Noi, “talebani”

di Giorgio Bongiovanni – 20 aprile 2012
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Noi, i “talebani”, vogliamo un sindaco antimafia. Che non sappia cosa siano il compromesso, l’affarismo clientelare e il tatticismo politico.
Per questo avevamo scelto come candidato Rita Borsellino, perché la sua sola presenza era un messaggio chiaro e netto che partiva da Palermo, la capitale della mafia, al mondo intero, e soprattutto alle combriccole politico-affaristico-mafiose che da oltre un secolo depredano la Sicilia lasciandola sempre più povera e degradata.

Avevamo scelto Rita Borsellino perché sapevamo che, seppur con aristocrazia, la sua azione di governo cittadino sarebbe stata di antimafia “talebana”.
Oggi dopo il disastro delle primarie, tra imbrogli e ritorsioni che sono serviti solo a spaccare definitivamente il fronte politico antimafia, da molte parti ci chiedono chi vorremmo sostenere.
Posto che non prenderemo nemmeno in considerazione qualsiasi alleanza di centro destra e/o di centro alla Dell’Utri, Micciché, Lombardo o Saverio Romano, ovviamente anni luce dal nostro presupposto di partenza, i candidati più papabili sono Fabrizio Ferrandelli, Leoluca Orlando e Riccardo Nuti.
Al di là delle possibili preferenze personali noi vorremmo intervistarli, leggere il loro programma e capire cosa faranno nelle vesti di sindaco della capitale della mafia nel mondo.
Quali saranno le loro priorità, il loro aperto impegno pubblico e concreto per salvaguardare la città, oggi più che mai lasciata sprofondare nell’illegalità e nel malaffare che ha inghiottito sviluppo, servizi e ambiente.
Non ci interessano giri di parole, abili slogan, pompose retoriche, ma progetti fattibili e realizzabili che liberino la città dalla morsa mafiosa e restituiscano ai cittadini, soprattutto ai giovani, posti di lavoro e dignità per ora certamente nelle mani della mafia.
Vogliamo un sindaco attento al lavoro dei magistrati della Procura di Palermo impegnati nelle delicate inchieste sulle stragi e sulle trattative, che faccia sentire loro la vicinanza e la solidarietà dell’istituzione e della città.
Vogliamo un sindaco che si costituisca parte civile nei processi chiave che portano alla sbarra colletti bianchi e politici collusi con la mafia.
Vogliamo un sindaco che impieghi anche la polizia municipale per salvaguardare i commercianti dalla piaga del pizzo, dallo sfruttamento della prostituzione al traffico di droghe.
Vogliamo un sindaco attento, sensibile e solidale con i missionari, religiosi e laici, impegnati nella sfida di strappare i ragazzini alla mafia delle borgate. Che prenda le distanze dai prìncipi della chiesa e li spinga a prendere chiare ed energiche posizioni pubbliche contro la mafia e contro gli stessi religiosi che ne hanno approfittato come dimostrano i tanti casi di riciclaggio di denaro sporco tramite i conti dello Ior e non solo.
Vogliamo un sindaco che metta l’educazione alla legalità come priorità assoluta e che utilizzi i suoi poteri per rivalutare lo splendido patrimonio artistico e culturale della città per metterlo a disposizione dei giovani.
Vogliamo un sindaco fuori dal sinedrio della politica dei ricatti.
Solo allora decideremo eventualmente chi votare e far votare. Diversamente se la lotta alla mafia sarà considerata secondaria o un aspetto marginale, considereremo il candidato alla stregua di quelli dell’opposizione che dietro le solite frasi fatte alla Cuffaro “la mafia fa schifo” proteggono i loro affari e le loro clientele.
Palermo è la città dei diavoli, ma anche dei santi, dei troppi martiri che hanno bagnato le strade con il loro sangue come in nessun altro posto al mondo, sangue che non si è ancora asciugato. Nessun risanamento, nessuna rivoluzione sarà possibile in questa città senza una politica che dia un taglio netto con il passato, che abbia la spina dorsale retta, che onori il sacrificio di tanti suoi cittadini e dia vera speranza al futuro.
Noi “talebani” di ANTIMAFIADuemila, estremisti e per questo forse solo utopisti, siamo fermamente convinti che solo con un programma di governo severo e determinato, prima o poi, la nostra città di Palermo, la Sicilia, l’Italia, l’Europa, il mondo intero si tramuteranno in un giardino di libertà in cui può vivere un popolo liberato dalla schiavitù grazie alla verità e alla giustizia.

Giorgio Bongiovanni

Fonte:Antimafiaduemila

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