A che punto è la Strategia forestale nazionale

Dovrà delineare nuovi indirizzi nazionali per la tutela, la valorizzazione e la gestione attiva del patrimonio forestale nazionale. Ma non mancano le criticità

In continuità con il Programma quadro per il settore forestale del 2008 (Pqsf), previsto dal comma 1082 dell’articolo 1 della Legge n°. 2964/2006, cd. Legge finanziaria 2007, la nuova Strategia forestale nazionale (Sfn) dovrà delineare nuovi indirizzi nazionali per la tutela, la valorizzazione e la gestione attiva del patrimonio forestale nazionale al fine di sviluppare il settore e le filiere produttive, ivi compresa la filiera pioppicola, nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale e comunitario.

La redazione di tale Strategia è presunta dal comma 1 dell’articolo 6 del D. Lgs. n°. 34/2018, cd. Testo unico in materia di Foreste e filiere forestali.

La Sfn, inoltre, dovrebbe, coerentemente con quanto delineato dalle otto Aree prioritarie della strategia forestale europea del 2013 (COM (2013) n. 659), per i prossimi venti anni dalla sua approvazione, delineare un indirizzo comune in grado di superare le emergenze nazionali e di garantire la sicurezza, lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione del capitale naturale, di cui il patrimonio e il settore forestale sono componenti imprescindibili.

Gli obiettivi generali descritti nella Strategia proposta decalcano quelli raffigurati dalla Strategia forestale dell’Unione Europea e si basano sul favorire la Gestione forestale sostenibile (Gfs) e il ruolo multifunzionale delle foreste al fine di garantire la conservazione, la protezione, la biodiversità degli habitat forestali e la fornitura equilibrata dei servizi ecosistemici; sul migliorare l’efficienza nell’impiego delle risorse al fine di incentivare lo sviluppo della bioeconomia; sul promuovere l’espansione e la valorizzazione delle foreste nei contesti urbani e suburbani; e, infine, sul monitoraggio e lo sviluppo di una conoscenza scientifica multidisciplinare.

Per la Sfn il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali prevede l’avvio, prima dell’iter del processo istituzionale di approvazione, di una consultazione pubblica online. Tale consultazione termina il 28 maggio 2020.

In merito alla proposta di Strategia elaborata si evidenziano alcune criticità sia di carattere generale che puntuale.

Prioritariamente, si rileva l’assenza di riferimenti al Green new deal europeo e alla Politica agricola comune, di specifiche azioni e misure da attuare al fine di raggiungere gli obiettivi sopra menzionati, di ipotetici scenari basati su serie storiche in grado di analizzare e indicare il gap che manca per raggiungere tali obiettivi.

Secondariamente, si rappresenta che nel capitolo 2 della Sfn (pag. 13) si utilizza la definizione di bosco ai sensi del comma 1 dell’articolo 3 del D. Lgs n°. 34/2018. Nel Testo unico in materia di foreste e filiere forestali si equiparano i termini bosco, selva e foresta.

Si sottolinea che il bosco e la foresta rappresentano due aree differenti. Infatti, il bosco è costituito da una superficie di terreno avente un’estensione minima di 2000 metri quadrati, una larghezza minima di 20 metri, una percentuale di copertura del suolo di almeno il 20% e un’altezza minima degli alberi di almeno 5 metri al raggiungimento della maturità. Il bosco, inoltre, è ricoperto da alberi d’alto fusto, arbusti ed erbe.

La foresta viene definita, invece, come una superficie di terreno coperto soprattutto da alberi di alto fusto e avente una dimensione di almeno 5000 metri quadrati, una larghezza minima di 20 metri, una percentuale minima di copertura del suolo del 10% e un’altezza minima degli alberi, al raggiungimento della maturità, di 5 metri.

In merito si rileva l’inopportunità di paragonare ecosistemi aventi diverso grado di complessità. Si evidenzia, quindi, la necessità di delineare degli indicatori per gli ecosistemi forestali al fine di garantire la loro tutela.

I dati utilizzati nella Strategia sono vetusti in quanto a titolo di esempio a pagina 6 si fa riferimento ad un rapporto del Wwf del 2012 per stimare a livello mondiale il gap tra la domanda e l’offerta di legname.

Nel documento i servizi ecosistemici forniti dalle foreste sono trattati in maniera non approfondita in quanto la Strategia dedica a tale argomento poche righe, declinate oltretutto in modo assai generico.

Nell’individuazione di un percorso condiviso tra le istituzioni statali e regionali competenti, le associazioni di categoria, il mondo produttivo – imprenditoriale scientifico (pagg. 20 e 36) non vengono incluse le associazioni ambientaliste.

Nonostante il richiamo ai temi della sostenibilità e della gestione sostenibile si evidenzia che la gestione forestale è connessa principalmente a scopi produttivi.

Per quanto concerne il riferimento alla bioeconomia si rileva che le attività della bioeconomia sono sempre state considerate in relazione alle prospettive della produzione, e cioè a cosa può essere generato dalle biomasse per sostituire, ovvero integrare, i prodotti ed i combustibili non rinnovabili e fossili. Lo sfruttamento della biomassa, infatti, non è necessariamente circolare e sostenibile. Ne deriva pertanto che, a causa dell’eccessivo sfruttamento, le risorse naturali possono essere soggette a un calo di resa ed alla perdita di diversità ecologica. La bioeconomia, quindi, non si deve porre come unico obiettivo quello di incrementare la produzione agricola o di sfruttare la biomassa, bensì deve contribuire ad un uso più sostenibile delle risorse, a mitigare i cambiamenti climatici e ad adattarsi ad essi, e, infine, a promuovere modelli di produzione e consumo sostenibili.

Per quanto riguarda il riferimento agli obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite si ritiene necessario definire indicatori chiari al fine di garantire che la bioeconomia operi entro i limiti delle risorse naturali. Infatti, lo sviluppo definito entro i limiti delle risorse implica che la bioeconomia debba essere efficiente ed incentrata sulla circolarità, sulla realizzazione di prodotti e servizi prioritari per la società (biomateriali, sostanze chimiche, energia, reintegro dei nutrienti e sostanza organica nei suoli) e, infine, sulla creazione di nuove catene del valore resilienti e locali in grado di promuovere l’utilizzo a cascata delle risorse biologiche e di migliorare l’efficienza dei materiali.

Infine, si ritiene opportuno inserire un’azione inerente alla lotta e alla prevenzione dei reati ambientali in ambito forestale, specialmente in un contesto di abbondono crescente delle aree di campagna e montane. La Sfn, infatti, dovrebbe garantire la corretta applicazione delle leggi e dei regolamenti che governano le attività forestali al fine di ostacolare comportamenti criminali e, conseguentemente, di tutelare le risorse naturali. Si raffigura, quindi, la necessità di prevedere e garantire un coordinamento efficiente tra le forze dell’ordine e gli Enti che gestiscono le foreste. In alternativa, si potrebbe ricorrere al controllo remoto del territorio utilizzando le tecnologie di rilevamento.

di Ilaria Falconi

fonte: greenreport.it

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