Un’unica fattoria offshore per produrre alghe e energia solare ed eolica in mare

Un progetto al largo dell’Olanda, in una delle prime fattorie solari in mare aperto del mondo

Grazie al progetto Multi-Use offshore platforms demoNstrators for boostIng cost-effecTive and Eco-friendly proDuction in sustainable marine activities (H2020United), finanziato dall’Unione europea e che punta alla promozione di un utilizzo più sostenibile ed efficiente delle risorse oceaniche, due imprese olandesi, Oceans of Energy, che sviluppa sistemi energetici solari in mare aperto, e The Seaweed Company, che coltiva alghe marine, hanno realizzato la prima fattoria solare e di alghe in mare aperto nel Mare del Nord, rendendo così possibile nello stesso spazio la produzione di energia solare e la coltivazione di alghe marine.

La fattoria marina è stata realizzata nel sito di prova North Sea Farmers a 12 km dalla costa di Scheveningen, un distretto de L’Aia. Il bollettino scientifico dell’Ue Cordis spiega che «Combinando la produzione di energia solare e la coltura di alghe marine nella stessa area, i partner di progetto stanno dimostrando il potenziale della coltura di alghe per produrre alimenti negli spazi tra turbine eoliche in mare aperto».

Nel 2019, Oceans of Energy ha installato al largo della costa olandese una delle prime fattorie solari del mondo galleggianti in mare aperto. Il sito Energy Global sottolinea che  «Il sistema in questo sito ha generato energia pulita per un anno, ha resistito al clima marino, ed è sopravvissuto a onde fino a 4 metri  nonché alle tempeste Ciara e Dennis nell’inverno del 2019».

Poi il team del progetto ha poi cercato di testare i pannelli solari in condizioni più difficili. Il sistema al sito di prova attuale, che è ancora più al largo, è stato costruito per resistere a onde alte fino a 13 metri. «Il sistema è pronto per la realizzazione di progetti combinati solari ed eolici, creando da 100 a 5 000 MW di energia solare in mare aperto per progetto. Utilizzando solo il 5% del Mare del Nord olandese, può essere generata metà della domanda energetica dei Paesi Bassi. Quest’obiettivo può essere raggiunto utilizzando lo spazio tra le turbine eoliche».

Il fondatore e amministratore delegato di Oceans of Energy, Allard van Hoeken, ha scritto su DutchNews.nl: «Dopo aver sperimentato il primo sistema solare in mare aperto nel Mare del Nord sono entusiasta di combinare la produzione di cibo con la generazione di energia pulita, due bisogni fondamentali».

Joost Wouters, Sea, CEO e co-fondatore di The Seaweed Company ha aggiunto: «Sono orgoglioso che con questo progetto possiamo dimostrare che possiamo sfruttare al massimo lo spazio tra le pale eoliche in mare per la coltivazione di preziose alghe».

La coltivazione di alghe per la produzione alimentare, già molto diffusa in Asia, può ridurre la pressione sulle risorse ittiche dei nostri oceani, ma le alghe coltivate possono essere utilizzate anche per la produzione di cosmetici, carburante, bioplastiche e materiali da costruzione. Per rendere possibili queste applicazioni, The Seaweed Company ha diversi allevamenti di alghe all’estero. Nei Paesi Bassi, il futuro per la coltivazione di alghe su vasta scala è all’interno dei parchi eolici hofshore, e questa è la prima volta che alghe di questo tipo vengono coltivate nel Mare del Nord olandese. Per questa coltivazione offshore, insieme ad alcuni partner olandesi (Boeg Nautic, CIV Den Oever e North Sea Farmers) Seaweed Company  ha sviluppato  Cultivator, un sistema di coltivazione per il mare aperto che dovrebbe produrre 15.000 kg di alghe e assorbire 1,8 tonnellate di CO2. all’anno.  Secondo UNITED, «Esiste un enorme potenziale commerciale nella produzione di alghe marine di alta qualità e combinare quest’attività con la produzione di energia eolica potrebbe ridurre i costi e aumentare l’efficienza».

Il progetto UNITED, che si concluderà nel giugno 2023, gestisce anche siti dimostrativi pilota in Belgio, Danimarca, Germania e Grecia dove,  oltre all’energia eolica e alla coltura di alghe in mare aperto, si stanno testando anche la mitilicoltura, la piscicoltura e l’allevamento di ostriche sostenibili.

fonte: greenreport.it

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