Politica,questa sconosciuta

 

Cosa è la politica,a cosa serve e sopratutto perché esiste e a quale scopo è stata creata?
Certo le origini sono nobilissime,si parte dalla Grecia antica.
E’ una parola che arriva dal greco antico,politikḗ ,che si attiene alla Polis,la città-stato,con sottinteso,arte o tecnica,cioè arte che concerne alla città,o arte di governo,o tecnica di governo.
Quindi l’arte di governare,saper governare con tecnica,possiamo creare decine di frasi con queste due parole.

Aristotele fu il primo a definire la parola “politica”, secondo il filosofo questa parola significava
l’amministrazione della polis per il bene di tutti,uno spazio pubblico dove tutti i cittadini partecipano. Per Max Weber invece la politica è solo aspirazione al potere,al monopolio legittimo dell’uso della forza.
Due differenti opinioni dovute sicuramente ai diversi tempi in cui i due filosofi hanno vissuto,il primo ha vissuto nella fase più poetica, idealista e più vera, poichè era una politica che si occupava di piccole città,piccole comunità in cui il popolo decideva realmente le sorti della propria cittadinanza, Weber invece si trova nell’era quasi moderna,si trova a fare i conti con re o presidenti che governano le sorti di una nazione intera,che decidono della vita di milioni di persone,e milioni di persone che non possono decidere realmente delle cose da fare,ma che devono semplicemente delegare un’altra persona con il proprio voto a decretare per lui,semprecchè vi sia il voto,perchè vi è pure chi governa per volere di stirpe reale,o con l’uso della forza.
Quindi la politica nasce per il bene comune,ma si evolve nel tempo e nei secoli diventando solo politica di forza e prepotenza,dai vari Re,principi,duchi e marchesi e Papi di turno,ritornando dopo la rivoluzione francese a diventare forma di democrazia almeno apparente. Si vengono a creare i primi parlamenti eletti dal popolo,con l’elezione di rappresentanti eletti solo da maschi acculturati e benestanti (Ricordo che solo nel 1946 l’Italia ha dato il diritto di voto alle donne ).
Essendo che l’uomo da sempre ha opinioni diverse su come governare,era il Re o principe del feudo che decideva per tutti,e le guerre nascevano proprio per far valere con l’uso della forza le proprie ragioni,con i primi parlamenti democratici,cominciano a nascere delle piccole comunità o associazioni, cioè i partiti,la popolazione quindi a sua volta si divide scegliendo chi sente essere più in sintonia con le proprie idee.
Ma talvolta e spesso accade che si scelga non per il bene comune ma per il proprio tornaconto personale,per esempio un ricco industriale difficilmente se parliamo del secolo scorso avrebbe scelto di votare per il partito comunista che aveva nei suoi ideali di difendere i lavoratori, così un operaio difficilmente sceglieva di votare un partito vicino agli industriali.
I partiti sono nati quindi non per fare il bene comune di tutta la popolazione,ma di una parte di essa,ben lontani quindi dagli ideali elevati della politica dei greci antichi,e non sono mai i cittadini direttamente a decidere, ma facciamo eleggere dei rappresentanti che a sua volta potrebbero tradire il nostro voto,come è già accaduto di politici girovaghi che vanno da un partito all’altro nella stessa legislatura,magari perché pagati per farlo,oppure potremmo trovarci senza saperlo a votare per politici che sono dei burattini in mano alla mafia,o compiacenti per interesse, nulla di più lontano dalla vera democrazia dunque.
Allora la politica secondo il mio pensiero ha perso di credibilità e serve solo a dividere gli animi delle persone mettendole una contro l’altra,è il metodo giusto per non far mai cambiare le cose,per tenere l’essere umano avvinghiato alla materia.
Non sto dicendo che non bisogna partecipare alla politica,ma di farlo con distacco,senza fanatismi, poiché il fanatismo fa sviare il tuo discernimento,e ti fa ancorare,radicare le radici, ancora di più al materialismo che la società ci impone,prendere le parti di quel partito va bene,ma con l’animo pulito,con l’animo di sapere che non vuoi fossilizzarti su quella cosa,perchè sai bene che fossilizzarti significa non riuscire a far volare la tua anima,significa tenere l’anima legata alla materia, poichè la politica è una materia creata per dividere,non per unire,poichè siamo lontani anni luce dagli ideali dei greci antichi.
Nel momento in cui ti infervori per il tuo partito,qualsiasi esso sia,ti stai radicando nel sistema,quando per fare avanzare il tuo partito,tuo nel senso che te lo sei scelto,critichi una persona che tifa per un altro partito,stai già avvinghiandoti alla materia,stai già predisponendo la tua anima a non elevarsi,perchè ti stai aggrappando anche se fosse il partito più onesto del mondo,al materialismo della società in cui viviamo.
E’ essenziale quindi non attaccarsi troppo,non essere fanatici,non arrabbiarsi,ma seguire con nonchalance,come si dice in francese,senza curarsene troppo quindi,con imperturbabilità.
Certo non è facile,ma è salutare farlo,in fondo anche se votiamo saranno gli altri alla fine a decidere per noi,non è vera democrazia,non sono io personalmente che vado in parlamento e alzo la mano per dissentire o per decidere una determinata questione,perchè mai allora dovrei essere avvinghiata a un partito inchiodando la mia anima al terreno? Solo se fossi io eletta, starei davvero facendo la democrazia,starei decidendo direttamente,ma sta di fatto che per eleggere me, migliaia di persone non potranno esercitare direttamente le loro decisioni,e io potrei sempre tradire il pensiero di uno di coloro che mi ha votato. Se questa è la politica,forse è meglio tornare alle città -stato che Aristotele decantava con tante lodi.

Bianchin Francesca

 

 

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