Il patto sporco

Il nuovo libro di Saverio Lodato e Nino Di Matteo
di Giorgio Bongiovanni
Esce martedì, 18 settembre, il nuovo libro del pm Nino Di Matteo scritto insieme al nostro editorialista, il giornalista scrittore, Saverio Lodato. Un libro necessario e importante per tutto ciò che sta accadendo in queste settimane nel nostro Paese dopo la sentenza di condanna al processo sulla trattativa Stato-mafia. I protagonisti dell’accusa: il pm Di Matteo, insieme ai suoi colleghi Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi, hanno di fatto chiesto ed ottenuto condanne severissime da parte della Corte d’Assise di Palermo, presieduta dal giudice Alfredo Montalto, nei confronti di alti funzionari di Stato, politici e boss di Cosa nostra.
Un libro fondamentale per poter capire cosa sia successo realmente nel terribile biennio ‘92/’94 nel quale si consumarono alcune delle stragi più efferate del nostro Paese. Leggendo queste pagine si può comprendere perchè oggi continua ad essere posta in essere una vera e propria persecuzione ai danni del dottor Di Matteo, pm di punta di quel processo. A tutti i costi si vuole fargli pagare il coraggio di essere andato avanti, insieme ai suoi colleghi, nella ricerca dei mandanti occulti delle stragi e di quegli apparati di Stato che, appunto, come dice il titolo del libro, fecero dei patti sporchi con la mafia.
Un libro tutto da leggere.

Nino Di Matteo
Saverio Lodato
IL PATTO SPORCO
Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista
Chiarelettere 2018, collana Principio Attivo, pagine 224, prezzo 16,00 €

“Chiediamoci perché politica, istituzioni, cultura, abbiano avuto bisogno delle parole dei giudici per cominciare finalmente a capire… Un manipolo di magistrati e di investigatori ha dimostrato di non aver paura a processare lo Stato. Ora anche altri devono fare la loro parte”.
Nino Di Matteo

“Volevo che nelle pagine di questo libro parlasse il magistrato, parlasse l’uomo, protagonista e testimone di un processo destinato a lasciare il segno”.
Saverio Lodato

Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico.
La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi.
Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.

Sostituto procuratore della Repubblica a Caltanissetta e poi a Palermo, Nino Di Matteo è ora sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Ha indagato sulle stragi dei magistrati Chinnici, Falcone, Borsellino e delle loro scorte, e sull’omicidio del giudice Saetta. Pm in processi a carico dell’ala militare di Cosa Nostra, si è occupato anche dei processi a Cuffaro, al deputato regionale Mercadante, al funzionario dei servizi segreti D’Antone, e alle “talpe” alla procura di Palermo. Diverse amministrazioni comunali (tra queste Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova) gli hanno conferito la cittadinanza onoraria per il suo impegno nella ricerca della verità. È autore dei libri “Assedio alla toga” (con Loris Mazzetti, Aliberti) e “Collusi” (con Salvo Palazzolo, Rizzoli).

Saverio Lodato è tra i più autorevoli giornalisti italiani in materia di mafia, antimafia e Sicilia. Per trent’anni è stato inviato de “L’Unità” in Sicilia e oggi scrive sul sito antimafiaduemila.com. Ha scritto: “Avanti mafia!” (Corsiero Editore); “Quarant’anni di mafia” (Rizzoli); “I miei giorni a Palermo” (con Antonino Caponnetto, Garzanti); “Dall’altare contro la mafia” (Rizzoli); “Ho ucciso Giovanni Falcone” (con Giovanni Brusca, Mondadori); “La linea della palma” (con Andrea Camilleri, Rizzoli); “Intoccabili” (con Marco Travaglio, Rizzoli); “Il ritorno del Principe” (con Roberto Scarpinato, Chiarelettere); “Un inverno italiano” (con Andrea Camilleri, Chiarelettere); “Di testa nostra” (con Andrea Camilleri, Chiarelettere).

saverio.lodato@virgilio.it

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