Papa Francesco vara commissione Ior Banca Vaticana „"Commissione sullo Ior": la svolta di Francesco“

E’ una breve nota a scrivere una pagina di storia. Arriva dal Vaticano e riporta la decisione di Papa Francesco di istituire una Pontificia commissione referente sull’Istituto per le Opere Religiose. L’obiettivo, si legge, è “una migliore armonizzazione dello Ior con la missione della Chiesa”.

La commissione sarà presieduta dal cardinale Raffaele Farina e ne faranno parte il cardinale Jean-Louis Pierre Tauran, monsignor Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru (coordinatore), monsignor Peter Bryan Wells (segretario) e la professoressa Mary Ann Glendon.

La commissione, precisa il Vaticano, è “dotata delle risorse umane e materiali adeguate alle sue funzioni istituzionali. Qualora sia utile, si avvale di collaboratori e consulenti”. Inoltre, la commissione “si serve della sollecita collaborazione degli Organi dell’Istituto, nonché del suo intero personale. Inoltre i Superiori, i Membri e gli Officiali dei Dicasteri della Curia Romana”.

Arriva così a una svolta il tormentato rapporto tra il Santo Padre e la Banca Vaticana.

L’ultima pagina, polemica, l’aveva scritta Il Giornale riportando un’intervista a Paolo Cipriani, direttore generale dello Ior, che aveva difeso il suo lavoro e quello dell’Istituto spiegando che “per essere libera “la Chiesa necessita d’indipendenza finanziaria”. Avere quindi “un’istituzione predisposta a ciò (come la Banca vaticana, ndr) non solo è essenziale, ma è doveroso”.

Con queste parole il direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, ha provato a mettere a tacere le polemiche scaturite dalle parole del Santo Padre che più volte ha chiesto una Chiesa “povera” e “lontana dagli interessi economici”.

Cipriani non entrò però nel merito delle voci che indicano che il Papa vorrebbe chiudere l’Istituto Opere di Religione: “Non posso essere così presuntuoso da sapere i desiderata del Santo Padre. Il Papa – ha però ricordato – ha detto di apprezzare lo Ior per i servizi che ha svolto e svolge e che dà fiducia alle persone che sono addette all’adeguamento degli standard che chiedono le varie istanze internazionali”.

Alla fine a ‘vincere’ questa prima battaglia è stato però Papa Francesco che fin dal suo insediamento aveva parlato chiaro: “Una Chiesa povera tra i poveri”. Per poi ribadire durante una messa mattutina di aprile a Santa Marta che “quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici e diventa un po’ burocratica, la Chiesa perde la sua principale sostanza e corre il pericolo di trasformarsi in una ong. E la Chiesa non è una ong. E’ una storia d’amore … Ma ci sono quelli dello Ior … scusatemi, eh! … tutto è necessario, gli uffici sono necessari … eh, va bè! Ma sono necessari fino a un certo punto: come aiuto a questa storia d’amore. Ma quando l’organizzazione prende il primo posto, l’amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una ong. E questa non è la strada”.

LE TAPPE DEL “CASO” PAPA vs BANCA VATICANA

24 APRILE – PAPA FRANCESCO CONTRO LO IOR

30 APRILE – STOPPATO: “MAI DETTO CHE VUOLE RIFORMA”

22 MAGGIO – ATTIVITA’ FINANZIARIE SOSPETTE IN VATICANO

5 GIUGNO – NUOVO ATTACCO: “CONTANO LE BANCHE, NON I POVERI”

11 GIUGNO – BERGOGLIO: “SAN PIETRO NON AVEVA CONTO IN BANCA”

14 GIUGNO – PARLA IL CAPO DELLO IOR

fonte: today.it

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