In piazza per la dignità di un popolo


di Miriam Cuccu
Roma. E’ una folla interminabile quella che oggi si snoda lungo via Sistina e arriva fino a Piazza del Popolo. A sventolare bandiere di ogni colore e tipo migliaia di persone costrette ad esigere il rispetto della legge da chi, paradossalmente, è deputato a tutelare diritti e doveri dei cittadini. Presenti, tra i tanti movimenti e partiti politici, Azione Civile, l’associazione Libera di don Ciotti – tra coloro che, insieme a personalità come Maurizio Landini, Lorenza Carlassare, Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodota’, ha indetto la manifestazione in difesa della nostra Carta Costituzionale – il laboratorio politico Alternativa di Giulietto Chiesa, il movimento No TAV, la FIOM e la CGIL oltre a Il Fatto Quotidiano, promotore dell’appello in difesa della Costituzione firmato da 440mila aderenti.
la-via-maestra-ansaL’intervento accorato di una studentessa universitaria, che descrive il profondo disagio esistente tanto nelle scuole quanto nel mondo del lavoro, è l’immagine dello spaccato di un Paese la cui voce viene sistematicamente ignorata dalla politica. E’ con le immagini della strage avvenuta a Lampedusa ancora vivide nella memoria che donne e uomini di tutte le età si riuniscono davanti al palco per parlare di libertà, dignità e uguaglianza sociale, parole di cui siamo stati defraudati da una classe dirigente dedita a curarsi dei propri affari personali in barba a una società assoggettata al potere di pochi. “Nella costituzione ci sono parole di pace, di libertà, di uguaglianza ma anche di responsabilità – ha affermato don Ciotti, la cui voce fortemente provata nulla ha tolto alla profondità delle sue parole – e la responsabilità è la spina dorsale della Costituzione e della democrazia”. “Non si tratta solo di crisi economia, – ha continuato il presidente di Libera – ma soprattutto di crisi etica e culturale, di giustizia sociale e di una politica che ha tradito la sua funzione di servizio alla comunità”. Soprattutto, conclude don Ciotti “siate eretici, perché eresia significa scelta: l’eretico sa scegliere ed esprimere in modo civile un giudizio autonomo, ama la verità ma ancor di più la sua ricerca, non il possesso. Per l’eretico la ricerca della verità e la responsabilità sono inseparabili, egli si ribella al sonno delle coscienze e all’ingiustizia, al cinismo e all’indifferenza”.
Sotto il cielo di Roma vengono letti alcuni degli articoli della Costituzione, la cui essenza stessa rischia di essere snaturata in particolare dalla modifica dell’articolo 138, uno dei pochi limiti alle troppe leggi fatte su misura da questo o quel partito politico. Per questo è chiamato anche “catenaccio”, proprio perché a difesa di una non così lontana e improbabile violazione degli articoli, “Ben 69, se passasse questo disegno di legge che andrebbe a modificare punti che l’articolo 138 non consente” ha precisato il professor Alessandro Pace, davanti a una folla nella quale spicca la rumorosa assenza dei rappresentanti delle istituzioni. “Qualcuno – ha esordito Gustavo Zagrebelsky – ha detto che la Costituzione non è adatta a governare. Noi invece chiediamo se loro sono adatti a governare. Questa Costituzione in mano a che razza di uomini e donne è caduta?” E ancora: “La nostra forza è nell’essere determinati e moderati, perché non escludiamo nessuno. Il nostro Paese ha bisogno dell’impegno di tutti noi”. Un Paese che, ahinoi, “a seguito della strage di Lampedusa ha dimostrato ancora una volta di non voler accogliere i migranti” ha detto il sindaco di Lampedusa, che ha portato al pubblico presente la sua testimonianza, ricordando che non si tratta “dei primi morti nei mari italiani” così come che “il testo unico sull’immigrazione – la legge Bossi-Fini che ha rappresentato un duro colpo per chi oltrepassa i confini dell’Italia – è stato voluto anche da Napolitano”. “Solo alle persone viene chiesto il passaporto, mentre i traffici e la corruzione oltrepassano molto bene le frontiere” ha commentato amaramente Cecilia Strada, portavoce di Emergency.
In un Paese alla rovescia nel quale vige la legge secondo la quale a salvarsi è il furbo, il ricco, il potente, la Carta Costituzionale è l’ultimo baluardo rimasto a difesa dei diritti inviolabili dell’essere umano. “Non si può fare un’operazione di questa portata contro la volontà dei cittadini” ha dichiarato con forza Stefano Rodota’ – loro (i politici, ndr) stanno modificando la Costituzione ma non si chiedono se accettiamo questa procedura, dobbiamo chiedere ai parlamentari di lasciare liberi i cittadini di indire un referendum su questo punto”. Viviamo una situazione, ha proseguito Rodota’, nella quale “è stata perduta la forza e la virtù della politica” e ancora, “anche quando i diritti sono scritti solo su carta sono sempre un vincolo per la discrezionalità politica, se ci sono delle priorità queste non possono essere ignorate a favore dell’acquisto degli F-35”. “Quando sono in pericolo i diritti dei bambini – ha poi ribadito – non devono prevalere le esigenze dell’economia”.
“Questa non è la fine – ha precisato il sindacalista della FIOM Maurizio Landini nel corso del suo intervento – ma la tappa di un percorso che dobbiamo continuare nelle scuole e nei territori nei giorni a venire. La vera rivoluzione è essere coerenti e mettere in pratica ogni giorno i contenuti della Costituzione”. Piazza del Popolo è tutta un applauso, e la speranza che il corteo di oggi non sia la fine, ma l’inizio di un percorso all’insegna dell’impegno, della solidarietà e dell’inclusione sociale sembra essere ora più tangibile.

Fonte:Antimafiaduemila

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