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	<title>Associazione Culturale Il Sicomoro</title>
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	<description>Giustizia Pace e Amore</description>
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		<title>COMUNICATO STAMPA : Conferenza &#8220;IL RITORNO &#8211; La Seconda Venuta di Cristo &#8211; Segni Celesti e Crisi Mondiale&#8221;</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/05/16/comunicato-stampa-conferenza-il-ritorno-la-seconda-venuta-di-cristo-segni-celesti-e-crisi-mondiale/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; SPRESIANO (TV)- Domenica 20 maggio 2012 &#160; Presso Hotel Spresiano &#8211; Via Tiepolo n. 10 ore 18:00 &#160; L’Ass.ne Culturale “Il Sicomoro” in collaborazione con l’Ass.ne Avalon Onlus presenta la conferenza: “Il RITORNO, la seconda venuta del Cristo. Segni celesti e crisi mondiale” “….Non bisogna sprecarsi in inutili discorsi per dimostrare il momento di grande crisi che l’umanità sta vivendo: i media ne parlano tutti i giorni enumerando i diversi fronti della crisi. Mentre l’occidente, ricco e materialista, vive una convulsione di voglie, desideri e nuovi bisogni di benessere, che lo ha portato alla disperazione, all’indebitamento, alla bancarotta, esiste un mondo che ha raggiunto il livello record di 1,02 miliardi di affamati”. (Flavio Ciucani) Nel contempo si appalesano segni che annunciano il ritorno di colui che disse “Non vi lascerò orfani, ritornerò in mezzo a voi …”: statue che prendono sembianze umane, immagini sacre che piangono lacrime di sangue o si manifestano in alberi, muri, vetrate …, pittogrammi comunemente chiamati cerchi nel grano creati da misteriosi oggetti volanti e altro ancora. “Solo il Padre conosce il giorno e l’ora” del Ritorno di suo figlio Gesù Cristo ma questi segni ci fanno capire che questo è il tempo. Proprio questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>SPRESIANO (TV)- Domenica 20 maggio 2012</strong></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em>Presso Hotel Spresiano &#8211; Via Tiepolo n. 10</em></span></span></p>
<p align="CENTER">ore 18:00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’<strong>Ass.ne Culturale “Il Sicomoro” </strong>in collaborazione con <strong>l’Ass.ne Avalon</strong> <strong>Onlus</strong> presenta la conferenza: <strong> </strong></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il RITORNO, </strong><em><strong>la seconda venuta del Cristo</strong></em><em>. </em><em><strong>Segni celesti e crisi mondiale</strong></em>”</span></span></p>
<p>“…<span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em>.Non bisogna sprecarsi in inutili discorsi per dimostrare il momento di grande crisi che l’umanità sta vivendo: i media ne parlano tutti i giorni enumerando i diversi fronti della crisi. Mentre l’occidente, ricco e materialista, vive una convulsione di voglie, desideri e nuovi bisogni di benessere, che lo ha portato alla disperazione, all’indebitamento, alla bancarotta, esiste un mondo che ha raggiunto il livello record di 1,02 miliardi di affamati”. (Flavio Ciucani)</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nel contempo si appalesano segni che annunciano il ritorno di colui che disse <span style="color: #993333;"><em>“Non vi lascerò orfani, ritornerò in mezzo a voi …”</em></span>: statue che prendono sembianze umane, immagini sacre che piangono lacrime di sangue o si manifestano in alberi, muri, vetrate …, pittogrammi comunemente chiamati cerchi nel grano creati da misteriosi oggetti volanti e altro ancora. “Solo il Padre conosce il giorno e l’ora” del Ritorno di suo figlio Gesù Cristo ma questi segni ci fanno capire che questo è il tempo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio questo momento storico, Giorgio Bongiovanni non smette di ricordare agli uomini e alle donne che incontra sul suo cammino che la via per la vera vita passa attraverso l’Amore per il prossimo, la Giustizia tra gli uomini e la Fede negli insegnamenti del Maestro di tutti i Maestri: Gesù Cristo.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Relatori</strong></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>GIORGIO BONGIOVANNI, </strong>stigmatizzato </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nasce a Floridia (SR) il 5 settembre del 1963, da ventitre anni vive un&#8217;esperienza spirituale personale che lo ha portato ad impegnarsi nella società e a viaggiare in tutto il mondo per tenere conferenze su temi sociali e spirituali. </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giorgiobongiovanni.it/index.php/la-storia.html"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">http://www.giorgiobongiovanni.it/index.php/la-storia.html</span></span></a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>FLAVIO CIUCANI</strong> ricercatore e documentarista <strong> </strong></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Flavio Ciucani, nato nel 1949 nelle Marche. Terminato il liceo classico entra nel mondo del lavoro, ma l&#8217;amore per la storia, per l&#8217;arte e per le materie esoteriche lo sprona a uno studio personale e autodidatta che lo porta a esporre le sue molte e originali ricerche in Italia e all&#8217;estero. Attento conoscitore del fenomeno degli stigmatizzati e delle apparizioni mariane, ha partecipato alla fondazione di alcune riviste di settore. Ha preso parte a trasmissioni televisive e radiofoniche e ha tenuto numerosi congressi, conferenze, seminari di argomento ufologico, spirituale, storico e religioso.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em>Nel corso del convegno ci sarà spazio per la solidarietà con l’Associazione Onlus </em></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.funimainternational.org/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em>FUNIMA International</em></span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em> che opera per i diritti umani. </em></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Ingresso libero</strong></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">info : </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:segreteria@ilsicomoro.info"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">segreteria@ilsicomoro.info</span></span></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">cell. 392/9801905 (DOMENICO SANTIN) </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">tel. 0434 748798 </span></span></p>
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		<title>Renatino, l’uomo del Vaticano</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[De Pedis]]></category>
		<category><![CDATA[Orlandi]]></category>
		<category><![CDATA[Poletti]]></category>
		<category><![CDATA[Renatino]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando rapì Emanuela Orlandi, Enrico De Pedis aveva appena 30 anni, quando è stato ammazzato 36, ma tutti lo consideravano già il capo della banda della Magliana. Anzi dei “testaccini”, il gruppo più potente e occulto della malavita romana, gente che a torto o ragione fa parte della storia d’Italia Nel suo libro di memorie Sabrina Minardi, l’ex amante che per prima lo ha accusato di aver rapito la ragazzina vaticana, spiega in modo esplicito il motivo di così mirabolante carriera: “Lo sapevano tutti che Renatino era l’uomo del Vaticano”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<div>
<div>di Rita Di Giovacchino</div>
<div><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/RDigiovacchino/"><img src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/carrington-blog/img/autori/RDigiovacchino-thumb.jpg?47e3a5" alt="Rita Di Giovacchino" /></a></div>
<div>
<div> Quando rapì <strong>Emanuela Orlandi</strong>, Enrico De Pedis aveva appena 30 anni, quando è stato ammazzato 36, ma tutti lo consideravano già il capo della banda della Magliana. Anzi dei “testaccini”, il gruppo più potente e occulto della malavita romana, gente che a torto o ragione fa parte della storia d’Italia Nel suo libro di memorie Sabrina Minardi, l’ex amante che per prima lo ha accusato di aver rapito la ragazzina vaticana, spiega in modo esplicito il motivo di così mirabolante carriera: “Lo sapevano tutti che Renatino era l’uomo del Vaticano”. Cosa vuol dire per un boss essere uomo del Vaticano? Nessuno lo sa, ma De Pedis lo era.</div>
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<p>Qualcuno è tuttora convinto che fosse figlio del cardinal Poletti, il vicario di Roma assai vicino a Giulio Andreotti, proprio quello che venti giorni dopo la sua sciagurata morte a Campo de’ Fiori firmò il nullaosta che gli ha consentito di riposare in pace nella cripta della chiesa di Sant’Apollinare. Nessuno riusciva a darsi altra spiegazione: <strong>Renatino era figlio di Poletti</strong>. Figlio no, forse affiliato. Di sicuro sentimenti paterni legavano il cardinale a quel ragazzo che don Pietro Vergari aveva conosciuto in carcere e con il quale, racconta Sabrina, si appartava a parlare per ore. Discorsi fitti, a bassa voce, come se tra i due ci fosse un’intesa che nessuno poteva condividere. Renatino si “presentava bene”, golf di cachemire e completi Caraceni. Non fumava, non beveva, sniffava raramente soltanto quando si chiudeva in casa con Sabrina per fare l’amore.</p>
<p>Anche quel soprannome, Renatino, non aveva niente a che vedere con nomignoli come il Negro, Zanzarone, Saponetta. De Pedis, si atteggiava a manager, era davvero il Dandy descritto in <em>Romanzo criminale</em> da Giancarlo De Cataldo. Ad aiutarlo erano anche i lineamenti delicati, da ragazzo perbene, come appare nella foto che fino a ieri spiccava sulla sua tomba di marmo, incastonata in una corona di zaffiri. L’ingrandimento di una fototessera, la stessa che nel giugno 1983, subito dopo la scomparsa di Emanuela, fece sobbalzare il comandante del Reparto operativo di via Inselci, il colonnello Domenico Cagnazzo: assomigliava in modo sorprendente all’identikit <strong>dell’uomo della Bmw</strong> visto in corso Rinascimento due ore prima che la ragazzina sparisse. Ma Renatino non era figlio di Poletti, a dire il vero il padre lo chiamavano Caino perché aveva ammazzato il fratello e lui, che aveva la vocazione del capo, si era fatto carico della famiglia. Per fare qualche soldo si arrampicava con Fabiola Moretti, amante di Abbruciati e poi moglie di Mancini, sulle pendici del Gianicolo. Andavano a caccia di vipere da rivendere al farmacista di piazza della Scala. Con la droga e le rapine aveva comprato un ristorante a Trastevere, la boutique di Enrico Coveri, un’oreficeria all’Appio, un supermercato all’Ostiense, una villa in Sardegna, decine di appartamenti. In quello di via Vittorini all’Eur alla fine del 1984 fu arrestato.</p>
<p>Ci arrivarono pedinando la Minardi che viveva con lui, l’indirizzo era saltato fuori dalla causa di separazione tra lei e il calciatore Bruno Giordano. Poi tramite prestanomi, anche il Jackie ‘O di via Veneto. Quando lo hanno ammazzato, <strong>per vendicare la morte di Edoardo Toscano</strong>, voleva uscire dal giro: ormai, grazie al racket dei video-poker, non aveva più bisogno di fare rapine. Renatino era entrato nel “gioco grande”, come lo definiva Giovanni Falcone: frequentava Calvi, il banchiere dagli “occhi di ghiaccio”, a organizzare feste e festini era quel suo amico sardo, piccolino, capace di intrufolarsi dappertutto, Flavio Carboni, l’uomo che oggi conosciamo come il capo della P3. Dicono che andava a cena con Paul Marcinkus, il presidente dello Ior caro a papa Wojtyla. Sabrina, irriverente, racconta di aver procurato ragazze all’aitante vescovo convinto che “non si serve la Chiesa soltanto con gli Ave Maria”.</p>
<p>Racconterà poi che nel 2008 aveva accompagnato Renatino<strong> nella casa di Andreotti</strong> in Corso Vittorio. Ma la donna, ora indagata per il sequestro Orlandi, si sa non sempre è attendibile. Su, su, sempre più su: quella di De Pedis, di Emanuela, di Calvi è una storia incrociata. Storia di mafia, non di malavita, dietro le quinte c’era <strong>Pippo Calò</strong>, il siciliano venuto a Roma per risolvere i guai economici di Cosa Nostra. Guai grossi, 250 milioni di dollari scomparsi, consegnati al Vaticano e puff, volatilizzati. Che fine avevano fatto? La logica indica una sola strada: quella che dalle Mura Leonine conduce in Polonia, patria cara a papa Wojtyla, dove la battaglia di Solidarnosc avrebbe fatto cadere il governo Jaruzelsky. Se cadeva Jaruzelsky – Marcinkus ne era convinto – cadeva tutto il blocco sovietico. Il “gioco grande”. Ma a Cosa Nostra non piace farsi fottere, bisognava trovare una strada per arrivare al Vaticano. Forse Renatino gliel’ha indicata. Oppure qualcuno “ha indicato” a lui di rapire Emanuela.  Un ricatto a Wojtyla? Una trattativa andata in porto? È l’unico vero mistero che custodiva quella tomba.</p>
<p><em>Fonte:http:<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/renatino-l%e2%80%99uomo-vaticano/230366/">ilfattoquotidiano</a></em></p>
</div>
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		<title>di AMDuemila &#8211; 12 maggio 2012</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/05/16/di-amduemila-12-maggio-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>

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		<description><![CDATA[Palermo.“Un amico mi ha tradito…”. Le parole disperate di Paolo Borsellino pronunciate poco tempo prima della strage di via D’Amelio sono tornate alla ribalta attraverso i racconti di coloro che le ascoltarono vent’anni fa direttamente dal giudice palermitano. All’udienza odierna del processo Mori-Obinu sono stati ascoltati gli ex colleghi del magistrato assassinato il 19 luglio 1992 Alessandra Camassa e Massimo Russo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Lorenzo Baldo &#8211; 4 maggio 2012<br />
<strong></strong><strong><img src="http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/giudici_e_magistrati/borsellino-paolo-web.jpg" alt="borsellino-paolo-web" width="210" height="146" /></strong></p>
<p><strong>Palermo.</strong>“Un amico mi ha tradito…”. Le parole disperate di Paolo Borsellino pronunciate poco tempo prima della strage di via D’Amelio sono tornate alla ribalta attraverso i racconti di coloro che le ascoltarono vent’anni fa direttamente dal giudice palermitano. All’udienza odierna del processo Mori-Obinu sono stati ascoltati gli ex colleghi del magistrato assassinato il 19 luglio 1992 Alessandra Camassa e Massimo Russo.</p>
<p>“Ricordo che il giudice Borsellino si alzò dalla sedia – ha spiegato l’attuale presidente di sezione al Tribunale di Trapani Alessandra Camassa –, si distese sul divano manifestando stanchezza e avvilimento, iniziò a lacrimare in modo evidente. E ci disse: ‘Non posso credere, non posso credere che un amico mi abbia potuto tradire’. Io e il collega Massimo Russo siamo rimasti sorpresi. Ebbi la netta sensazione che quella notizia l’avesse appresa pochissimo tempo prima… Non ebbi la forza di chiedere a chi si riferisse e volli cambiare anzi argomento”. Alla domanda del pm Nino di Matteo sulla tempistica di quel ricordo la Camassa ha replicato di poterlo collocare a fine giugno del ’92, orientativamente in un lasso di tempo tra il 22 e il 25 giugno. In quella occasione l’ex collega del giudice si era predisposta ad organizzare il saluto di Paolo Borsellino ai colleghi di Marsala che sarebbe avvenuto il successivo 4 luglio ’92.<br />
Nel verbale di interrogatorio del 14 luglio 2009 Alessandra Camassa aveva raccontato per la prima volta quell’episodio specificando che lo sfogo di Borsellino era stato susseguente ad alcune domande che lei e il collega Russo gli avevano posto sui pericoli cui si esponeva tra l’altro interessandosi alle indagini relative alla strage di Capaci. In quello stesso verbale la Camassa aveva ulteriormente specificato che l’allora maresciallo Canale, stretto collaboratore di Borsellino, le aveva più volte confidato che “a suo avviso Borsellino si fidava troppo dei vertici del Ros, facendo i nome dell’allora colonnello Mori e del generale Subranni, sostenendo egli che si trattava di personaggi ‘pericolosi’, senza precisare altro”. L’ex collega del giudice Borsellino ha specificato in aula che le confidenze di Canale l’avevano alquanto sorpresa perché conosceva la stima di Borsellino nei confronti dell’Arma e in parte infastidita soprattutto a fronte del tentativo di quest’ultimo di far arrivare tramite lei a Paolo Borsellino queste sue considerazioni. Cosa che lei non aveva comunque fatto. Di Matteo ha ripercorso un ulteriore passaggio del verbale di interrogatorio del 2009 relativo alla figura di Angelo “Ninni” Sinesio, ex appartenente ai Servizi Segreti transitato all’Alto Commissariato Antimafia, attuale commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. La Camassa ha ricordato il legame d’amicizia tra Borsellino e Sinesio sottolineando che quest’ultimo partecipava spesso agli interrogatori presso l’ufficio dell’Alto Commissario e che solo anni dopo lei aveva saputo che era un appartenente ai Servizi. Lo stesso Sinesio si è reso protagonista di un episodio inquietante avvenuto 2 o 3 giorni dopo la strage di via D’Amelio. Durante un pranzo a cui parteciparono Sinesio, la Camassa e suo marito l’agente dei Servizi aveva rivolto al magistrato insistenti domande sulle indagini più recenti di Borsellino manifestando particolare interesse su un personaggio agrigentino che la Camassa aveva identificato in Calogero Mannino, chiedendo notizie sulle indagini relative a Filippo Salamone. Fidandosi di Sinesio la Camassa gli aveva riferito alcune anticipazioni fatte a Borsellino dal pentito Gaspare Mutolo su Bruno Contrada e Domenico Signorino. Subito dopo Sinesio aveva manifestato forti colpi di tosse allontanandosi dal tavolo con la scusa di andare in bagno. L’ipotesi che Sinesio si fosse invece allontanato per andare a telefonare a qualcuno era stata subito avanzata dal marito della Camassa, negli anni a venire avrebbe acquisito ulteriore consistenza propriamente a fronte delle indagini su Bruno Contrada. La domanda sul ruolo che ha giocato Ninni Sinesio resta a tutt’oggi inevasa, su di lui non è stata fatta ancora piena luce. Partendo dal racconto dello sfogo di Borsellino l’ex pm Massimo Russo ha ripercorso quanto affermato nel verbale di interrogatorio del 15 luglio 2009. “Ho l’immagine di Paolo tristissima – ha dichiarato a verbale l’attuale assessore alla sanità del governo regionale – ci accolse cordialmente ma era molto triste; ci fece accomodare e ci disse ‘chiudete la porta’. Parlammo del più e del meno e, ad un certo punto, disse che il giorno prima, o qualche giorno prima, era stato a Roma e che aveva avuto un pranzo o forse una cena, comunque un momento conviviale, con alti ufficiali dei carabinieri; sul punto il mio ricordo è sfumato. Mentre era ancora seduto alla scrivania e aveva evocato questa circostanza, con le lacrime agli occhi disse: ‘Mi hanno tradito’ o ‘qualcuno mi ha tradito’; quindi si alzò dalla scrivania e, si sdraiò, quasi lasciandosi andare, sul divanetto a due posti”. In aula Russo ha specificato che la frase riportata poteva anche essere “un amico mi ha tradito…” senza averne la certezza assoluta, sottolineando inoltre che per spezzare l’imbarazzo di fronte a quella scena drammatica aveva chiesto a Borsellino come andassero le cose in procura e che quest’ultimo gli aveva risposto “è un nido di vipere”. Quello che salta agli occhi è indubbiamente la concomitanza della cena di Borsellino con gli alti ufficiali dei carabinieri a ridosso del suo sfogo con Russo e la Camassa avvenuto tra il 22 e il 25 giugno. E’ quello il momento clou nel quale Borsellino si rende conto di essere stato tradito? Al momento non ci sono riscontri tali da poterlo avallare con certezza, solamente pezzi scomposti di un’immagine che lentamente sembra prendere forma.<br />
<strong>Processo Mori /2 La testimonianza contrastante di Nicola Cristella</strong><br />
Partiamo dalla fine, dall’ultima domanda di Antonio Ingroia al teste Nicola Cristella: “Nella sua reiterata &#8216;resistenza’, ‘remora’ a non fare nomi è stato in qualche modo condizionato dalla paura di prendersi qualche denuncia per calunnia?”. “Si&#8230;”. Con questa affermazione l’ex caposcorta dell’allora vicecapo del Dap Francesco Di Maggio ha concluso la sua audizione al processo Mori-Obinu. Un’audizione costellata di numerose affermazioni contrastanti con i suoi precedenti verbali di interrogatorio del 13 maggio 2003 (reso alla procura di Firenze) e quello del 12 gennaio 2012 (reso alla procura di Palermo). “Quanto alle frequentazioni che il Consigliere Di Maggio aveva in quel periodo – aveva dichiarato nel 2003 – anche in relazione al suo ruolo istituzionale, rammento che (Francesco Di Maggio, ndr) frequentava il Maggiore Bonaventura del S.I.S.De, l&#8217;attuale comandante del ROS Gen. Ganzer, il colonnello Ragosa della Polizia Penitenziaria con cui erano molto amici” (&#8230;) “La abituale frequentazione con il maggiore Bonaventura era accompagnata anche dalla presenza di un&#8217;altra persona con cui si vedevano spesso a cena tutti e tre, quasi tutte le sere: questa persona veniva all&#8217;appuntamento in motorino e se non ricordo male si tratta di un civile all&#8217;epoca anch&#8217;egli nei servizi segreti. In questo momento il nome di questa persona non mi sovviene. Un altro contatto del Consigliere Di Maggio era con il capo di gabinetto La Greca e, in ambito ministeriale con le dr.sse Di Paola e Ferraro”. In fondo al verbale di Firenze vi è scritto che “in sede di rilettura” l&#8217;Ispettore Cristella precisava che “la persona precedentemente come commensale abituale del Consigliere Di Maggio e del Maggiore Bonaventura era il Colonnello Mori del ROS”. Nel verbale veniva evidenziato che però l&#8217;Ispettore “precisava che a questo punto è un po&#8217; più incerto sul fatto di chi dei due, se cioè Bonaventura o Mori, venisse all&#8217;appuntamento in motorino”. A distanza di 9 anni l’ispettore Cristella ha affrontato direttamente il tema del carcere duro con i pm di Palermo che lo hanno interrogato quattro mesi fa. “Io ricordo che a Di Maggio fu fatta una pressione per posticipare l’applicazione dei 41bis – ha esordito Cristella nel verbale – , cioè nel senso di aspettare, prima di applicare diciamo il 41bis gli chiesero se poteva ancora attendere, io questo lo ricordo”. Alla domanda su chi esercitasse pressioni su Di Maggio l’ispettore ha tentennato: “… da quello che ho potuto capire, un politico siciliano, chi sia non lo so”. “…perché ebbe (Di Maggio, ndr), ebbe qualche telefonata da un politico siciliano che gli chiese esplicito se poteva attendere prima dell’applicazione del 41bis”. Dopo ulteriori tentennamenti legati alla paura di beccarsi una denuncia Cristella ha quindi fatto il nome del politico in questione: “Io dico, dico, dico di aver capito un certo Mannino…”. I pm gli hanno chiesto di capire se quel nome fosse venuto fuori nell’ambito di dialoghi. Cosa che Cristella ha confermato senza timori: “Lui ebbe con altri… credo i suoi soliti amici insomma…”. “I commensali? – hanno domandato i magistrati – Bonaventura, Mori e Ganzer?” “Si – ha replicato Cristella –, da lì poi si scatenò una, diciamo una guerra telefonica insomma che lui si imbestialì su questa storia qua, su questo…”. Alla domanda dei magistrati se tra le persone con cui si sfogava c’erano i commensali Cristella non ha manifestato dubbi: “Sicuramente, perché sicuramente i commensali erano abbastanza a conoscenza di questo, perché in quel periodo si incontrarono molto ma molto più spesso del solito”. “Con chi?” – hanno chiesto i magistrati. “Con Ganzer, Bonaventura e credo sia Mori l’altro. Si intensificarono, su parecchi fronti, anche con la dottoressa Ferraro…”. “Lui (Francesco Di Maggio, ndr) i suoi sfoghi li faceva anche con me, cioè nel senso la sera lo accompagnavo a casa insomma, salivo sopra, una sera per poco dà fuoco, dà fuoco all’appartamento perché comunque lui diceva: non possono chiedere a un figlio di un carabiniere di andare a patti con qualcosa che comunque era dall’altra parte”. Nella prossima udienza del 18 maggio verranno ascoltati Agnese Borsellino, Sandra Amurri e Riccardo Guazzelli.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.antimafiaduemila.it/">Antimafiaduemila</a></p>
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		<title>Il procuratore Grasso: “Darei un premio a Berlusconi e Ingroia ha sbagliato&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category>
		<category><![CDATA[Grasso]]></category>

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		<description><![CDATA[Palermo.“Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi. Siamo arrivati a quaranta miliardi di euro”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di AMDuemila &#8211; 12 maggio 2012<br />
</strong><strong></strong><strong><img src="http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/giudici_e_magistrati/grasso-pietro-web0.jpg" alt="grasso-pietro-web0" width="172" height="124" /></strong></p>
<p>di AMDuemila &#8211; 12 maggio 2012<br />
<strong>Palermo.</strong> “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi. Siamo arrivati a quaranta miliardi di euro”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, che in un’intervista alla Zanzara, il programma di Radio 24, ha anche criticato il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia: “Fa politica utilizzando la sua funzione, è sbagliato. Come ha sbagliato ad andare a parlare dal palco di un congresso di partito</p>
<p>Deve scegliere. E per me è tagliatissimo per fare politica”.   Nessuna risposta alla domanda su chi voterà come sindaco di Palermo perché “un magistrato non deve far conoscere le sue preferenze politiche” ha osservato Grasso, spiegando di non aver rivelato il suo voto al primo turno delle comunali nemmeno a sua moglie.<br />
La replica del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia non si è fatta attendere: “Non voglio polemizzare con il procuratore Grasso. Ma so di aver esercitato un mio diritto: la possibilità, per ogni cittadino e magistrato, di esprimere in qualsiasi sede il proprio giudizio in materia di Costituzione e di politica della giustizia. La mia partecipazione a manifestazioni di un partito piuttosto che di un altro non implica la mia appartenenza ad uno schieramento. Ho preso parte anche ad iniziative dei finiani, che non sono certo di sinistra. Lo stesso Borsellino ha partecipato ad iniziative del Movimento sociale, ma questo non significa che vi apparteneva”.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.antimafiaduemila.it/">Antimafiaduemila<br />
</a></p>
<p><strong>MAFIA: GRASSO, NESSUNA CRITICA A INGROIA</strong></p>
<p><strong>12 maggio 2012</strong><br />
«Non ho inteso criticare il collega Ingroia, ho soltanto detto come mi sarei comportato io rispondendo alla domanda di un giornalista che mi chiedeva se io avrei mai parlato ad un comizio di partito». È quanto precisa il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso a proposito delle dichiarazioni attribuitegli e diffuse dalla trasmissione in onda su Radio24 «La Zanzara». «Certo &#8211; aggiunge &#8211; ribadisco che, secondo me, o si fa politica o si esercitano le funzioni di magistrato, ma parlavo in generale, senza personalizzare e senza riferirmi a nessuno in particolare. Per il resto basta ascoltare la registrazione della trasmissione».<br />
Fonte : ANSA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera ai ventenni. «C’era una volta il signor g»</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Diaz]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Signor G]]></category>

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		<description><![CDATA[Car* lettor*, abbiamo scoperto, tra mail, post, telefonate e alcune conversazioni in giro per la città, con grande felicità che il nostro piccolo «Comune» abbia tra i suoi lettori anche molti ventenni. È bello scoprire di guardare e di cercare nella stessa direzione con persone che hanno sulle spalle più o meno metà del peso dei nostri anni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Monica Di Sisto</strong> &#8211; www.comune-info.net</p>
<p><img src="http://www.megachip.info/images/images/rivoric.jpg/degennaro_20120513.jpg" alt="degennaro 20120513" width="144" height="88" /></p>
<p>Car* lettor*, abbiamo scoperto, tra mail, post, telefonate e alcune conversazioni in giro per la città, con grande felicità che il nostro piccolo «Comune» abbia tra i suoi lettori anche molti ventenni. È bello scoprire di guardare e di cercare nella stessa direzione con persone che hanno sulle spalle più o meno metà del peso dei nostri anni. <strong>Vogliamo, però, «appesantire» il vostro zaino di una piccola storia </strong>tutta minuscola. Una storia fatta di memoria e di rispetto, che per noi di «Comune» (ma anche per migliaia di altre persone) è molto importante.</p>
<p><strong>C’era una volta un ragazzo come voi: si chiamava gianni, con la g minuscola. gianni era estroverso, e vivace. Gli piaceva comandare, obbedire, pestare e farla franca</strong>. Era per questo che lui si scriveva maiuscolo, ma tutti lo chiamavano gianni in sordina, con la g minuscola. Oggi gianni è un signore di una certa, si direbbe nella capitale. E ha fatto gran carriera. Nel 2007 è stato nominato capo di gabinetto del ministero dell’interno (governo Prodi, <em>abbiamo un brutto vizio, la memoria</em>). E la maiuscola gliela scrivevano su tante targhe e biglietti da visita. Ma c’erano tanti che si ricordavano chi era, e per loro era il minuscolo gianni di sempre.</p>
<p>Dall’11 gennaio al 26 maggio 2008 diventa Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania (sempre governo Prodi), e grazie ai presidi sfondati, alle donne caricate e ai camion pieni di veleni spostati a colpi di lacrimogeni il 23 maggio 2008 (governo Berlusconi, ma su decreto ereditato dal governo precedente) viene nominato dal Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica, Direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.</p>
<p><em><strong>Una brillante carriera, non c’è che dire, per il piccolo gianni, che oggi, proprio oggi, vorrebbe finalmente la sua maiuscola perché è stato addirittura nominato dal sapiente governo tecnico e super partes Monti sottosegretario di Stato, con delega ai servizi segreti</strong>.</em></p>
<p>Ma per noi, ieri come oggi, <strong>per noi di «Comune» che a Genova nel 2001 ci eravamo arrivati per raccontare ai G8 quel mondo diverso possibile che ci avrebbe portato lontani dalla crisi che subiamo per colpa loro, gianni resta sempre quell’uomo piccolo piccolo</strong> che da Capo della Polizia fu accusato di aver istigato alla falsa testimonianza il questore di Genova nel processo che li vedeva accusati di aver <strong>massacrato donne e uomini inermi (tra cui minorenni, suore, anziani…, secondo Amnesty fu compiuta «la più grave sospensione della democrazia»</strong><strong> degli ultimi decenni</strong>) che erano arrivati a Genova per il nostro stesso motivo e dormivano tranquilli alla scuola Diaz dopo una giornata di scontri e follia orchestrata con freddo cinismo dalle forze del disordine organizzato. Condannato in appello ma assolto in Cassazione lo scorso novembre, il piccolo gianni è sempre lo stesso minuscolo: dice le bugie, poi svicola, la scampa.</p>
<p>Vi raccontiamo la sua storia, e ve la carichiamo sulle spalle perché gianni e quelli come lui, quelli che massacrano gli innocenti perché eseguono gli ordini o se li inventano pur di oliare il meccanismo, di far piacere a chi comanda, chiunque esso sia, non la faranno franca solo se ci ricorderemo insieme di loro. <strong>Delle facce, di quei nomi minuscoli, e di quella Genova a testa alta, lei maiuscola, si, che ci sta dentro come un insegnamento esigente che ci obbliga a non mollare, </strong>a non dimenticare (a proposito, sarebbe bello ricordare nelle scuole, nelle università, nelle associazioni, nei centri sociali, nelle piazze… non solo cosa è accaduto davvero a Genova nel 2001 ma anche le ragioni e le proposte di quel movimento). Genova, unidici anni dopo, è ancora un invito a credere che cambiare sia necessario e sia possibile oggi, non domani. Per noi, ma soprattutto per voi, con gli zaini leggeri di tempo, ma non di problemi.</p>
<p><em>12 maggio 2012</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://comune-info.net/2012/05/lettera-ai-ventenni-cera-una-volta-il-signor-g/">http://comune-info.net/2012/05/lettera-ai-ventenni-cera-una-volta-il-signor-g/</a></p>
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		<item>
		<title>VIDEO: Dr. Rath appello a Berlino 13-3-2012.</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/05/16/video-dr-rath-appello-a-berlino-13-3-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione II]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Dr. Rath]]></category>

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		<description><![CDATA[Vedi video clicca: http://www.youtube.com/watch?v=sRgWIam8etw]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi video clicca: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=sRgWIam8etw">http://www.youtube.com/watch?v=sRgWIam8etw</a></p>
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		<title>Fine  del Centro</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/05/14/fine-del-centro/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 19:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Le Pen]]></category>
		<category><![CDATA[Melenchon]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisogna capire cosa sono i terremoti elettorali in Francia, Grecia, Germania, Italia. Anche perché è solo un inizio, e sbagliare giudizio sarà pericoloso. Io credo che abbiano un epicentro comune: si chiama rottura del patto sociale europeo. Chi l’ha prodotta? Una rivoluzione, quella dei banchieri, cioè il passaggio finale, formale, della politica nelle mani della finanza internazionale, di quelli che Luciano Gallino chiama i “proprietari universali”. I popoli europei, raggirati prima e adesso bastonati senza pietà, cominciano a reagire. Per ora confusamente. Ma cominciano a capire. E cosa vedono? Vedono che i partiti tradizionali, tutti, destra e sinistra, cui avevano fatto riferimento negli ultimi cinquant’anni, mancano all’appello. Perché hanno tenuto bordone, hanno taciuto, sono complici. Per questo gli elettori li abbandonano (cominciano ad abbandonarli). Cosa cercano? Risposte semplici, salvifiche. Quelli di destra scivolano verso il nazionalismo, il razzismo, la xenofobia. Emozioni forti, plebee. Quelli di sinistra anelano a,  per ora vaghe, piattaforme di buon governo, più partecipazione, più democrazia. Tutti capiscono che le decisioni passano sopra le loro teste. Vanno alle estreme. Più si accentua la crisi, più queste tendenze diventeranno acute, e di massa. E’ la fine del centro. In Italia è Beppe Grillo. In Germania sono i Pirati, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GChiesa/"><img src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/carrington-blog/img/autori/GChiesa-thumb.jpg?47e3a5" alt="Giulietto Chiesa" /></a></p>
<p>Bisogna capire cosa sono i <strong>terremoti elettorali</strong> in Francia, Grecia, Germania, Italia. Anche perché è solo un inizio, e sbagliare giudizio sarà pericoloso.</p>
<p>Io credo che abbiano un epicentro comune: si chiama rottura del <strong>patto sociale europeo</strong>.</p>
<p>Chi l’ha prodotta? Una <strong>rivoluzione, quella dei banchieri</strong>, cioè il passaggio finale, formale, della politica nelle mani della finanza internazionale, di quelli che Luciano Gallino chiama i “proprietari universali”.</p>
<p>I popoli europei, raggirati prima e adesso bastonati senza pietà, cominciano a reagire. Per ora confusamente. Ma cominciano a capire. E cosa vedono? Vedono che i <strong>partiti tradizionali,</strong> tutti, destra e sinistra, cui avevano fatto riferimento negli ultimi cinquant’anni, mancano all’appello.</p>
<p>Perché hanno tenuto bordone, hanno taciuto, sono <strong>complici</strong>. Per questo gli elettori li abbandonano (cominciano ad abbandonarli).</p>
<p>Cosa cercano? Risposte semplici, salvifiche. Quelli di destra scivolano verso il nazionalismo, il razzismo, la xenofobia. Emozioni forti, plebee. Quelli di sinistra anelano a,  per ora vaghe, piattaforme di buon governo, più partecipazione, più democrazia. Tutti capiscono che le decisioni passano sopra le loro teste. <strong>Vanno alle estreme.</strong> Più si accentua la crisi, più queste tendenze diventeranno acute, e di massa. <strong>E’ la fine del centro.</strong></p>
<p>In Italia è <strong>Beppe Grillo</strong>. In Germania sono i <strong>Pirati,</strong> i <strong>Verdi,</strong> la <strong>Linke.</strong> In Grecia è <strong>Syriza</strong> e <strong>Alba “tragica</strong>”. In Francia è <strong>Marie Le Pen</strong>, e <strong>Mélenchon</strong> (vincono ancora Merkel e Hollande, perché in Germania e Francia la crisi è ancora poco visibile e là i partiti tradizionali ancora non sono franati).</p>
<p>Siamo solo all’inizio. Poi cosa verrà? Se l’offensiva dei banchieri continua, che succederà? Loro, i banchieri, e i loro servi politici e giornalisti, dicono che poi verrà la <strong>crescita</strong>. Ma la crescita è impossibile senza investimenti. E investimenti non possiamo farne perché abbiamo permesso il pareggio di bilancio in Costituzione. Dunque ci restano due “speranze”: la prima è attingere al mercato internazionale della finanza, indebitandoci ancora di più. La seconda è privatizzare: cioè svendere tutte le proprietà dello Stato. A chi? A coloro che verranno con il denaro inventato al computer. Cioè ai “<strong>nove banchieri</strong>” che dominano il pianeta Occidente.</p>
<p>Il fatto è che, se siamo in questa situazione è perché siamo entrati in una crisi strutturale che non ha uscita. Siamo al <strong>capolinea.</strong> I banchieri sono diventati rivoluzionari non per caso. La catena di Sant’Antonio si è rotta e loro continuano a strattonarla. Adesso – dopo averci ipnotizzati tutti con il consumismo – si apprestano a costringerci al razionamento (che saranno loro a decidere come farlo).</p>
<p>Come se ne esce? Non so, francamente. Ma so che la prima cosa da fare è non pagare il <strong>debito usuraio</strong> che c’impongono (a tutti gli europei ormai). Secondo mettere fuori legge i derivati e mettere in galera quelli che interagiscono con gli <em>offshore</em> (vere organizzazioni criminali, come coloro che ci portano i soldi). Terzo, nazionalizzare subito le più importanti banche.</p>
<p><strong>Keynes</strong> si può usare, per qualche tempo, ma non basterà a lungo, perché una <strong>crescita infinita</strong> in un sistema finito di risorse è impossibile. Questo è appunto il capolinea. Si scende.</p>
<p>Comincia una <strong>transizione.</strong> Ma questa politica, questi partiti, questi maggiordomi, non sono in grado nemmeno di concepirla. Sono pagati per non farla. Allora bisogna mettere mano a un <strong>comitato di salvezza nazionale</strong> che unisca tutte le forze popolari e che imponga (in base alla Costituzione, fino a che non la aboliranno del tutto) una svolta radicale. Arriva il “<strong>nazismo bianco</strong>”(ce lo annuncia Tremonti, uno che i nazisti bianchi li conosce bene). Se siamo capaci, bene, se non siamo capaci, peggio per noi.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/fine-centro/227157/">Ilfatto</a></p>
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		<title>Videla, il Vaticano sapeva</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/05/11/videla-il-vaticano-sapeva/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Videla]]></category>

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		<description><![CDATA[Buenos Aires - La politica dei “desaparecidos” che il dittatore Jorge Videla ha finito per ammettere con diverse dichiarazioni e in tribunale, era nota fin dal 10 aprile 1978 alla Commissione esecutiva della Chiesa cattolica che, però, si guardò bene dall’informare l’opinione pubblica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.megachip.info/images/videla_iglesia.jpg" alt="videla iglesia" width="225" height="278" />di <strong>Horacio Verbitsky</strong></p>
<p>Buenos Aires - La politica dei “desaparecidos” che il dittatore <strong>Jorge Videla</strong> ha finito per ammettere con diverse dichiarazioni e in tribunale, era nota fin dal 10 aprile 1978 alla Commissione esecutiva della Chiesa cattolica che, però, si guardò bene dall’informare l’opinione pubblica. Tutto questo risulta da un documento rinvenuto nell’archivio della Conferenza episcopale.</p>
<p>Il documento porta il numero 10.949 e già il numero dà un’idea della quantità di informazioni sulle quali la Chiesa continua a mantenere il segreto.  Il documento fu redatto a cura del Vaticano al termine di un pranzo con Videla ed è conservato nel fascicolo 24-II.</p>
<p>Sono riuscito a visionare il documento in maniera surrettizia dopo che a una formale richiesta le autorità ecclesiastiche avevano risposto con la sorprendente affermazione secondo cui l’Episcopato non avrebbe archivi.</p>
<p>Quando incontrava esponenti della Chiesa cattolica, Videla parlava con la franchezza in uso tra amici. L’allora presidente dell’Episcopato, il cardinale <strong>Raul Francisco Primatesta</strong>, comunicò all’Assemblea Plenaria che lui e i suoi due vicepresidenti, l’arcivescovo <strong>Vicente Zazpe</strong> e il cardinale <strong>Juan Aramburu</strong>, avevano parlato a Videla dei casi di prigionieri apparentemente rimessi in libertà, ma in realtà assassinati, si erano interessati dei sacerdoti desaparecidos, quali<strong> Pablo Gazzarri</strong>, <strong>Carlos Bustos</strong> e <strong>Mauricio Silva</strong>, e di altre persone scomparse nei giorni precedenti all’incontro con Videla.</p>
<p>Secondo il documento episcopale “il presidente ha risposto che apparentemente sarebbe ovvio affermare che sono già morti; si tratterebbe di varcare una linea di demarcazione: questi sono scomparsi, non ci sono più.</p>
<p>Questo sarebbe il più chiaro, comunque ci porta a una serie di considerazioni in ordine a dove sono stati sepolti: in una fossa comune? E in tal caso chi li avrebbe sepolti in questa fossa? Una serie di domande alle quali le autorità di governo non possono rispondere sinceramente in quanto la cosa coinvolge diverse persone”, un eufemismo per alludere a coloro che avevano svolto il lavoro sporco di sequestrarli, torturarli, ucciderli e fare sparire le spoglie.</p>
<p>L’atteggiamento del clero aveva sfumature sottili.</p>
<p>Zazpe chiese: “Cosa rispondiamo alla gente visto che c’è un fondamento di verità in quanto sospettano?”. E Videla “ammise che era vero”.  Aramburu spiegò che “il problema è di rispondere in modo che la gente non continui a chiedere spiegazioni”.</p>
<p>Primatesta spiegò che “la Chiesa vuole capire, collaborare, è consapevole che il Paese versava in uno stato di caos” e che ha misurato le parole perché sapeva benissimo “il danno che poteva arrecare al governo”.</p>
<p>Anche Primatesta ha insistito sulla necessità di arrivare a una qualche soluzione in quanto prevedeva che alla lunga il metodo consistente nel far sparire le persone avrebbe prodotto “effetti negativi” considerata “l’amarezza che affligge molte famiglie”.</p>
<p>Questo dialogo di straordinaria franchezza mostra che sia Videla sia la Chiesa conoscevano benissimo i fatti e sottolinea la complicità con cui valutavano e decidevano in che modo rispondere alle denunce della gente avvertite da entrambe le parti come una minaccia comune.  Nello scegliere questa politica di omicidi clandestini, che Videla ora definisce “comoda” perché sollevava dal fornire spiegazioni, la giunta militare gettò un’ombra di sospetto su tutti i quadri delle Forze armate e delle forze di sicurezza, ombra che cominciò a dissiparsi con la riapertura dei processi che hanno consentito di accertare le responsabilità individuali che la giunta aveva coperto.</p>
<p>Fino ad oggi ci sono state 253 sentenze di condanna e 20 di assoluzione, la qual cosa dimostra che in democrazia nessuno viene condannato pregiudizialmente e senza poter esercitare il suo diritto alla difesa.</p>
<p>Fino ad oggi solo un cappellano militare, <strong>Christian von Wernich</strong>, è stato condannato per complicità in casi di tortura e omicidio.</p>
<p>Zazpe è morto nel 1984, Aramburu nel 2004 e Primatesta nel 2006. Nel 2011 ha rinunciato per sopraggiunti limiti di età, <strong>Jorge Casaretto</strong>, l’ultimo vescovo di quei tempi ancora in attività.</p>
<p>Tuttavia la Chiesa continua a mantenere un ostinato silenzio che talvolta sottolinea la sua crescente irrilevanza nel panorama della società argentina. La scarsa influenza della Chiesa si è vista con chiarezza l’anno scorso quando, malgrado la sua mobilitazione, il Congresso ha modificato il codice civile per consentire il matrimonio a tutte le persone indipendentemente dal sesso dei contraenti.</p>
<p>Tratto da: <em>Il Fatto Quotidiano</em>, 11 maggio 2012 (Traduzione di Carlo Antonio Biscotto).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-193425-2012-05-06.html">http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-193425-2012-05-06.html</a>.</p>
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		<title>LA CRISI DEL DEBITO GRECO E&#8217; UN ESPEDIENTE PER RUBARE IL PETROLIO ELLENICO?</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/05/11/la-crisi-del-debito-greco-e-un-espediente-per-rubare-il-petrolio-ellenico/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[debito greco]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre continuano a svolgersi gli eventi nella crisi economica europea, sta diventando chiaro che la posta in gioco è molto maggiore nel caso della Grecia. La reale questione riguarda chi controlla le enormi riserve di gas e petrolio situate proprio vicino alla costa ellenica.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DI PETER PAPAHERAKLES<br />
americanfreepress.net</p>
<p><img src="http://www.comedonchisciotte.org/images/fare-trading-nel-lungo-termine-su-petrolio-e--L-aq4h4r.jpg" alt="" width="280" height="180" align="left" /></p>
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<p>Mentre continuano a svolgersi gli eventi nella crisi economica europea, sta diventando chiaro che la posta in gioco è molto maggiore nel caso della Grecia. La reale questione riguarda chi controlla le enormi riserve di gas e petrolio situate proprio vicino alla costa ellenica.</p>
<p>È stata attentamente sottaciuta per decenni la consapevolezza dell&#8217;esistenza di un immenso giacimento di petrolio e gas naturale nel Mediterranneo orientale, nella zona tra le isole di Creta, Cipro e Rodi. Alcuni sostengono che l&#8217;invasione da parte dei Turchi e la divisione di Cipro nel 1974 siano state direttamente correlate a questi giacimenti di petrolio e al loro futuro sfruttamento. Si stima che possano fornire energia all&#8217;Europa per 50 anni e sono valutate intorno a $9 trilioni, fino a $12 trilioni di dollari americani.</p>
<p>La Russia, come pure la Norvegia ed altri stati hanno mostrato molto interesse per un partenariato con la Grecia per sfruttare queste risorse. Attualmente si è fatto avanti Israele e pare il candidato più papabile ad essere il partner della Grecia in questa iniziativa.</p>
<p>Potrebbero essere queste vitali riserve di petrolio, e il modo in cui Israele sta competendo per averne il controllo, la vera ragione per cui al presidente eletto russo Vladimir Putin è stato negato un visto per visitare il Monte Athos in Grecia durante la settimana santa della Pasqua ortodossa ?</p>
<p>Il Cremlino ha espresso grande insoddisfazione per la decisione del governo greco, perché sarebbe stata la prima visita di Putin ad un paese estero dall&#8217;inizio della sua presidenza. La Grecia ha dato come scusa che il paese sarebbe stato in festa in quel periodo e non avrebbe potuto fornire la sicurezza per il Presidente russo.</p>
<p>Il Monte Athos è una regione autonoma con 22 monasteri ortodossi, compresi siti santi rumeni, serbi e russi. Putin avrebbe visitato Abbot Ephraim (nella foto), che è stato recentemente rilasciato dopo una controversa detenzione in carcere. Abbot Ephraim e Putin sembrano avere in comune una relazione spirituale, essendo Putin conosciuto come un devoto cristiano ortodosso.</p>
<p>In effetti l&#8217;ortodossia sta ritornando in grande auge in Russia dopo 70 anni di ateismo comunista. Putin è stato attivo nel ristabilire le relazioni regiose, culturali ed economiche che legano l&#8217;Europa orientale. Ha fatto numerosi tentativi di sviluppare legami più forti con la Grecia.</p>
<p>Il 26 marzo è stata lanciata in tutto il pasese una campagna pubblicitaria del governo russo che incitava i Russi a comprare più prodotti greci e vacanze in Grecia. Con la popolazione russa di 143 milioni di persone, paragonata ai soli 9 milioni di Greci, questo avrebbe potuto avere un impatto cruciale sull&#8217;economia della Grecia.</p>
<p>La Russia si è anche offerta di salvare la Grecia mentre stava cadendo nella morsa delle banche occidentali. Putin ha offerto un prestito di almeno $25 miliardi di dollari alla Grecia all&#8217;1% di interesse.</p>
<p>Tuttavia, il governo Papandreou ha optato per i $148 miliardi del FMI e delle banche europee ad una bastonata del 5,2% [di interesse] e alle misure di austerity che rientravano nell&#8217;affare.</p>
<p>La Russia è stata inoltre tenuta lontana da altri partenariati per il petrolio con la Grecia. Dal 1994 era in programma che la Russia costruisse l&#8217;oleodotto Burgas-Alexandroupolis per portare il petrolio russo dal Mar Nero attraverso la Bulgaria fino al porto di Alexandroupolis nel nord della Grecia. Tale affare è stato finalizzato nel 2008, durante il governo di Kostas Karamanlis e i lavori sarebbero dovuti iniziare di lí a poco. Nel 2008 hanno tentato di assassinarlo. Nell&#8217;autunno del 2009, Karamanlis è stato costretto ad andare alle elezioni anticipate, dove ha perso contro il pro-sionista George Papandreou.<br />
Poco dopo il progetto dell&#8217;oleodotto è stato abbandonato.</p>
<p>In molti si chiedono perché la Grecia non abbia accettato l&#8217;offerta di salvataggio di Putin o l&#8217;altra da parte della Cina, che avrebbe permesso ai Greci di mantenere la loro sovranità e di evitare il dolore, l&#8217;umiliazione e la perdita di patrimoni che ha comportato la crisi del debito.</p>
<p>Peter Papaherakles, cittadino americano dal 1986, è nato in Grecia. È direttore delle campagne dell&#8217;AFP. Se volete invitare un portavoce dell&#8217;AFP alle vostre riunioni, contattate Pete al numero 202-544-5977.</p>
<p>Fonte: <a href="http://americanfreepress.net/">http://americanfreepress.net/</a><br />
Link: <a href="http://americanfreepress.net/?p=3827">http://americanfreepress.net/?p=3827</a><br />
29.04.2012</p>
<p>Traduzione per <a href="http://www.comedonchisciotte.org/">www.comedonchisciotte.org</a> a cura di MICAELA MARRI</p>
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		<title>La vergogna e l’orrore di Quirra</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione II]]></category>
		<category><![CDATA[Quirra]]></category>
		<category><![CDATA[Uranio]]></category>
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		<description><![CDATA[Le attività militari al poligono di Quirra proseguite per decenni hanno di fatto inquinato tutto il territorio circostante. Durante l’audizione nella Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, andata avanti per ore, sono stati descritti i danni causati all’ambiente. E alle persone. Dati che hanno lasciato di stucco i membri della commissione.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilsicomoro.com/wp-content/uploads/2012/05/poligono-di-quirra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7063" style="margin: 5px;" title="poligono di quirra" src="http://www.ilsicomoro.com/wp-content/uploads/2012/05/poligono-di-quirra.jpg" alt="" width="271" height="186" /></a>di A.G. &#8211; 10 maggio 2012</strong><br />
Le attività militari al poligono di Quirra proseguite per decenni hanno di fatto inquinato tutto il territorio circostante. Durante l’audizione nella Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, andata avanti per ore, sono stati descritti i danni causati all’ambiente. E alle persone. Dati che hanno lasciato di stucco i membri della commissione.</p>
<p>“Numerosi testimoni hanno raccontato di aver visto le nubi causate dalle esplosioni dirigersi, trasportati dal vento, sopra le zone abitate, soprattutto Escalaplano, causando molti danni alla popolazione. Il caso più emblematico riguarda una ragazza sorda, cieca e che non può camminare nata 23 anni fa. Una settimana dopo la sua nascita un altro bambino è nato con malformazioni. Nei periodi precedenti alle nascite si udivano le esplosioni e si vedevano le colonne di fumo che arrivavano sopra la loro casa, particolarmente esposta ai venti”.</p>
<p>“I brillamenti che hanno interessato un’area di 75mila metri quadrati hanno determinato situazioni particolari. Dalle foto aeree che abbiamo scattato si vedono distintamente alcune aree di colore bianco. Quelli sono i luoghi dove avvenivano le esplosioni, tanto che non cresce più erba” ha detto durante uno dei passaggi dell’audizione il dott. Fiordalisi.</p>
<p>Ma a lasciare di stucco i presenti sono stati i dati che hanno riguardato le malformazioni di neonati venuti al mondo nelle zone militari e degli animali</p>
<p>“Inoltre, è stata trovata una vera e propria discarica di proporzioni enormi. Un ettaro di estensione profonda dai 3 ai 5 metri completamente piena di rifiuti militari: rocchetti di filo per i missili anticarro filo-guidati, amianto e molti altri agenti inquinanti, ma anche parti di metallo, parti elettroniche e centinaia di gomme di camion. Questa discarica si trova a Ispibiris, un’area di un’asta fluviale di primo ordine. Il fiume Flumendosa diventa quindi una fonte inquinata” dice ancora il procuratore</p>
<p>“Ad avviso della procura le prove di scoppio effettuate nella zona interferiscono e molto con l’ambiente a causa dei residui di particelle sprigionati dal calore e dagli scoppi. Le particelle nocive prodotte dalla vaporizzazione dei metalli pesanti di ogni tipo contenute nelle bombe, tornano in circolo nell’aria sottoposte al circolo dei venti. Per la procura questo dato è stato molto importante. Possiamo dire che tutto ciò che si trova qui intorno è ricco di particelle di metalli pesanti, che possono essere inalate, e vanno più in profondità nel corpo rispetto all’inquinamento di città. Ecco questo potrebbe spiegare l’incidenza sui linfomi e sulle malattie del sangue nella zona” ha spiegato il procuratore Fiordalisi.</p>
<p>Ma c’è anche del materiale radioattivo all’interno della base di San Lorenzo che deve essere rimosso al più presto. “Il Cisam (Centro Interforze Studi Applicazioni Militari), aveva già dato disposizioni per la sua rimozione. Il materiale è lì da un decennio e non è stato ancora rimosso”. Ha detto Fiordalisi</p>
<p>Fra le altre cose, è notizia di questi giorni, fra Cagliari e l’Ogliastra sono stati riesumati i corpi di 15 pastori che erano morti a causa di leucemie e linfomi. Su dodici corpi sono stati ritrovati livelli di Torio 232 oltre che di antimonio, piombo e cadmio.Dati altissimi e secondo alcuni studiosi molto più alti della norma.</p>
<p><strong>Tratto da:</strong> <a href="http://www.eilmensile.it/" target="_blank">eilmensile.it</a></p>
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