Locuste: dall’Ue 11 milioni di euro alla Fao per contrastare l’invasione in Africa

Gli Sciami di locuste stanno divorando i raccolti nel Corno d’Africa e sono già arrivate nel Golfo Persico. In Pakistan la Cina invia anatre anti-locuste

Mentre tutto il mondo parla della Cina che potrebbe schierare 100.000 anatre nel confinante e alleato Pakistan per aiutarlo a combattere un’invasione di locuste che non si vedeva almeno da 20 anni, anche se un’anatra può mangiare più di 200 locuste al giorno e può essere più efficace dei pesticidi, pochissimi giornali hanno dato notizia di qualcosa di più sostanzioso attuato dall’Unione europea per contrastare il vero e proprio flagello biblico che sta devastando il Corno d’Africa e i paesi limitrofi.

Infatti, il direttore generale della Fao, Qu Dongyu ha annunciato l’arrivo di un contributo di «11 milioni di euro da parte dell’Unione Europea a sostegno degli sforzi crescenti dell’Agenzia Onu per contrastare la recrudescenza delle locuste, che si sta ora espandendo dall’Africa orientale al Golfo Persico».

La Commissione Ue ha spiegato che «10 milioni di euro provengono dalla Direzione Generale della Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo (DEVCO) della Commissione europea. Un ulteriore milione di euro è stato stanziato dalla Protezione Civile e Operazioni di Aiuto Umanitario Europee (ECHO)».

Qu ha detto: «Desidero ringraziare l’Unione Europea per la sua generosità e il suo sostegno: in Africa orientale le locuste minacciano di provocare una crisi umanitaria. La situazione è estremamente allarmante in una regione in cui 20 milioni di persone sono già esposte a insicurezza alimentare. Dobbiamo urgentemente intensificare gli interventi per tutelare i mezzi di sussistenza rurali e aiutare gli agricoltori e le loro famiglie. Non c’è tempo da perdere». Per questo la Fao nei giorni scorsi aveva lanciato un drammatico appello per un urgente finanziamento di 138 milioni di dollari per assistere i Paesi colpiti. Finora sono arrivai solo 52 milioni di dollari.

Dei 138 milioni di dollari, la Fao ha proposto di ripartirli per aiutare i Paesi colpiti a contrastare l’invasione: Gibuti (1.965.000 dollari); Eritrea (8.500.000 $); Etiopia (50.500.000 $); Kenya (22.100.000 $); Somalia (32.200.000 $); Sud Sudan (8.650.000 $); Repubblica Unita di Tanzania (505.000 $); Uganda (8.580.000 $).

Le locuste sono considerate il parassita migratorio più micidiale del mondo e un piccolo sciame che copre un chilometro quadrato può mangiare la stessa quantità di cibo consumato in un giorno da 35.000 persone. Il monitoraggio e le previsioni delle locuste fanno parte del mandato della FAO.  Il Desert Locust Information Service (DLIS) è operativo da circa 50 anni. La consolidata presenza sul campo della Fao, la sua capacità di mettere in contatto le autorità di diversi Paesi e le sue competenze nel gestire la crisi delle locuste ne fanno un attore chiave per rispondere a recrudescenze come quella che sta colpendo l’Africa orientale e l’area del Mar Rosso.

E le notizie che arrivano dal Corno d’Africa sono davvero drammatiche: l’invasione di locuste è la peggiore che abbia colpito l’Etiopia e la Somalia negli ultimi 25 anni e la peggiore infestazione che il Kenya abbia subito negli ultimi 70 anni. Sono stati colpite anche Gibuti e l’Eritrea e vengono segnalati grossi sciami in Sud Sudan, Uganda e Tanzania. La Fao aggiunge che «L’aggiornamento di questa settimana segnala che forti venti hanno portato sciami di locuste su entrambe le coste del Golfo Persico verso il Bahrein, il Kuwait e il Qatar fino al sud-ovest dell’Iran».

La scorsa settimana, il direttore dell’ufficio di collegamento della Fao a Bruxelles, Rodrigo de Lapuerta Montoya, aveva fornito l’aggiornamento sulla recrudescenza della situazione al Gruppo di lavoro sugli aiuti umanitari e alimentari del Consiglio dell’Unione europea. Gli Stati membri dell’Ue hanno espresso il loro timore per la situazione e confermato l’impegno e la fiducia nel lavoro svolto dalla Fao.

Da parte sua, Dominique Burgeon, direttore della divisione emergenze e eesilienza della Fao, ha informato la Commissione per lo sviluppo del Parlamento europeo a Bruxelles: «Siamo di fronte a una situazione estrema. Abbiamo una finestra di opportunità per tenere sotto controllo la situazione».

Quindi la Commissione europea ha avviato quella che potremmo definire un concreto esempio di “aiutiamoli a casa loro”.

Secondo il Desert Locust Information Service (DLIS) della Fao «la situazione sarà ulteriormente aggravata dalle nuove infestazioni previste nei prossimi mesi. I pascoli e le coltivazioni hanno già subito danni in Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya e Somalia e ci sono conseguenze potenzialmente gravi per la regione, dove la sopravvivenza di milioni di persone dipende dall’agricoltura e dagli allevamenti».

La Fao è già sul posto per aiutare i governi e altri partner con attività di monitoraggio e coordinamento, consulenza tecnica e approvvigionamento di forniture e attrezzature e inoltre sta approntando interventi per tutelare i mezzi di sussistenza rurali fornendo kit agricoli ai coltivatori colpiti, assistenza veterinaria per il bestiame affamato e denaro per acquistare cibo per le famiglie che hanno perso i raccolti.

fonte: greenreport.it

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