Sono troppe 38 milioni di auto private per un’Italia sostenibile

Il nostro è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione: occorre ripensare gli spazi pubblici e l’architettura della mobilità per combattere smog e cambiamenti climatici

Con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti, l’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione: 38 milioni di auto private soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti, i tre quarti dei quali sono però inferiori ai 10 km, e un quarto non arriva a 2 km. Moltissimi abitanti dei centri urbani, in pratica, potrebbero rinunciare all’automobile per i loro tragitti di tutti i giorni come avviene in altre città europee dove già oggi si guida pochissimo: un processo obbligato per una mobilità più sostenibile, che impone di ripensare le città partendo dagli spazi pubblici creando luoghi più accoglienti, vivibili, più sicuri e belli. È con quest’obiettivo che Legambiente ha organizzato a Milano – insieme alle Ferrovie dello Stato – il convegno internazionale “L’architettura della nuova mobilità”, portando l’esempio di città che già oggi stanno compiendo con successo questa rivoluzione.

Nella stessa Milano, dove la mobilità è sempre più sharing e sostenibile, si stanno ad esempio ripensando interi quartieri intorno a nodi strategici della mobilità urbana, scelti attraverso concorsi. In Filandia, a Helsinki, dove il quartiere Pasila è pronto ad assumere un nuovo importante ruolo nella nuova dimensione territoriale della città; il progetto presentato nel 2009 da Cino Zucchi Architetti è un piano dettagliato dell’area, della stazione ferroviaria di Pasila (che si trova a pochi chilometri dal centro della città, in un punto accessibile sia al trasporto ferroviario che a quello stradale) che mette al centro della progettazione il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale e che può essere considerato come il più importante per la trasformazione della capitale finlandese. Ma anche tornando in Italia gli esempi virtuosi non mancano: tra questi spicca l’esperienza di Firenze, dove il sistema dei tram e in particolare quello tramvia (Linea T1 e T2) sta cambiando il modo di vivere la città, con un successo crescente di passeggeri e attraverso spazi sottratti alle auto; Napoli – che vanta tra l’altro la nuova stazione di Napoli Afragola, disegnata da Zaha Hadid – mostra il successo internazionale della sua metropolitana, per la capacità di coinvolgere artisti e architetti nei progetti di inserimento urbano, e con la stazione di Toledo premiata come la più bella d’Europa. In Trentino, invece, la rete di piste ciclabili realizzata in questi anni sta diventando uno straordinario volano per il turismo, che ha permesso di rilanciare l’accessibilità.

«Il nostro Paese, con il suo patrimonio di città storiche – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – può diventare protagonista di una rivoluzione diffusa e di un rinascimento urbano sempre più moderno, sostenibile e all’avanguardia. Una rivoluzione in parte già in atto e che sta consentendo di raggiungere risultati fino ad oggi impensabili. La rigenerazione urbana e l’architettura sono due strumenti importanti attraverso le quali le città, dove si concentra gran parte della popolazione, possono migliorare e riqualificarsi contrastando allo stesso tempo lo smog. Per questo oggi abbiamo voluto raccontare storie ed esperienze internazionali che indicano la strada da percorrere».

Anche perché, dietro le eccellenze, la vita quotidiana nelle nostre città mostra che questa strada è ancora molto lunga. In 17 delle 31 città riportate nella tabella ricavata dai dati Eurostat pubblicata su Ecosistema Urbano 2019  (pag 67), ad esempio, meno della metà degli abitanti si serve della macchina come veicolo principale degli spostamenti quotidiani casa-lavoro; si guida pochissimo a Copenaghen, Parigi, Budapest, Amsterdam, Vienna, Helsinki, Stoccolma e Oslo. Quasi ovunque è molto diffuso l’uso del trasporto pubblico: è la modalità prescelta da 16 città su 31 e si muove così oltre la metà dei residenti a Berlino, Madrid, Parigi, Vienna. Si pedala moltissimo com’è noto a Copenaghen e Amsterdam. Pochissimo a Sofia, Tallin, Atene, Bucarest e Roma. In Italia, invece, l’auto rimane il mezzo prediletto per gli spostamenti.

Cambiare rotta è ormai indispensabile, e sempre più ne vedranno in un Pianeta impegnato per fermare i cambiamenti climatici. La partita contro il riscaldamento globale si gioca in larga parte nelle nostre città.

fonte: greenreport.it

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