Stato-mafia, Di Matteo: “Le minacce di Riina sono ordini da eseguire”

23 gennaio 2014
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“La preoccupazione e la paura non devono avere il sopravvento sulla volontà e capacità di portare avanti il nostro lavoro”. Lo dice il pm Nino Di Matteo, intervistato in esclusiva dal Gr Rai dopo la pubblicazione delle intercettazioni con le minacce a lui indirizzate da Totò Riina. “Nel momento in cui non ci sentissimo di farlo – continua il magistrato – sarebbe dignitoso da parte nostra cambiare tipo di incarico”.

Le minacce del superboss di Cosa nostra Totò Riina al pm Nino Di Matteo, magistrato del pool che sostiene l’accusa nel processo Stato-Mafia, non sono semplici intimidazioni. Ne è convinto lo stesso Di Matteo. “Io cerco di concentrarmi sul lavoro, ma certamente saremmo degli stupidi se non avvertissimo una, credo normale, preoccupazione”, dice il magistrato che poi cosi’ valuta le parole intercettate: “Non credo si possano definire delle semplici minacce ma sono delle intenzioni omicidiarie prospettate a un altro detenuto probabilmente perché in qualche modo vengano portate all’esterno per essere eseguite”.

E sull’eventuale potere che il boss di Cosa Nostra abbia di portare a termine i suoi propositi, il pm di Palermo osserva: “Fino a qualche anno fa risultanze precise investigative facevano emergere che i capi in libertà di Cosa Nostra non volevano prendere o non potevano prendere determinate decisioni se non acquisendo l’avallo e il consenso di colui che ritenevano il vero capo, cioè Salvatore Riina. Questa è la situazione che quanto meno fa sospettare che ancora oggi certamente Riina possa tentare di esercitare un ruolo di comando”.

fonte:antimafiaduemila.com

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