’obiettivo di approvare un piano di sviluppo del settore affinché si evidenzino i fabbisogni e le necessità del comparto, così da intervenire con finanziamenti adeguati in grado di farne crescere la produzione vista la molteplicità di finalità di utilizzo di questa pianta».

Come confermano gli agricoltori della Coldiretti, in Italia la canapa sta vivendo oggi una seconda giovinezza con un vero e proprio boom, su più fronti dall’alimentare alla medicina alla bioedilizia. Certo, il Belpaese resta ancora lontanissimo dalle performance registrate negli anni Quaranta del secolo scorso, quando l’Italia era secondo al mondo nella produzione dietro la sola Russia grazie a circa 100mila ettari coltivati. Poi il declino per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche da una campagna internazionale contro gli stupefacenti intrisa di pregiudizi che ha gettato un ombra su questa pianta.

Resta il fatto che i terreni italiani coltivati a canapa nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte, superando i 4000 ettari da Nord a Sud della penisola. Per continuare a migliorare adesso è indispensabile «uscire dalla giungla di norme e controlli e dare una uniformità di applicazione della legge a livello nazionale, al di fuori di singole interpretazioni a livello locale», concludono dalla Coldiretti.

fonte: greenreport.it

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