I cambiamenti climatici pesano (anche) sul carrello della spesa

Coldiretti segnala un +7% per i prezzi delle verdure rispetto allo scorso anno: «L’ondata di maltempo fuori stagione è l’evidente conseguenza dei cambiamenti climatici»

I cambiamenti climatici sono un fenomeno di portata globale, che oltre alla nostra interessa le prossime generazioni (ed è stato causato anche da quelle passate). La sua prima caratteristica è quella della complessità, che spinge molti a domandarsi: se il pianeta si sta surriscaldando, perché dovrei occuparmene proprio io? Potrebbe essere meno astratto porsi la stessa questione mentre si fa la spesa, perché l’ondata di maltempo fuori stagione che ha investito l’Italia nei giorni scorsi ha fatto aumentare i prezzi delle verdure al dettaglio del 7% rispetto allo scorso.

La più grande organizzazione agricola europea (Coldiretti) stima in 10 milioni di euro i danni legati all’ondata di maltempo fuori stagione, con molte aziende agricole italiane dove è andato perso un intero anno di lavoro: le campagne sono state infatti colpite in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo e le piante che iniziano a fare i primi frutti. Tra le colture più colpite ci sono sicuramente le ciliegie, ma anche molti ortaggi a partire da insalate e radicchi. Ma gli effetti «si faranno sentire al mercato soprattutto nelle prossime settimane, quando si inizierà a raccogliere anche l’altra frutta estiva che in più zone del Paese è stata flagellata dalla grandine che è l’evento più temuto dagli agricoltori perché i chicchi spogliano le piante compromettendo i raccolti successivi. I cambiamenti climatici – continua la Coldiretti – colpiscono le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli colturali che impattano sul calendario e sulle disponibilità con effetti concreti anche per i cittadini che devono affrontare le fluttuazioni anomale dell’offerta e dei listini dei prodotti che mettono nel carrello».

Il risultato è un calo atteso dell’offerta di prodotti, con effetti diretti sulla spesa dei consumatori. «L’ondata di maltempo fuori stagione è l’evidente conseguenza dei cambiamenti climatici in Italia, dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici – rincarano gli agricoltori – è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente. Basti pensare al vino nel 2017 (-16%) e nel 2014 (-8,9%), al mais nel 2015 (-22,2%) e nel 2012 (-19,4%), all’olio nel 2016 (-39,5%) e nel 2014 (-39,3%), alle patate nel 2013 (-12%) e nel 2010 (-13,4%), al grano duro nel 2017 (-16,4%) e nel 2009 (-29,4%), alle pesche nel 2018 e (-11,9%) e nel 2017 (-13,7%), alle mele nel 2017 (-21,6%) e nel 2012 (-14,6%). Il risultato è un conto da 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne».

fonte: greenreport.it

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