Lo spauracchio del comunismo è finito…e si vede!

L’altro giorno su Facebook che ormai è diventata la sacra bibbia degli internauti, ho trovato una notizia di un tale dalla Sardegna che si era fatto tatuare sul braccio il viso di Berlusconi in segno di ringraziamento per aver salvato l’Italia dai comunisti, che se andavano al governo chissà cosa sarebbe accaduto!

Leggo meglio la notizia che mi informa che questo signore di professione è… disoccupato, quindi chissà cosa avrebbero davvero potuto fare i comunisti se avessero governato il paese, magari gli avrebbero trovato un lavoro, e avrebbero aumentato le busta paga degli operai!

Catastrofe questa che Berlusconi gli ha evitato, quindi con sollievo egli lo ringrazia facendosi tatuare il suo viso di angelo salvatore sul braccio.

Ironia a parte, perché da ridere c’è ben poco, sto osservando come i diritti degli chiamiamoli ancora con il loro nome, Operai o lavoratori, anche se a qualche politico viene il vomito a dire queste due parole ritenute obsolete, preferiscono chiamarli forza lavoro, padri di famiglia, usano tutti i sinonimi del vocabolario tranne dire lavoratori, i loro diritti appunto si stanno affievolendo ogni giorno di più, diritti ottenuti non dimentichiamolo con le lotte dei nostri padri o nonni per chi è proprio giovane, e questi diritti stanno scomparendo perché è scomparso lo spauracchio con il quale sono stati ottenuti, cioè proprio il comunismo.

Molti governi europei e anche italiano, hanno sancito negli anni passati dei diritti ai lavoratori anche grazie alla paura che andasse al potere il partito comunista, questa cosa non si può negare, la paura ha fatto in modo di dare ai lavoratori dei diritti che altrimenti non avrebbero forse mai ottenuto, o sarebbero stati più blandi, tanto è vero che oggi si sta parlando di cambiare certe regole ottenute,(in Grecia con la scusa della crisi già lo hanno fatto) che gli imprenditori e quelli che governano l’Europa, ritengono troppo rigide per il mondo attuale, per la globalizzazione che vi è in atto, questo accade nel momento in cui il comunismo non c’è più, non vi è rimasto che un esile baluardo a Cuba, perché della Cina si può dire tutto tranne che è comunista, un paese in cui gli operai sono trattati peggio che degli schiavi senza diritti non mi sembra sia tale.

Di conseguenza non esistendo più questa paura i poteri forti si fanno ancora più forti e stanno cercando di demolire quello che era stato costruito in preda a paure che forse erano anche sensate, in Italia non dimentichiamo che il Pci aveva raggiunto il 33 per cento, e questo dava agli operai un grandissimo appoggio, una grande forza di lottare di combattere, cosa che oggi non vi è più, nessuno ha più voglia di lottare perché non c’è più la paura del comunismo, la paura è diventata paura al contrario, paura degli imprenditori, paura che ti licenzino se scioperi, se alzi la testa per protestare, paura che l’azienda si trasferisca all’estero, nei paesi dove il costo del lavoro è più basso, e di questo si fanno forti i partiti che appoggiano i soliti noti, Imprenditori, Confindustria, banche ecc.

non parlo dei piccoli imprenditori che erano stati a suo tempo operai e che poi si sono messi in proprio, gente oggi che si sta suicidando in massa proprio per la lotta che è in atto a livello globale, la legge del più forte che massacra i più deboli, un circuito vizioso, la legge delle banche che sta rovinando paesi interi, parlo dei poteri davvero forti che non hanno nome e cognome, ma sono delle elitè.

Guardiamo ad esempio ciò che è accaduto alla Fiat di Pomigliano D’arco, una cosa inaudita, un’azienda che si fa beffe di un giudice, della legge Italiana, della sentenza della legge di un paese democratico che asserisce che quei 19 lavoratori della Fiom hanno diritto ad essere reintegrati nell’azienda, ma questa se ne sbatte le scatole e non esegue la sentenza, paga gli stipendi ai lavoratori ma non li fa lavorare, e nessuno fa nulla, allora a questo punto chiunque può andare a rubare in una banca e poi fottersi della condanna del giudice, tanto lo fa anche la Fiat!

Facciamo tutti così, come sta facendo la Fiat che se ne sbatte di una sentenza di un giudice, sbattiamocene tutti!

Questa è una cosa inammissibile, chi non esegue una sentenza dovrebbe finire in prigione perlomeno, per oltraggio alla corte, ma d’altronde con l’esempio dei politici che abbiamo in Italia non c’è nulla di cui meravigliarsi, però mi meraviglio del fatto che questa azienda fa quel che vuole permettendosi di non attuare una sentenza che l’ha condannata, e nessuno muove un dito, questo è davvero un paese strano, non credo che negli Stati uniti d’America si permetterebbero di non eseguire ciò che un giudice di un qualsiasi stato dell’unione sentenzia.

E anche questo è sinonimo che lo spauracchio del comunismo è morto, perché in altri tempi forse ciò non solo non sarebbe accaduto, ma gli operai che lavorano nell’azienda della Fiat avrebbero incrociato le braccia in segno di solidarietà per quei 19 lavoratori, ma ciò non è accaduto.

Quei lavoratori sono stati voluti umiliare fin dentro l’anima, così come si può umiliare allo stesso modo una bestia qualsiasi.

Un proverbio dice che quando il gatto non c’è i topi cominciano a ballare, mi sembra il proverbio più adeguato per il momento attuale mondiale, il problema è che siamo noi esseri umani che dobbiamo essere il gatto anche se il gatto è scomparso, dobbiamo fare le veci di quel gatto che non c’è più, perché i topi poi cominceranno ad essere ratti, e noi se non cominciamo a fare la guardia come i gatti, saremmo divorati dai roditori, certo è assurdo che degli esseri umani debbano difendersi da altri esseri umani, è assurdo che debbano avere paura per non divorarti, invece di non voler divorarti solo per il fatto che sei un essere umano esattamente come loro, con i diritti che un qualsiasi essere umano in tutto il pianeta ha diritto di avere, una casa pulita, dei vestiti, un lavoro, e del cibo per sfamarsi.

 

Bianchin Francesca

 

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