Un nuovo registro globale “made in Italy” delle specie invasive per proteggere la biodiversità

Il GRIIS affiancherà la lista rossa Iucn per combattere l’estinzione, contribuendo a fermare le invasioni biologiche

Scientific Data ha pubblicato lo studio “Introducing the Global Register of Introduced and Invasive Species” nel quale Piero Genovesi e Lucilla Carnevali dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra),  Shyama Pagad (università di Auckland) e Melodie McGeoch (Monash University) – tutti e quattro dell’Iucn SSC Invasive Species Specialist Group – e Dmitry Schigel (Global Biodiversity Information Facility –Gbif) sottolineano le potenzialità del database Global Register of Introduced and Invasive Species (www.griis.org), ospitato da Ispra, per lo sviluppo di efficaci politiche di prevenzione e mitigazione degli impatti delle specie invasive.

Genovesi spiega che «Il database è stato implementato in collaborazione con Iucn, Gbif e Convenzione per la Diversità Biologica. E’ la prima piattaforma mondiale informatica totalmente open access e basata su dati validati, sulle specie invasive presenti nei Paesi del mondo. Il database fornisce una base informativa essenziale per rispondere agli impegni sottoscritti nell’ambito della Convenzione per la Diversità Biologica, e per verificare i risultati degli sforzi intrapresi per prevenire le invasioni biologiche. Nel database sono riportate checklist nazionali delle specie invasive presenti in tutti i paesi del mondo, validate da esperti nazionali, e informazioni relative agli impatti registrati».

L’Iucn  sottolinea che «Sviluppato dall’Iucn Ssc Invasive Species Specialist Group, in collaborazione con The Global Invasive Alien Species Information Partnership, GRIIS è il primo database open-access basato su prove per affrontare le preoccupazioni internazionali sulle specie aliene invasive. L’impatto delle specie esotiche invasive è di vasta portata e può portare alla perdita e all’estinzione della biodiversità, al cambiamento nella composizione degli ecosistemi e può influire sul benessere e sulle economie umane. La Lista rossa Iucn delle specie minacciate indica che le specie invasive sono la minaccia più comune associata all’estinzione di anfibi, rettili e mammiferi, specialmente sulle isole, e il crescente movimento di persone e merci in tutto il mondo sta portando a un aumento delle introduzioni di specie aliene. Gli impatti delle specie aliene invasive stanno minando gli sforzi globali sullo sviluppo sostenibile, incidendo sulla sicurezza alimentare, sui mezzi di sostentamento, sulla salute umana e sulle economie».

Lo studio e il GRIIS hanno attirato anche l’attenzione di un giornale come The Guardian  che scrive: «Dalle firmiche gialle pazze su Christmas Island ai piccoli vermi di fuoco nelle Galapagos, l’introduzione deliberata o accidentale di specie non autoctone è il principale fattore di perdita di biodiversità su isole e siti del patrimonio mondiale, secondo l’ International union for the conservation of nature. Può anche causare enormi impatti economici e sulla salute, come è stato per l’arrivo in Europa di zanzare tropicali, che sono vettori della malaria, o la diffusione di giacinti d’acqua latino-americani in Africa», E l’Iucn fa proprio l’esempio del giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes), una specie originaria del Sud America, che si sta diffondendo in Africa, Asia, Oceania e Nord America, facendo diminuire l’ossigeno e la penetrazione della luce del sole nei fiumi. Le infestazioni di giacinto d’acqua  hanno avuto un impatto sulle quantità di pesci, hanno bloccato rotte di navigazione,  fatto aumentare le malattie e compromesso l’accesso all’acqua, riducendo anche la capacità di produrre energia idroelettrica.

I ricercatori Iucn Ssc sottolineano che «E’ importante monitorare e controllare efficacemente il movimento delle specie per ridurre questi tipi di scenari per il futuro». Per aiutare i governi a mettere in evidenza le specie invasive problematiche, il database GRIIS utilizza una serie di checklist specifiche per ogni Paese e offre una base per preparare le strategie nazionali per combattere le specie invasive.

Genovesi, che è a capo dell’Iucn Ssc Invasive Species Specialist Group, aggiunge: «Il GRIIS fornisce informazioni credibili, autorevoli e peer reviewed sulle specie introdotte. Comprendendo appieno il problema, i governi possono utilizzare le liste di controllo per informare  un processo decisionale efficace e dare la priorità alle specie problematiche da affrontare per prime».

L’Iucn è convinta che questo database “made in Italy” aiuterà i Paesi a raggiungere gli obiettivi concordati a livello globale per la biodiversità (Aichi Target 9) e lo sviluppo sostenibile (Obiettivo SDG 15.8), che si concentra in particolare sulla riduzione dell’impatto delle specie esotiche invasive.

Intervistato da The Guardian, Genovesi ha  detto: «Questa è una pietra miliare. Con questo documento vogliamo dimostrare il rigore del nostro approccio perché queste informazioni influenzeranno le relazioni commerciali e le altre politiche governative. Le invasioni biologiche sono in aumento in tutte le regioni e in tutti i gruppi tassonomici e sono possono accelerare a causa dei cambiamenti climatici, che stanno alterando i range degli habitat».

Anche secondo McGeoch, «GRIIS è un importante passo avanti nella fornitura di informazioni necessarie per affrontare efficacemente il problema delle invasioni biologiche. E’ stato progettato per facilitare informazioni trasparenti e ripetibili sulle invasioni e questo nuovo documento fornisce informazioni dettagliate sulla piattaforma GRIIS e sul suo sviluppo». Lo studio pubblicato su Scientific Data  include 23 checklist e oltre 11.000 dati  sulle specie introdotte e invasive in 20 paesi.

L’Iucn  fa notare che solo negli Emirati Arabi Uniti, l’implementazione del GRIIS ha portato all’identificazione di 258 specie esotiche stabilite e che prima ne erano state individuate  146, «I dati sono stati discussi in un workshop dedicato e sono stati verificati da esperti nazionali, il che ha portato le autorità degli EAU a dare la priorità a 57 specie aliene per l’intervento».

Per Schigel «Avere queste 20 checklist nazionali pubblicate come un documento informativo è un importante passo avanti. Le checklist nazionali ci permettono di capire meglio le specie aliene invasive e fare previsioni per il movimento delle specie in futuro. Speriamo che i metodi descritti in questo documento renderanno più semplice per gli altri Paesi GRIIS sviluppare le loro liste di controllo nazionali».

Oltre al GIIs esiste anche il Global Invasive Species Database (GISD) dell’Iucn che fornisce ulteriori informazioni su oltre 850 specie aliene invasive, specificandone gli impatti, i percorsi di introduzione e le misure di gestione e l’Iucn conclude: «Queste informazioni possono basarsi sulle conoscenze del database GRIIS, aiutando i Paesi a sviluppare misure che impediscano l’introduzione di specie esotiche invasive e gestiscano eventuali impatti delle specie già introdotte».

fonte: greenreport.it

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