Social: istruzioni per l’uso,usare con moderazione…

Nella vita a volte si sente il bisogno di soffermarsi a riflettere su se’ stessi e su ciò che ci sta intorno.
Ultimamente ho dovuto fermarmi a riflettere sui lati negativi che comportano i social quali,Facebook, Whattshapp, Instagram ecc.ecc. e di come influiscano sull’emotività delle persone.
Ovviamente ci sono anche i lati positivi dei social, ma siccome i lati positivi non danneggiano nessuno,bisogna evidenziare i lati negativi e i rischi che influiscono sulla sfera emotiva.
A volte ho la vaga sensazione che questi social siano un tantino demoniaci,in fondo ciò che viene creato per lucrare non ha quasi mai risvolti etici, quando si crea non per fare del bene,ma per rimpinguare il conto bancario, non si riflette sulle conseguenze di ciò che si è creato,non si guarda al domani,ma all’oggi.
Coloro che hanno messo in piedi un’azienda di alcolici o di tabacchi,non pensano ai danni che questi prodotti causano in alcuni individui,pensano all’arricchimento e basta,un lavoro come un altro,per cui la parte etica va a farsi benedire (per non parlare di chi fabbrica bombe e armi) autoassolvendosi in nome della libertà di mercato,della libertà dell’individuo di decidere del proprio destino e delle proprie disgrazie,mica è colpa di coloro che producono alcolici se uno diventa alcolista,questo è il pensiero comune e di chi fa questo lavoro,la libertà innanzitutto,di arricchirsi per loro e di rovinarsi la salute per gli altri.
In nome della libertà quindi i più deboli,quelli che non hanno un buon equilibrio, soccombono,perchè non si può proibire di bere vino o alcolici solo perché 10 persone diventano alcolisti,non si può proibire il tabacco solo perché 30 esseri umani muoiono a causa delle conseguenze del fumo.
Per lo stesso motivo se ci sono 20 persone su cento malate di dipendenza da social,non si può impedire che gli altri lo usino,però bisogna avere il coraggio di denunciare i rischi e le conseguenze nefaste che possono arrecare a molte persone.
La dipendenza da social esiste ed è comprovata dai medici,tanto che esistono centri appositi per aiutare a disintossicarsi da internet,come chi si disintossica dalle droghe, dall’alcol o dal fumo.
Ci sono poi delle conseguenze meno aggressive della dipendenza totale,che fa sì che si arrivi addirittura a svegliarsi di notte per controllare se sono arrivati dei messaggi,sono meno pericolose ma da non sottovalutare,parliamo delle arrabbiature,della mancanza di autostima,dei nervosismi,delle tristezze,delle incomprensioni, delle irritazioni che a volte i social riversano in noi a causa del fatto che viene continuamente stimolata la sfera emotiva,motivo per cui sorridendo, penso sia una creazione diabolica, perchè si va a interagire con le emozioni interiori di ognuno di noi,sia in positivo che in negativo.
Esempio pratico su me stessa,non ho mai litigato con mia sorella maggiore in cinquanta anni della mia vita,da quando ho whatshapp ci ho già litigato 3 volte,ci tengo a precisare che ci siamo sempre riappacificate,ma il punto è che questi post veloci,in cui devi rispondere subito, perchè non hai tempo di riflettere,perchè poi arrivano altri post,altre notizie e tutto diventa vecchio nel giro di 5 minuti, ti obbliga a non pensare abbastanza a lungo per ponderare una risposta.Parlando poi di persona puoi sentire il tono della voce dell’interlocutore e percepire le parole con più equilibrio,nello scritto invece il tono lo crei tu ,tu immagini come uno dice le cose,magari poi anche l’altro esagera per lo stesso motivo con certe affermazioni forti,che a viva voce magari avrebbe tenuto a freno,e la frittata è fatta.
Lo scritto veloce crea malintesi,irritazioni,che invece nel trovarsi faccia a faccia vengono affievoliti e subito stoppati e messi nel giusto contesto,e ci si riappacifica subito,a meno che tu non sia una persona a cui piace litigare,ma questo è un altro discorso.
Una volta ho invece litigato con una mia amica perché le avevo inviato un post,nulla di importante,una battuta divertente,aveva visualizzato il post perché c’era la spunta blu che lo confermava,ma non ebbi risposta, per cui me la presi, e mi sentii come se non gli importasse della mia amicizia,la conclusione fu che avemmo un piccolo litigio. Questi malintesi devono essere stati così molteplici per milioni di persone che ad un certo punto i creatori di whatshapp hanno deciso che si poteva fare in modo di leggere un post senza che apparisse la spunta blu che confermava che l’avevi letto,addirittura da poco hanno creato il modo di cancellare dei post se ti penti di quello che hai scritto,basta cancellarlo nel giro di 7 minuti,questi accorgimenti fanno capire che se sono corsi ai ripari è perché vuol dire che stiamo veramente diventando schiavi delle nostre emozioni da post,emozioni che non sappiamo controllare,e per averlo fatto vuol dire che avranno ricevuto milioni di lamentele e di suggerimenti.
Facebook ha lo stesso inquietante lato negativo,se non ricevi il “mi piace” ad una notizia che inserisci o a un pensiero che scrivi,ti fa andare in depressione,ti chiedi perché quel mio amico ha 20 like e io solo due,che ho di diverso?Poi ovviamente impari a fregartene,ma è il meccanismo che si avvia che non va bene,se uno su Fb ha solo 30 amici è uno sfigato,è la prassi pensarlo,se uno ne ha 500,o 1.000,allora deve essere un grande!Il nostro cervello funziona così se non sappiamo auto controllarci e imparare a mettere le cose nel loro giusto ordinamento,tra i giovani questo modo di pensare è sicuramente più marcato rispetto ad un adulto,ma anche molti adulti hanno di questi pensieri subdoli e negativi.
I social alla fine sono basati sull’istintività del momento,sulla velocità delle emozioni,non è più come 30 /40 anni fa che se dovevi scrivere una lettera ad un amico o parente per qualsiasi motivo,prima la leggevi,la rileggevi,la correggevi e la rileggevi ancora,poi la dovevi imbustare,e magari la ritiravi fuori dalla busta perchè ti erano venuti dei dubbi e volevi tagliare o aggiungere qualche frase,poi dovevi uscire di casa,comperare il francobollo e poi imbucarla nella cassetta delle lettere,nel frattempo potevano passare giorni e facevi in tempo ad affievolire rabbia e delusioni o sentimenti e magari la buttavi via senza spedirla,avevi più tempo per riflettere e interagire con te stesso,cosa che oggi questo tempo ce lo hanno tolto.Questa società ti sta abituando a velocizzare tutto,anche i pensieri,con conseguenza che non riesci a controllare i tuoi istinti.
I mezzi sono più veloci,la tecnologia è più veloce,tutto è più frenetico,di conseguenza siamo costretti a essere più dinamici e celeri anche noi,ma non so se essendo stati creati in una certa maniera migliaia di anni fa siamo in grado di supportare questa tecnologia,siamo già esseri umani da 10.0 o la nostra mente è ferma ancora al 5.0 della creazione e dell’evoluzione? (Dall’australopiteco all’homo sapiens) se così fosse forse siamo in balia di pericoli incombenti.
Quando i nostri cellulari hanno la memoria piena ti compare una scritta,”MEMORIA PIENA,CANCELLA FILE”,e ti tortura con questa frase fino a che esasperato, o getti il cellulare dalla finestra o ti adegui a cancellare foto e file. Il nostro cervello allo stesso modo a suon di ricevere notizie,post,ogni giorno,ogni ora,ogni minuto,ogni secondo,e se non le riceviamo andiamo a cercarcele su internet,rischia lo stesso intasamento,per cui arrivi ad essere talmente full da da non poterne più.
Negli ultimi anni è cresciuta la domanda di fare vacanze in conventi o strutture in cui non c’è internet,lasciando in alcuni casi il cellulare al portiere dell’albergo,per disintossicarsi dall’abuso di cui facciamo quotidianamente di questo oggetto,soprattutto coloro che per lavoro usano molto il telefono e il computer,si cerca di liberarsi dallo stress dall’avere il cervello sempre attivo,e gli occhi e la mente sempre fissi su uno schermo visivo,un modo per riconettersi con se stessi e isolarsi dal mondo esterno,perchè ogni tanto c’è bisogno di svuotare la mente e creare uno spazio per l’anima.
C’ è innanzitutto, il bisogno di imparare a saper gestire le emozioni,e a volte è necessario privarsi di questi social,d’altronde un alcolista non può smettere di bere con la casa piena di bottiglie di vino,e un fumatore accanito non può smettere di fumare se in casa ha pacchetti di sigarette a portata di mano,lo puoi fare solo se hai un carattere forte,ma la maggioranza cerca di eliminare dalla propria abitazione e dalla propria vita quello di cui sa di essere dipendente se vuole vincere la sua dipendenza.
Nei giorni seguenti in cui ho abbandonato un social mi sono sentita come se avessi liberato e fatto spazio all’interno della mia anima,come se avessi aperto una gabbia in cui ero rinchiusa,e in cui le mie emozioni vincevano sulla mia razionalità.Come in tutti casi ognuno reagisce in modo diverso a ciò che ci sta intorno,io sono completamente astemia,non fumo,e potrei avere la casa piena di alcolici o di sigarette che non mi farebbero nessun effetto,rimarrebbero a marcire in un angolo per il resto della loro vita,poi però ti accorgi che c’è sempre qualcosa di subdolo e di negativo che può scalfire la forza del tuo carattere,una cosa apparentemente innocua ma creata ad arte per annichilire e deviare le nostre menti.
In poche parole nel momento in cui ci iscriviamo ad un social,o quando ci connettiamo con esso,prima dovrebbe apparire la scritta,”leggere attentamente le istruzioni, usare con moderazione,se provate qualcuno di questi sintomi chiudete il social,andate a farvi una passeggiata in riva ad un fiume e sorridete alla vita”.


Bianchin Francesca

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