Battery 2030+, comincia la rivoluzione europea delle batterie?

Il Politecnico di Torino unico partner italiano dl progetto. Sostegno dell’Enea

Il primo progetto Battery 2030+, che prenderà il via a marzo e getterà le basi per un’iniziativa di ricerca su vasta scala  – della durata di 10 anni – sulle future tecnologie delle batterie, riunirà i principali scienziati in Europa, così come l’industria, per compiere un balzo in avanti nella scienza e nella tecnologia delle batterie. Il tutto partendo da una convinzione: «Un mondo che passa dai combustibili fossili alle energie rinnovabili si affiderà sempre più allo stoccaggio di energia e in particolare alle batterie. Le batterie migliori possono ridurre l’impronta del carbonio del settore dei trasporti, stabilizzare la rete elettrica e molto altro.

Al Politecnico di Torino, unico partner italiano del progetto tra i 17 di 9 Paesi europei, ricordano che «Nel piano d’azione strategico sulle batterie pubblicato nel maggio 2018, la Commissione europea ha sottolineato la necessità di sostenere l’ecosistema europeo dell’industria delle batterie con un’iniziativa di ricerca a lungo termine nelle future tecnologie delle batterie».

Del consorzio Battery 2030+ fanno parte altre 4 università:  Uppsala, Münster, Danmarks Tekniske Universitet, Vrije Universiteit Brussel; 8 centri di ricerca: Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives, Cnrs, Karlsruher Institut für Technologi, Forschungszentrum Jülich, Fraunhofer-Gesellschaft, Fundacion Cidetec, Kemijski inštitut, Sintef; 3 associazioni guidate dall’industria: Emiri, Ease, Recharge; la compagnia Absiskey. Il consorzio Battery 2030+ ha anche il sostegno di numerose organizzazioni europee e nazionali compresa l’Enea.

Battery 2030+, che ha ricevuto un finanziamento per l’azione di coordinamento e sostegno nell’ambito del programma Horizon 2020 vuole «inventare le batterie del futuro, fornendo tecnologie all’avanguardia all’industria europea. Le batterie sono tra le tecnologie chiave per ottenere una profonda decarbonizzazione del sistema energetico europeo, in particolare nel settore dei trasporti (con la mobilità elettrica) e nel settore dell’energia elettrica (con l’accumulo di fonti energetiche rinnovabili intermittenti). Nel prossimo futuro, avremo bisogno di nuove generazioni di batterie ad altissime prestazioni, affidabili, sicure, sostenibili e convenienti. La competizione per sviluppare le future tecnologie delle batterie è già intensa, ma ancora molto aperta».

La coordinatrice  del progetto è coordinato dalla svedese Kristina Edström, professoressa di chimica inorganica all’università di Uppsala, sottolinea: «Affronteremo le sfide legate alla realizzazione di batterie ad altissime prestazioni. Questo significa istituire una piattaforma di accelerazione per la scoperta di nuovi materiali per batterie utilizzando l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale, e soprattutto concentrandosi sulle interfacce nelle batterie in cui si verificano reazioni che possono essere dannose per la durata della batteria. Progetteremo funzionalità intelligenti fino al livello delle celle della batteria e presteremo particolare attenzione ai problemi di sostenibilità».

Silvia Bodoardo, responsabile del progetto per il Politecnico di Torino, conclude: «Si tratta del progetto più importante in Europa in questo settore e il Politecnico, grazie alla sua esperienza in queste tecnologie, ricopre un ruolo di primo piano grazie al quale speriamo che sia possibile contribuire allo sviluppo del settore e alla creazione di nuove opportunità in Italia»

fonte: greenreport.it

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