Ingroia nel mirino del potere

di Giorgio Bongiovanni – 21 febbraio 2013

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Non può lasciare impassibili la lettera anonima di minacce indirizzata al leader di Rivoluzione Civile, recapitata al settimanale l´Espresso e alla sede nazionale del Partito dei comunisti italiani. La missiva contiene pesanti insulti e un riferimento inquietante: “Ingroia comunista di m… ritirati o ti facciamo fare la fine di Falcone e Borsellino. 1.000 kg di Tnt-T4 sono pronti”.
Non è un caso che in questa fase finale della campagna elettorale per le elezioni politiche italiane l’unica minaccia di morte sia stata ricevuta dall’ex pm di Palermo.
Bisogna chiedersi perché.
Non è un caso che nella lettera si faccia accenno a Falcone e Borsellino, eroi del nostro tempo, e si parli di mille chili di tritolo – T4, lo stesso usato per gli attentati di Via Palestro a Milano (90-100 Kg), di piazza S. Giovanni in Laterano (120 Kg) e per quello alla chiesa di S. Giorgio al Velabro (100 Kg).
Possibile che la candidatura di Ingroia come Premier dia così fastidio nonostante i sondaggi lo attestino non al 30 o al 20% ma tra il 6 e l’8%?
Il messaggio, a nostro avviso, è chiaro. Antonio Ingroia fa paura ai lati oscuri del potere italiano, da quello criminale mafioso a quello finanziario, e nella lettera anonima viene indicato il personaggio da abbattere qualora dovesse entrare nelle segrete stanze.

Ovviamente noi ci auguriamo, e speriamo, che non si verificheranno attentati di questo tipo anche se il rischio, come abbiamo sostenuto anche in altre occasioni, resta alto. L’attenzione deve essere massima e chiediamo che le forze preposte si impegnino al massimo per garantire la sicurezza dell’ex pm di Palermo. Noi da parte nostra continueremo a sostenerlo perché mai come ora il nostro Paese, per risollevarsi e riscattarsi, ha un forte bisogno di verità e giustizia.

Fonte:Antimafiaduemila

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