Dubbi su individuazione mandanti omicidio Daphne: ”Perché annunciare arresti prima di eseguirli?”

di Karim El Sadi
Le perplessità dei familiari e dei giornalisti del Daphne Project

caruana galizia daphne 0
E’ di domenica la notizia rivelata dal giornalista del Sunday Times of Malta Ivan Martin, riguardo l’individuazione dei mandanti dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia. Secondo il giornalista gli investigatori a stretto contatto con quelli di Europol, avrebbero identificato due o più persone di nazionalità maltese responsabili, secondo le indagini, di essere i mandanti. Anche il Tg3 ha riportato lo scoop intervistando il ministro degli Interni e della sicurezza nazionale Michael Farrugia, che domenica sera, aveva confermato dichiarando: “Le indagini continuano. Europol ha importanti informazioni su cui stiamo lavorando e speriamo che al più presto i responsabili vengano arrestati”. Il velo di silenzio del governo maltese sul misterioso omicidio di Daphne Caruana Galizia sembrerebbe essere stato finalmente scoperto. Ma solo un giorno dopo l’intervista al Tg3 lo stesso ministro ha rincarato poi la dose con un comunicato stampa in cui ha scritto: “A seguito della messa in onda del Tg3 il ministro chiarisce che gli arresti possono essere portati a termine solo dopo aver raccolto prove concrete, e conferma che l’indagine della polizia è in corso e che l’Europol se ne sta occupando attivamente”. Inoltre né da Europol né dalla polizia maltese arrivano conferme ufficiali sull’indiscrezione. Altri dubbi sorgono allora sulla vicenda già di per sé al quanto intricata. Stephen Grey, giornalista della Reuters e membro del Daphne Project, il consorzio di giornalisti investigativi che prosegue il lavoro di Daphne Caruana Galizia, ha scritto sul suo account Twitter: “Una fonte autorevole mi dice che la notizia che i mandanti dell’omicidio di Daphne siano stati identificati NON è VERA: “Non abbiamo ancora trovato chi c’è dietro… stiamo seguendo tutte le piste”. Ad aggiungersi alla lista di coloro che mettono in discussione l’indiscrezione anche il blogger Manuel Delia, uno degli eredi della giornalista che prosegue le inchieste sull’intreccio di affari nell’isola. “Possiamo solo aspettare – ha commentato – Non so perché gli investigatori abbiano divulgato queste informazioni né se siano corrette. Ma anche se lo fossero, perché annunciare arresti prima di eseguirli?”. Domande se ne è poste anche il figlio di Daphne, Andrew il quale si è chiesto: “Come è possibile che gli sviluppi dell’indagine sul più importante omicidio del Paese (Malta, ndr) non siano comunicati in una maniera appropriata? Forse perché non ce ne sono di sviluppi? Vorrei che la polizia confermasse o smentisse le indiscrezioni e smettesse di giocare con il pubblico“.

Le turbolenze del governo su inchiesta “17 Black”
La notizia dell’individuazione dei mandanti dell’autobomba che il 16 ottobre del 2017 ha ucciso a Bidinija Daphne Caruana Galizia arriva in un periodo molto turbolento per l’esecutivo maltese. Dietro queste turbolenze ci sarebbe l’inchiesta sulla “17 Black“. Sul quotidiano “La Repubblica” del 18 ottobre si legge “il Daphne Project – il consorzio giornalistico composto da 18 testate internazionali, tra cui Repubblica – è stato in grado di documentare (tanto da fare aprire in queste ore un fascicolo da parte delle autorità maltesi), che la società su cui indagava Daphne è riconducibile a Yorgen Fenech, amministratore delegato di uno dei maggiori gruppi immobiliari dell’isola, nonché socio di quello che, nel 2013, vinse la concessione con cui il neo-eletto governo laburista maltese affidò la costruzione della nuova centrale a gas di Malta, operazione da 517 milioni di euro”. Secondo alcuni documenti, la società “17 Black” domiciliata a Dubai e legata agli interessi di figure di spicco del governo laburista maltese, avrebbe dovuto bonificare due milioni di euro sui conti correnti di società off shore panamensi riconducibili al ministro del Turismo e già ministro dell’Energia Konrad Mizzi e al capo di Gabinetto del Governo laburista Keith Schembri. Il quotidiano d’inchiesta maltese The Shift sembra mettere in relazione le due notizie, suggerendo che le rivelazioni del Sunday Times potrebbero servire a distrarre l’opinione pubblica.

Info: Daphne project

fonte: antimafiaduemila.

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