Facundo Huala interrompe lo sciopero della fame e celebra il rituale del nuovo anno mapuche

di Jean Georges Almendras

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Una battaglia vinta contro l’uomo bianco seduto sulla poltrona del potere
Dopo 23 giorni di sciopero della fame e con la sua salute seriamente compromessa il

 

“Lonko” Facundo Jones Huala ha finalmente interrotto lo sciopero dopo essere stato informato che le autorità del Penitenziario di Esquel lo autorizzavano a celebrare il cerimoniale ancestrale dell’arrivo del nuovo anno.
Il rituale è iniziato il 23 pomeriggio per culminare nelle ore del mattino del 24 giugno. Facundo aveva iniziato lo sciopero della fame lo scorso 30 maggio dopo che gli era stata negata l’autorizzazione a celebrare il rituale, il tutto rientra in un contesto di lotta per la nazione mapuche.
“Abbiamo fatto piegare il braccio ad una parte del potere” ha detto il Lonko in un comunicato. “Ho deciso di sospendere, momentaneamente almeno, lo sciopero della fame, grazie ad una serie di conversazioni con una parte del Servizio Penitenziario Federale, dove sarebbero state accolte alcune delle nostre richieste. Questo bisogna interpretarlo come una vittoria collettiva, principalmente delle comunità e del popolo mapuche mobilitato ed organizzato, una piccola battaglia vinta in questo grande confronto storico e millenario contro gli Stati oppressori ed il sistema capitalista”.
“La nostra gente è perseguitata ad entrambi versanti della cordigliera, vengono cercati dalle forze repressive dello Stato oppressore. Si avvicina l’anniversario dell’assassinio del weichafe Rafael Nahuel. Di questa maledetta prigione politica. Così come dell’assassinio di Stato del compagno Santiago Maldonado nella comunità in resistenza di Cushamen. Per quel motivo non bisogna cessare le mobilitazioni. Perché ancora Benetton è presente nella nostra terra. Lewis è ancora nella nostra terra. E tutti questi maledetti capitalisti continuano ad opprimerci. Continuano a sorgere nella nostra terra attività minerarie, industrie petrolifere, idroelettriche e forestali e tutte quelle imprese che distruggono ed inquinano”.
Attraverso un audio diffuso ai mezzi di stampa il Lonko è stato molto esplicito riguardo la sua scelta di abbandonare lo sciopero della fame e l’autorizzazione avuta per il loro rituale mapuche.
“Sebbene non lo abbiamo sconfitto realmente io credo che questo sia un fatto storico e un forte colpo contro il sistema che rimarrà nella storia. Mi sembra che questa sia la cosa importante da tenere presente e continuare ad andare avanti nonostante le incomprensioni interne che ci possono essere tra noi, tra le comunità, tra le organizzazioni dello stesso movimento. Nessuno può negare a questo punto che il movimento politico filosofico mapuche sta crescendo. Il movimento mapuche autonomo in Puel Mapu con la sua proposta continua ad espandersi nelle comunità e nelle menti dei mapuche”.
Da segnalare che nei giorni precedenti all’autorizzazione della celebrazione, le autorità penitenziarie non erano state molto chiare generando un clima di confusione al Lonko rinchiuso nel penitenziario e alle comunità mapuche accampate nella periferia dello stabilimento nella città di Esquel. L’incertezza era tale che perfino la propria presidentessa di Madres de Plaza de Mayo, Hebe di Bonafini aveva parlato al telefono con il Lonko sollecitandolo ad interrompere lo sciopero della fame e di non lasciarsi morire.
Da parte sua la madre di Facundo Jones Huala aveva detto che nel caso in cui non fosse stato autorizzata la celebrazione lei stessa era disposta ad iniziare un sciopero della fame incatenata alle porte della Prigione.
Si sono voluti 23 giorni di sciopero della fame per raggiungere lo scopo.
E sebbene è una battaglia vinta, sappiamo che il potere ed il sistema sono stati irrispettosi ed immorali.
Ciononostante la lotta delle comunità mapuche si è fortificata.
E ne prendiamo atto.

Foto de copertina: www.enestosdías.com

fonte: antimafiaduemila.com

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