Sviluppo sostenibile, ecco a che punto sono Italia e Ue per l’Agenda Onu 2030

Il nostro Paese soffre soprattutto per quanto riguarda le performance sociali: lotta alla povertà, lavoro dignitoso e disuguaglianze

In un nuovo dossier l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) traccia l’evoluzione dell’Unione europea e dei suoi 28 Stati membri rispetto al raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda Onu 2030.

Questo complesso lavoro, condotto a partire dai dati pubblicati dall’Eurostat relativi a oltre 70 indicatori elementari e aggiornato al 2018, consente di valutare i progressi e le criticità relative dei singoli Paesi rispetto alla media dell’Ue.

«Nel suo percorso verso i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 – osserva l’ASviS – l’Unione europea migliora tra il 2010 e il 2018 in dieci Obiettivi (salute, educazione, uguaglianza di genere, sistema energetico, condizione economica e occupazionale, innovazione, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, lotta al cambiamento climatico, condizioni dei mari), è stabile in altri (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, disuguaglianze, governance e istituzioni) e peggiora in due (ecosistemi terrestri e cooperazione internazionale). Per il Goal 6 non è stato possibile creare un indicatore composito a causa della mancanza di dati, mentre per il Goal 13 l’indicatore è fermo al 2017, non essendo stati aggiornati i dati sulle emissioni in atmosfera».

Guardando invece all’ultimo anno indagato, tra il 2017 e il 2018 «si segnalano miglioramenti per otto Obiettivi: 1, 4, 5, 7, 8, 9, 14 e 16. Una sostanziale stabilità si rileva per i Goal 2, 3, 10, 11 e 17, mentre nel caso dei Goal 12 e 15 si manifesta un peggioramento».

Complessivamente, dall’analisi ASviS emerge che «l’Unione europea resta l’area del mondo più avanzata rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs), ma molto resta da fare per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale dello sviluppo, nonché per ridurre le disuguaglianze tra i suoi territori».

Una realtà che emerge in modo evidente confrontando le performance dell’Italia rispetto agli altri Stati membri e all’Ue nel suo insieme. Per una prospettiva più ampia riportiamo di seguito le valutazioni elaborate dall’ASviS i merito ai risultati italiani, inseriti nel contesto europeo:

GOAL 1 – Sconfiggere la povertà

L’Italia, che presenta un valore dell’indice composito ancora inferiore a quello del 2010, si colloca nettamente al di sotto della media europea.

GOAL 2 – Sconfiggere la fame

L’Italia si colloca in una posizione leggermente migliore rispetto alla media europea.

GOAL 3 – Salute e benessere

L’Italia si colloca in settima posizione, con un aumento significativo del valore dell’indice composito rispetto al 2010.

GOAL 4 – Istruzione di qualità

L’Italia si colloca al terzultimo posto, con un tasso di laureati fra i più bassi d’Europa, pari al 27,8% nel 2018, a fronte di una media europea pari al 40,7%.

GOAL 5 – Parità di genere

L’Italia ottiene la quindicesima posizione, con un valore di poco inferiore a quello medio europeo, ma in forte miglioramento rispetto al 2010

GOAL 7 – Energia pulita e accessibile

L’Italia è in quarta posizione, con un valore dell’indice composito nettamente superiore a quello medio europeo.

GOAL 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica

L’Italia è in penultima posizione, attestandosi allo stesso livello del 2010.

GOAL 9 – Imprese, innovazione e infrastrutture

L’Italia si colloca al di sotto della media europea, con un leggero miglioramento tra il 2010 e il 2018, tendenza che si riscontra anche nella maggior parte dei Paesi europei.

GOAL 10 – Ridurre le disuguaglianze

L’Italia ha una performance peggiore di quella media europea e in peggioramento rispetto al 2010, come molti altri Paesi.

GOAL 11 – Città e comunità sostenibili

L’Italia ottiene un risultato di poco inferiore a quello medio europeo, ma con un netto miglioramento tra 2010 e 2018.

GOAL 12 – Consumo e produzione responsabili

L’Italia si colloca al secondo posto della classifica e per quasi tutti i Paesi si nota un netto miglioramento tra il 2010 e il 2018

GOAL 13 – Lotta contro il cambiamento climatico

L’Italia compare nel gruppo dei Paesi più virtuosi, con una tendenza positiva tra il 2010 e il 2017, che si riscontra anche per quasi tutti gli altri Paesi.

GOAL 14 – Vita sott’acqua

L’Italia consegue un risultato peggiore di quello medio europeo, caratterizzandosi però per un’alta percentuale dei siti di balneazione con qualità eccellente

GOAL 15 – Vita sulla terra

L’Italia si colloca al di sopra della media europea. Il diffuso deterioramento degli ecosistemi terrestri tra il 2010 e il 2018 è causato principalmente dal consumo di suolo, che aumenta costantemente in tutti i Paesi europei.

GOAL 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide

L’Italia ottiene un risultato lievemente inferiore a quello medio europeo, con un significativo peggioramento rispetto al 2010, tendenza che caratterizza complessivamente una decina di Paesi.

GOAL 17 – Partnership per gli Obiettivi

Per quanto riguarda l’Italia, il valore dell’indice composito è inferiore di 3 punti a quello medio europeo.

fonte: greenreport.it

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