Elezioni 2018, vincono Cinque Stelle e Lega. Crollo del Pd e di Berlusconi

Da Di Maio a Grasso nessuno ha parlato della lotta alla mafia nelle dichiarazioni post voto
di Giorgio Bongiovanni


I numeri post voto parlano chiaro: il Movimento Cinque Stelle e la Lega sono i veri trionfatori di questa tornata elettorale. I primi, alla Camera, toccano il 32,6%, Salvini arriva a un punto percentuale dai dem (18,7% il Pd, 17,4% la Lega), poi c’è Forza Italia al 14% e Fdi al 4,3% (per un totale di 36,2% che fa del centrodestra la coalizione vincente ma lontana dalla maggioranza di governo). In coda Leu è al 3,4%, la Bonino al 2,6% e le altre forze politiche scese in campo. Una sonora sconfitta per il segretario del Pd Matteo Renzi, di cui non si attendono altro che le dimissioni con il partito che ha toccato il minimo storico, e per Silvio Berlusconi. Il “Caimano”, già pregiudicato, è rimasto in silenzio anche se i suoi fedelissimi fanno finta di nulla, inneggiando al successo della coalizione di centrodestra, pur di coprire lo schiaffo ricevuto dalla Lega.
Berlusconi ha tentato nuovamente di sedurre gli elettori ma stavolta il Popolo italiano non ha “abboccato”.
Certo è che con questi numeri non c’è una maggioranza di Governo e il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, avrà il suo bel da fare per dirimere il bandolo della matassa di fronte agli apparenti no, per ora, ai “governi di scopo” da parte di Salvini, Meloni e forse anche del Pd. Chissà se da familiare vittima di mafia ha notato le non dichiarazioni sulla lotta alla mafia da parte di tutti i concorrenti alla corsa al Parlamento. Un silenzio grave che si è ripetuto, almeno per ora, anche nelle dichiarazioni post-voto. Nessuno si è espresso sul punto. Non lo ha fatto Pietro Grasso. Il leader di Liberi e Uguali ha già detto che “con la destra non siamo disponibili nemmeno a dialogare. Siamo disponibili al confronto in Parlamento ma secondo le nostre agende, i nostri valori e i nostri programmi che teniamo fermi”.
E non lo ha fatto, anche se sarebbe stato opportuno visto che si propone come Premier, Luigi Di Maio.
“Siamo i vincitori assoluti di queste elezioni – ha detto in una breve dichiarazione davanti alle telecamere il leader del Movimento Cinque StelleUn grande grazie ai circa 11milioni di italiani che ci hanno dato la loro fiducia. Un altro grazie a Grillo e Casaleggio, agli attivisti e ai volontari. E’ stata una campagna autofinanziata. Un grazie e un in bocca a lupo ai nuovi eletti. M5s triplica i parlamentari in entrambe le camere. Ci sono intere regioni dove più di un cittadino su due ci ha votato, in alcune aree abbiamo raggiunto il 75%. Siamo una forza politica che rappresenta l’intera nazione, questo ci proietta automaticamente verso il governo dell’Italia. Oggi le coalizioni non hanno i numeri per governare e per questo ci prendiamo questa responsabilità davanti ai cittadini italiani ed europei. Questo è un risultato post-ideologico che va al di là degli schemi destra-sinistra e riguarda i temi irrisolti della nazione. I cittadini hanno votato il programma che vogliamo realizzare. Ci sono questioni che riguardano la povertà, il taglio delle tasse, l’immigrazione. Abbiamo la possibilità di realizzare quelle cose che gli italiani aspettano da 30 anni”. E poi ancora: “Sentiamo la responsabilità di dare un governo al Paese. Lo diciamo soprattutto agli investitori: noi questa responsabilità la sentiamo”. Quindi ha aperto al confronto con tutte le forze politiche. Non sappiamo come sarà la nuova Repubblica certo è che se il buon giorno si vede dal mattino è un dato di fatto che la lotta alla mafia ed alla corruzione non sono i primi punti dell’agenda politica.

fonte:antimafiaduemila.com

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