Antonio Ingroia e Rivoluzione Civile. L’analisi di Giulietto Chiesa

 

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Caro Giulietto,
l’unica lista che ha messo ai primissimi punti del proprio programma politico “l’eliminazione della mafia” dal nostro Paese è Rivoluzione Civile. Il suo leader, Antonio Ingroia, ha più volte illustrato come intende realizzare un simile obiettivo attraverso provvedimenti a breve scadenza, a medio e lungo termine nella piena consapevolezza di scontrarsi con quei “sistemi criminali” che da interi decenni tengono sotto ricatto la nostra democrazia.

Come ritieni che Ingroia potrà riuscire a incidere politicamente a livello nazionale ed anche all’interno dello scacchiere internazionale contro questi poteri forti?
Tra questi poteri c’è indubbiamente anche lo Stato del Vaticano, che ruolo avrà all’interno di questo mosaico?

Così come per quanto riguarda l’individuazione dei mandanti esterni delle stragi del ‘92 e del ‘93 lo stesso Ingroia aveva detto lo scorso anno di essere arrivato all’anticamera della verità, come credi che potrà proseguire questa sua opera delicatissima e quali sono secondo te gli impedimenti che troverà sul suo cammino?

E infine, in molti temono una sorta di “strategia del caos” messa in atto da chi vuole arrivare in Parlamento solamente per “distruggere”, come può Rivoluzione Civile porsi come alternativa concreta a simili scenari?

Lorenzo Baldo

Caro Lorenzo,

come sai io considero il programma di “eliminazione” della mafia in Italia come una delle priorità politiche assolute per il risanamento del paese. Antonio Ingroia è l’unico che abbia posto la questione al centro del suo programma politico e, per questo, ho salutato positivamente il suo ingresso nella politica italiana.

Egli si presenta tuttavia con una coalizione fragile, che non so se e quanto potrà reggere di fronte al compito che si è prefisso. Nonostante questo io, come sai, ho dato indicazione (e Alternativa in quanto compagine collettiva, ha seguito questo indirizzo) di votare per Rivoluzione Civile o per il Movimento 5 Stelle.

Uno dei punti di debolezza di Rivoluzione Civile è, tra l’altro, proprio la politica estera. Lo è nelle candidature personali che Ingroia è riuscito a inserire in lista, certo dopo faticose mediazioni con i partiti che ha dovuto portare con sé. Poco male. Io sono pronto a dare una mano, con le mie competenze, se esse saranno ritenute utili. Infatti sono convinto, come te, che il programma di Antonio Ingroia non avrà meno nemici in patria, di quanti ne avrà fuori dai confini italiani. Gl’impedimenti e la viva ostilità nei suoi confronti e nei confronti del suo programma saranno grandissimi e bellicosi, su questo non c’è dubbio. Così come non c’è dubbio alcuno che Ingroia non troverà nel PD un alleato in questa direzione.

Mentre è certo che avrà bisogno di alleati. L’anticamera della verità è aperta, e io ho appoggiato Antonio Ingroia perchè egli ha contribuito a infilare un piede (e a farlo infilare a tutti noi, tra la porta e lo stipite). E’ un varco che si è cercato e si cerca di richiudere.

Dunque dopo il voto una priorità, anche la mia, e la nostra, sarà di aiutarlo a erigere bastioni di difesa e di attacco sul terreno che sarà possibile usare. Non solo dentro il Parlamento, dove pure alleati potenziali potranno essere trovati, individualmente piuttosto che collettivamente. Ma soprattutto fuori dal Parlamento, nel paese, e in Europa.

Il Vaticano è oggi, a cominciare dalla Curia Romana, uno dei poteri forti che hanno tenuto bordone alla coalizione dello sfascio. Non è in quella direzione che si potranno trovare alleati.

Infine a proposito della strategia del caos: io non so a chi tu ti riferisca quando parli di chi vuole arrivare in Parlamento “solamente per distruggere”. Io penso che i distruttori siano coloro che hanno svilito il Parlamento e le istituzioni democratiche in tutti questi ultimi decenni. Ed è contro di loro che invito a votare. A me pare che Antonio Ingroia, unico tra i candidati di spicco, abbia mantenuto aperta la porta del dialogo con i deputati che verranno eletti dal Movimento 5 Stelle. Una decisione saggia, sia dal punto di vista del metodo, che da quello del merito. Dopo il voto penso che Ingroia possa e debba intessere un dialogo con loro. Se prescindesse da loro si troverebbe solo, o in sparuta compagnia. Ma io penso che non lo farà.

Cordiali saluti

Tratto da: alternativa-politica.it

Foto © Samuele Firrarello

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