La Corte Europea dei diritti della mafia

di Giorgio Bongiovanni


E’ mafiosa la Corte Europea dei diritti dell’uomo. A leggere la sentenza sull’ergastolo ostativo emessa a giugno e confermata ieri, con il non accoglimento del ricorso presentato dall’Italia, è più che legittimo pensare che la difesa dei diritti non sia altro che un grande inganno.
Come è possibile?
Delle due l’una. O la Cedu vede al suo interno un’accozzaglia di giudici corrotti e consapevoli di agevolare gli assassini più feroci della storia, quali sono i boss stragisti di Cosa nostra, o più semplicemente sono dei “somari matti”, senza rendersi conto della reale partita che è in gioco con la loro decisione che mina alla base non solo il sistema detentivo di criminali assassini ma anche il futuro delle collaborazioni con la giustizia.
Così facendo i “giuristi parrucconi” della Corte di Strasburgo dimostrano di essere progenie di quei grandi “parrucconi” corrotti al servizio del Re che prima della rivoluzione francese osteggiavano, condannavano e perseguitavano, filosofi come Voltaire, iniziati dell’epoca e giusti rivoluzionari.
Quando capirà l’Europa che l’organizzazione criminale più potente del mondo è la Mafia italiana che, dati alla mano, “fattura” 150 miliardi di euro l’anno netti? Denari che solo i boss di Cosa nostra, ‘Ndrangheta e Camorra possono garantire commettendo delitti e traffici illeciti, raddoppiando e triplicando i guadagni e drogando i mercati. Dobbiamo pensare che quel denaro, che spesso viene reinvestito all’estero, fa comodo anche ai signori dell’Europa? Solo così si possono comprendere certe sentenze assurde che, con un colpo di spugna, mettono a serio rischio quei provvedimenti fortemente voluti da giudici come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ed approvati nel nostro Paese solo dopo la loro morte.
L’Italia, in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, ha la migliore legislazione in materia, frutto dell’esperienza e del sacrificio di tanti magistrati ed investigatori. E non dimentichiamo che tra le vittime che hanno combattuto questa lotta vi sono anche politici, imprenditori, sacerdoti, cittadini, bambini, tutti appartenenti al lunghissimo elenco dei martiri colpiti dalla violenza mafiosa.
La Corte parruccona di Strasburgo dovrebbe tener conto anche di questo. Fino ad allora crediamo di non sbagliare quando diciamo che la Corte Europea dei diritti dell’uomo è una Corte dei diritti del mafioso.
L’unica speranza è che tanto il governo quanto i giudici italiani rigettino a loro volta l’invito della Cedu ad intervenire sull’ergastolo ostativo.
Nel frattempo, dalle tenebre in cui si trova, può sorridere il boss Totò Riina che, post mortem, finalmente ha raggiunto il suo obiettivo. E le criminalità organizzate di tutto il mondo applaudono a scena aperta.

fonte: antimafiaduemila.com

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