El Bunker: il primo cortometraggio di denuncia di Our Voice

di Matías Guffanti – Video
Oggi, 27 giugno, a 47 anni dal colpo di Stato in Uruguay che segnò l’inizio della dittatura civico-militare del 1973, il Movimento Culturale Internazionale Our Voice lancia, attraverso il suo canale di YouTube, il suo primo cortometraggio, intitolato “El Bunker”. Una coproduzione realizzata tra Uruguay, Italia ed Argentina che denuncia i fatti politici più preoccupanti dall’istaurazione della democrazia.
Con una storia drammatica, ambientata nel presente, la trama di “El Bunker” percorre le date e i fatti più importanti della storia del Paese, che ancor oggi continua ad essere caratterizzato da una sostanziale impunità, dalle prevaricazioni e dall’estrattivismo. Un Uruguay dove sia i partiti politici che si autodefiniscono progressisti che quelli conservatori di destra, come quello dell’attuale presidente Luis Lacalle Pou, al di là dei suoi discorsi antagonistici, non fanno la differenza al momento di affrontare i problemi strutturali di un Paese nel quale le ingiustizie aumentano a passi da gigante.
La denuncia del documentario affronta diversi temi sensibili e di attualità del paese: la figura mitica a livello mondiale del “presidente povero” Pepe Mujica, la presenza di organizzazioni criminali come la ‘Ndrangheta (che storicamente hanno lavorato in collusione con i servizi di intelligence dello Stato), la Ley de Caducidad – già denunciata da differenti organismi internazionali – ed il disegno di legge di Urgente Consideración (LUC), che si sta discutendo in questi giorni in sede parlamentare.
Il cortometraggio, sebbene è incentrato specificamente su fatti della storia uruguaiana e temi a forte richiamo locale, è stato ideato da Our Voice Production. I testi sono a cura di Sonia Bongiovanni, fondatrice del Movimento in Italia, con la collaborazione dell’attore uruguaiano Diego Grachot (che è anche il protagonista del video) e dal sottoscritto. La regia è stata affidata a Stefano Centofante. Un lavoro particolarmente complesso anche a causa delle limitazioni sanitarie imposte dalla pandemia.
Senza alcun dubbio questo primo cortometraggio di Our Voice può essere un’ottima opportunità per aprire un necessario dibattito nella società uruguaiana, specialmente tra i giovani. Soprattutto per loro è importante conoscere il passato per costruire un presente di lotta che permetta di creare un futuro più giusto; di riconsiderare completamente le convinzioni politiche stabilite e di farsi domande.
Quesiti che noi ripetiamo quotidianamente: quando si spezzerà il patto tra la politica e la casta militare? Fino a quando i governi di turno, di sinistra e destra, manterranno l’impunità in Uruguay? Perché ancora la Giustizia non è indipendente? Perché nessun governo affronta le mafie ed i vincoli che esse hanno con l’economia, la politica e la comunicazione? Interrogativi che dovremo fare tutti ai nostri rappresentanti politici, in questi giorni di lotta e manifestazione, instancabilmente, fino ad avere delle risposte.

fonte: antimafiaduemila.com

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