Trump-Russia, parla G. Chiesa: ”Sarà guerra e l’Europa terreno di scontro”

di Americo Mascarucci – Intervista

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Donald Trump ha annunciato la rottura dello storico trattato firmato nel 1987 a Washington da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov per limitare il numero dei missili dispiegati in Europa. “Porremo fine all’intesa che Mosca viola da anni”, ha annunciato il presidente americano. Cosa potrà accadere adesso? Come mai questa clamorosa rottura ad oltre trent’anni di distanza dallo storico accordo che di fatto segnò un calo della tensione internazionale fra i due blocchi contrapposti? Lo Speciale lo ha chiesto al giornalista Giulietto Chiesa, esperto di scenari geopolitici, profondo conoscitore della Russia e firma di punta di PandoraTv.

Che sta succedendo? Perché Trump ha deciso di rompere l’accordo del 1987 fra Usa e Urss?
“L’obiettivo di Trump mi sembra evidente, ed è quello di liberare le pastoie burocratiche degli Stati Uniti per procedere ad un riarmo nucleare europeo sotto totale controllo americano. Nessuno ha parlato della recentissima dichiarazione fatta da Vladimir Putin al Club Valdain in cui ha detto all’improvviso, ed in modo inaspettato, che coloro che progettano di aggredire la Russia con un primo colpo, devono sapere che ci sarà un colpo di risposta. Ha detto anche che loro moriranno tutti come dei martiri, ma quelli che li attaccheranno moriranno come cani, senza avere il tempo di pentirsi. Una frase fuori del comune, molto dura, e penso sia la risposta di Putin a questa iniziativa. portata avanti da John Bolton che è l’attuale consigliere di Trump per la sicurezza nazionale e che da venti anni lavora per far saltare tutti gli accordi strategici di riduzione degli armamenti”.

Questo quindi cosa comporterà?
“Considero questo il passo successivo all’uscita unilaterale degli Usa dal trattato antimissile balistico ABM, atto che rompe sostanzialmente l’equilibrio del terrore che ha retto durante l’intero periodo della guerra fredda. Gli Stati Uniti stanno entrando in una nuova fase bellica di straordinarie dimensioni e si stanno preparando allo scontro vero e proprio. Ritengo questo uno degli atti più gravi dell’ultimo quindicennio nell’ambito dei rapporti fra Usa e Russia. Si chiudono tutti i canali diplomatici che portarono alla graduale riduzione degli armamenti strategici nucleari”.

Dovremo prepararci alla guerra?
“Purtroppo sì, e questa dichiarazione significa che i preparativi di guerra si faranno in Europa. Si riapre anche la questione dei missili a media gittata che a suo tempo provocò molte dispute fra Russia e America. Ora si chiude anche l’ultimo baluardo che lasciava sperare in un dialogo fra i due Paesi per portare avanti una politica di riduzione degli armamenti e dunque del pericolo di guerra”.

Perché proprio Trump si appresta a prendere una decisione così drastica nonostante la volontà più volte manifestata di un proficuo dialogo con Putin?
“La politica di Trump è molto contraddittoria e al di fuori di ogni schema tradizionale. Trump è persona fuori dai canoni e ha messo nei posti chiave della sua amministrazione tutti uomini di estrema destra tradizionalmente aggressivi, primo fra tutti Bolton. Non a caso quest’ultimo guidò la politica estera degli Stati Uniti all’indomani dell’11 settembre del 2001. Per i collaboratori del Presidente statunitense lo scontro con la Russia sarà inevitabile, quindi è necessario prepararsi. Le idee sono chiarissime, espresse fin dai primi mesi del muovo millennio. La Russia per loro rappresenta un problema, un elemento che è in rotta di collisione con gli interessi americani. Per gli Usa il ventunesimo secolo dovrà essere il secolo dell’America, e quindi dovranno essere eliminati tutti coloro che rischiano di mettersi di traverso su questa strada. E’ il ragionamento alla base di questa infernale logica. Putin oggi è l’unico con un potenziale nucleare in grado di fermare le mire americane. Come eliminarlo lo si capirà in seguito, è tutto da vedere e da decidere, ma questa è soltanto una delle modalità con cui ci si sta preparando allo scontro”.

Tratto da: lospecialegiornale.it

Foto © Imagoeconomica

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