Rifiuti, c’è più oro nelle schede elettroniche che gettiamo che in miniera

Fontana: «I Raee rappresentano una fonte di materie prime che potrebbe affrancare il nostro Paese e l’Europa dalle importazioni provenienti da Cina, Africa e Sud America»

La nuova direttiva 2012/19/EU che regolamenta il settore dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) impone il raggiungimento di un target di raccolta pari al 65%, mentre nell’ultimo anno il dato italiano si è fermato al 43% con 343mila tonnellate di rifiuti avviati a recupero: questo significa che c’è ancora molto da lavorare, perché circa il 57% dei Raee italiani viene ancora gestito con percorsi alternativi (come la discarica o l’esportazione all’estero) che comportano un enorme spreco di risorse.

«I Raee rappresentano una fonte di materie prime che potrebbe affrancare il nostro Paese e l’Europa dalle importazioni provenienti da Cina, Africa e Sud America», sottolinea Danilo Fontana, primo ricercatore del Laboratorio tecnologie per il riuso, il riciclo, il recupero e la valorizzazione di rifiuti e materiali dell’Enea. Come spiega l’Agenzia, ad esempio, dal trattamento di 1 tonnellata di schede elettroniche è possibile ricavare 129 kg di rame, 43 kg di stagno, 15 kg di piombo, 0,35 kg di argento e 0,24 kg di oro (quando l’oro contenuto in un minerale aurifero di buon grado si aggira intorno a 0,005-0,010 kg/ton), per un valore complessivo di oltre 10 mila euro al prezzo attuale di mercato.

Viste le enormi potenzialità un team di ricercatori Enea ha messo a punto ROMEO, il primo impianto pilota in Italia per il recupero di materiali preziosi da vecchi computer e cellulari attraverso un processo a “temperatura ambiente” e senza pretrattamento delle schede elettroniche.

ROMEO (Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy) ha una resa del 95% nell’estrazione di oro, argento, platino, palladio, rame, stagno e piombo da rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Ubicato presso il Centro Ricerche Casaccia, a nord di Roma, l’impianto pilota utilizza un processo idrometallurgico brevettato Enea, che consente una drastica riduzione dei costi energetici rispetto alle tecniche pirometallurgiche ad alta temperatura. Le schede elettroniche sono trattate senza essere sottoposte a un processo di triturazione, mentre le emissioni gassose vengono trattate e trasformate in reagenti da impiegare nuovamente nel processo stesso, minimizzando in questo modo impatto ambientale e produzione di scarti. Inoltre è caratterizzato da modularità e flessibilità che consentono di trattare anche piccole quantità di rifiuti e di scegliere il grado di purezza del metallo recuperato in funzione delle esigenze di mercato.

«Con ROMEO – conclude Fontana – vogliamo stimolare la creazione di una filiera nazionale completa per il recupero di metalli preziosi da Raee. Purtroppo finora in Italia il settore nazionale del riciclo si ferma al trattamento iniziale, cioè il processo meno remunerativo, lasciando a operatori esteri, in particolare del Nord Europa, il compito di recuperare la parte ‘nobile’ del rifiuto».

fonte: greenreport.it

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