<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Culturale Il Sicomoro</title>
	<atom:link href="http://www.ilsicomoro.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilsicomoro.com</link>
	<description>Giustizia Pace e Amore</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Feb 2012 21:30:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Back Home Mani impunite</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/back-home-mani-impunite/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/back-home-mani-impunite/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[mani pulite]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6138</guid>
		<description><![CDATA[Anche le massime istituzioni repubblicane han voluto celebrare degnamente il ventennale di Mani Pulite. Il Parlamento ha salvato un’altra volta dall’arresto il senatore Tedesco, mentre l’ex premier B. collezionava una richiesta di condanna a 5 anni di carcere per corruzione giudiziaria e un altro senatore, il preclaro De Gregorio, veniva indagato per aver fatto sparire 23 milioni di fondi pubblici all’editoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Marco Travaglio &#8211; 16 febbraio 2012<br />
<strong><img src="http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/giornalisti/travaglio-marco-web0.jpg" alt="travaglio-marco-web0" width="120" height="118" /></strong></p>
<p>Anche le massime istituzioni repubblicane han voluto celebrare degnamente il ventennale di Mani Pulite. Il Parlamento ha salvato un’altra volta dall’arresto il senatore Tedesco, mentre l’ex premier B. collezionava una richiesta di condanna a 5 anni di carcere per corruzione giudiziaria e un altro senatore, il preclaro De Gregorio, veniva indagato per aver fatto sparire 23 milioni di fondi pubblici all’editoria. Una cosetta. Superano ormai il centinaio i parlamentari indagati o imputati o pregiudicati (24), ma c’è ancora un anno di legislatura per darsi da fare e battere il record del &#8217;93.</p>
<p>Intanto la corruzione continua a mangiarsi 60-70 miliardi l’anno e l’evasione altri 120-150. Ed è da questi presupposti che il capo dello Stato ha aulicamente tratto le conseguenze dinanzi al Csm: “Può senz’altro percepirsi un positivo mutamento dell’atmosfera per quel che riguarda reali disponibilità di confronto costruttivo su problemi più urgenti in materia di politica della giustizia”. Finalmente c’è “piena consonanza nella individuazione delle ragioni della crisi, delle priorità da affrontare e degli immediati rimedi riformatori”. Un ingenuo o uno straniero di passaggio potrebbe pensare che il Presidente parli di legge anticorruzione, riforma dei reati fiscali, ripristino del falso in bilancio, ratifica delle convenzioni internazionali sul traffico d’influenze, l’autoriciclaggio, la corruzione privata, la prescrizione. In effetti tre parole tre le dice (“seri adeguamenti normativi”). Ma il confronto costruttivo serve a ben altri e più nobili scopi: mandare a casa migliaia di detenuti o stiparli nelle camere di sicurezza delle questure accanto a chi li ha arrestati (la nuova frontiera del garantismo). E soprattutto tappare la bocca alle toghe e privarle dei diritti civili. Il mondo si domanda come sia possibile che in Italia siano candidabili i condannati. Ma l’uomo del Colle trova disdicevole che si candidino i magistrati. Il fatto che un ladro entri o resti in Parlamento, anche se ha confessato di aver fregato 13 milioni al suo partito, non pare turbarlo. Ma “le troppe esternazioni esorbitanti i criteri di misura” e “l’assunzione inopportuna di incarichi politici” da parte di magistrati, queste sì “disorientano i cittadini”. In effetti siamo talmente abituati ai ladri che, quando vediamo una guardia in politica, siamo subito colti da vertigini. Quando poi un magistrato parla, “innesca periodicamente spirali polemiche e acuiscono molteplici tensioni”, e così quando “inserisce nei provvedimenti giudiziari riferimenti non necessari ai fini della motivazione e che spesso coinvolgono terzi estranei”. Se, per dire, uno legge in un’ordinanza le telefonate fra un ladro o un mafioso e un politico, chissà cosa va a pensare: tipo che anche il politico sia un poco di buono e che il Colle dovrebbe monitare un po’ anche contro di lui. Ottimo anche l’elogio del neoprocuratore di Roma Pignatone, che già acquisì meriti a Palermo emarginando alcuni dei migliori pm antimafia. Elogi anche al giudice Casalbore e al pm Guariniello dopo la sentenza Eternit? Non pare il caso. Un monito contro la porcata Pini sulla responsabilità civile dei giudici? Meglio di no. Invece bisogna punire più severamente i pm che si permettono di parlare in dissenso dal pensiero unico: oggi “sfuggono alla sanzionabilità disciplinare per la legge del 2006”, urge “riforma” per imbavagliarli meglio. E, se qualcuno non condivide le “riforme condivise”, rendendole un po’ meno condivise perché non le condivide, va “arginato”: i partiti che garbano al Colle “reagiscano con la massima fermezza alle resistenze alle riforme della giustizia”, specie da parte di quegli “intraprendenti parlamentari che sventolano vessilli di santuari intoccabili”. Ma sì, dai che l’abbiamo capito chi è l’intraprendente parlamentare: quello che vent’anni fa scoprì Tangentopoli. L’avessero arginato all’epoca, come diceva l’amico Bottino Craxi, signora mia&#8230;</p>
<p><strong>Tratto da:</strong><em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/back-home-mani-impunite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vivisezione, l’Italia “svolta” all’indietro</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione II]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[vivisezione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6132</guid>
		<description><![CDATA[Di Vanna Brocca Ecco, ci siamo. Nel gelo che attanaglia l’Italia, c’è almeno un luogo dove non è necessario pompare metano extra: sono i siti e le pagine facebook delle associazioni animaliste surriscaldati dall’imminente recepimento della Direttiva sulla vivisezione, detta anche legge “sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”. Una contraddizione in termini, dal momento che l’unica protezione accordata da questo testo riguarda gli interessi dei potenti conglomerati chimico-farmaceutici, che sono riusciti a piegare il legislatore europeo ai propri desideri così come i refoli della Bora stendono i fuscellini di primavera: senza fatica. Si capisce che il momento è caldo anche dal numero di finti “sfaccendati” e/o sostenitori dichiarati della sperimentazione animale che frequentano le suddette pagine facebook, disseminandole di affermazioni del tipo “se sei contro la vivisezione, evita di prendere l’aspirina!” oppure di domande come “sarà meglio sperimentare su un cane o su tuo figlio?” (con costoro, quando si ha tempo e voglia, è sempre interessante portare il ragionamento alle sue più serie ma semplici conseguenze, e ribattere: “meglio tuo figlio o un piccolo africano”? e stare a vedere che cosa rispondono). Uno dei tre o quattro argomenti preferiti dai fan della vivisezione, ribadito anche da associazioni come AIRC e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/img/autori/VBrocca-thumb.jpg" alt="Vanna Brocca" width="85" height="71" /> Di Vanna Brocca</p>
<p><a href="http://www.tvanimalista.info/site_media/img_contrib/motivazioni-no-vivisezione_big.jpg" target="_top"><img src="http://images-partners-tbn.google.com/images?q=tbn:ANd9GcSW28C_2GISdwqNQjiomlhhZ4lx-uf_q_3NpLHZixiHD7MmdL01V50zpg:http://www.tvanimalista.info/site_media/img_contrib/motivazioni-no-vivisezione_big.jpg" alt="" width="111" /></a></p>
<p>Ecco, ci siamo. Nel gelo che attanaglia l’Italia, c’è almeno un luogo dove non è necessario pompare metano extra: sono i siti e le pagine <a href="http://www.facebook.com/pages/La-Leal-contro-la-direttiva-europea-sulla-vivisezione/137537809610558" target="_blank">facebook</a> delle associazioni animaliste surriscaldati dall’imminente recepimento della<strong> Direttiva sulla vivisezione</strong>, detta anche legge “sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”. Una contraddizione in termini, dal momento che l’unica protezione accordata da questo testo riguarda gli interessi dei potenti <strong>conglomerati chimico-farmaceutici</strong>, che sono riusciti a piegare il legislatore europeo ai propri desideri così come i refoli della Bora stendono i fuscellini di primavera: senza fatica.</p>
<p>Si capisce che il momento è caldo anche dal numero di finti “sfaccendati” e/o sostenitori dichiarati della sperimentazione animale che frequentano le suddette pagine facebook, disseminandole di affermazioni del tipo “se sei contro la vivisezione, evita di prendere l’aspirina!” oppure di domande come “sarà meglio sperimentare su un cane o su tuo figlio?” (con costoro, quando si ha tempo e voglia, è sempre interessante portare il ragionamento alle sue più serie ma semplici conseguenze, e ribattere: “meglio tuo figlio o un piccolo africano”? e stare a vedere che cosa rispondono).</p>
<p>Uno dei tre o quattro argomenti preferiti dai <em>fan</em> della vivisezione, ribadito anche da associazioni come AIRC e Telethon nei loro comunicati ufficiali, è che la vivisezione non esiste più perché è stata da tempo<strong> sostituita con la sperimentazione scientifica</strong>, <strong>regolata dalle leggi vigenti</strong>. E allora vediamole queste leggi, guardiamo pure la <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:276:0033:0079:IT:PDF" target="_blank">Direttiva 10/63/UE</a> in procinto di diventare il testo vincolante in materia di sperimentazione nei 27 Paesi dell’UE. Approvata a Strasburgo nel settembre 2010 – dunque nel terzo millennio dopo Cristo – irradia la stessa limpida compassione per il vivente, la stessa dirittura morale e la stessa autorevolezza scientifica di un <strong>suppliziario medievale</strong>.</p>
<p>Ecco alcune delle cose che vi si leggono:<br />
- l’articolo 11, afferma che sarà possibile sperimentare su cani e gatti randagi, e che d’ora in avanti il <strong>commercio di randagi</strong> destinati alla sperimentazione tra tutti gli stati membri dell’UE non sarà più reato (articolo 2);<br />
- gli articoli 16 e 55 consentono di <strong>riutilizzare più volte lo stesso animale</strong>, anche in procedure che gli provocano intenso dolore, angoscia e sofferenza;<br />
- l’articolo 14 permette di sperimentare su qualunque tipo di animale (scimmia, cane, gatto, topo, ratto, capra, cavallo, coniglio, maiale, pesce, uccello…) <strong>senza anestesia e/o senza somministrare antidolorifici</strong> anche se l’animale è sofferente, se i ricercatori lo ritengono opportuno;<br />
- nell’allegato VIII della Direttiva, tra le decine di esperimenti elencati a mo’ di esemplificazione, c’è la possibilità di praticare <strong>toracotomie</strong> (apertura del torace) senza somministrare analgesici, quella di costringere gli animali al nuoto forzato e altri esercizi finché non sopraggiunge la <strong>morte per esaurimento</strong>, quella di somministrare <strong>scosse elettriche</strong> fino a indurre l’impotenza, quella di tenere in isolamento totale cani o scimmie per lunghi periodi, quella di immobilizzarli ad libitum nelle apposite gabbie di contenzione…<br />
- nell’allegato IV , invece, sono elencati i<strong> metodi di soppressione</strong> degli animali già passati per la sperimentazione: distruzione del cervello, dislocazione del collo, dissanguamento, decapitazione, elettrocuzione, colpo da percussione alla testa, overdose di anestetico, colpo di proiettile, biossido di carbonio (e non si pensi che quest’ultimo sia il meno doloroso perché è vero il contrario).</p>
<p>Insomma, questa è la legge sulla “sperimentazione scientifica” concertata a <strong>Bruxelles</strong> dai rappresentati del popolo, dal Consiglio dei Ministri e dalla Commissione. Per contrastarne il recepimento in Italia, cinque associazioni animaliste e antivivisezioniste – <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/www.leal.it" target="_blank">LEAL</a>, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/www.equivita.it" target="_blank">Comitato scientifico Equivita</a>, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/www.hansruesch.net" target="_blank">Fondazione Hans Ruesch</a>, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/www.lidafirenze.it" target="_blank">LIDA Firenze</a> e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/www.unaecoanimali.it" target="_blank">Uomo natura animali</a> – hanno indirizzato una <a href="http://www.leal.it/scientificamente-obsoleta-eticamente-inaccettabile-questa-legge-e-irrecepibile/" target="_blank"><strong>Lettera aperta</strong> </a><strong><a href="http://www.leal.it/scientificamente-obsoleta-eticamente-inaccettabile-questa-legge-e-irrecepibile/" target="_blank">al ministro della Salute Renato Balduzzi</a>, </strong>con la richiesta di aprire un dibattito pubblico “intorno ai principi etici e scientifici che devono ispirare una legge sulla ricerca medico-tossicologica all’altezza dei tempi”.</p>
<p>Sarebbe una <strong>mossa rivoluzionaria</strong>. Così come rivoluzionario è il Rapporto intitolato<em> <a href="http://books.nap.edu/openbook.php?record_id=11970&amp;page=R1" target="_blank">La sperimentazione tossicologica nel XXI secolo: una visione e una strategia</a></em>, che uno dei massimi istituti scientifici americani, il National Research Council, ha pubblicato già nel 2007, decretando che la sperimentazione animale<strong> non è predittiva per l’uomo </strong>e va superata. Per quanto strano possa sembrare, infatti, la sperimentazione animale è il solo<strong> metodo di ricerca biomedica a non avere mai superato un processo di convalida,</strong> l’unico che si regga da sempre sull”autocertificazione” di chi la pratica.</p>
<p>Ora, gli Stati Uniti invocano una “svolta epocale” che metta finalmente alle corde l’”<strong>autocertificazione” dei vivisettori</strong>, che punti sullo sviluppo di metodi di ricerca biomedica più sicuri, predittivi e rilevanti per la specie umana, che spiani la strada a un nuovo circolo virtuoso di investimenti e sviluppo scientifico. Ma l’Europa non se ne dà per intesa e la sua “svolta epocale” ha deciso di farla al rovescio: in una brutale <strong>concorrenza al ribasso</strong> con la Cina e altri paesi orientali, dove in fatto di vivisezione tutto è permesso.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/">Ilfatto</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giustizia ok, partiti ko</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/giustizia-ok-partiti-ko/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/giustizia-ok-partiti-ko/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6115</guid>
		<description><![CDATA[Due notizie, all’apparenza lontane anni luce, hanno dominato la giornata di ieri: il Pd che continua a perdere tutte le elezioni, anche quelle che si organizza da sé; e la sentenza della Corte d’Assise di Torino che condanna a 16 anni di carcere i due massimi dirigenti dell’Eternit per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche: una sentenza storica, sia per il delitto doloso (e non solo colposo), sia per il numero delle parti civili (6.392), sia per l’entità della pena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/img/autori/MTravaglio-thumb.jpg" alt="Marco Travaglio" width="85" height="71" /> Di Marco Travaglio</p>
<p>Due notizie, all’apparenza lontane anni luce, hanno dominato la giornata di ieri: il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/primarie-genova-loutsider-doria-sel-vantaggio-sulle-pd-vincenzi-pinotti/190878/" target="_blank">Pd che continua a perdere tutte le elezioni</a>, anche quelle<strong> che si organizza da sé;</strong> e la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/eternit-oggi-sentenza-conclusiva-laccusa-chiede-anni-reclusione/190897/" target="_blank">sentenza della Corte d’Assise di Torino</a> che condanna a 16 anni di carcere i <strong>due massimi dirigenti dell</strong><strong>’Eternit</strong> per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche: una sentenza storica, sia per il delitto doloso (e non solo colposo), sia per il numero delle parti civili (6.392), sia per l’entità della pena. Che cos’hanno in comune questi due fatti? In superficie, niente. Ma, se si guarda appena sotto il pelo dell’acqua, moltissimo.</p>
<p>La politica dei vecchi partiti raccatta l’ennesimo fallimento, mentre la magistratura, dopo vent’anni di assalti, leggi sfasciaprocessi e spaventagiudici, trova ancora in se stessa la forza per un colpo di reni che ci rende <strong>orgogliosi di essere italiani davanti al mondo</strong>. Solo in Italia infatti si possono processare e condannare dei potenti, quando sono colpevoli: non c’è opportunità politica, diplomatica, affaristica che può fermare i corso della Giustizia, che è uguale per tutti. E questo grazie alla nostra<strong> Costituzione</strong> che, unica nel suo genere, tutela l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario: infatti questa politica decrepita, fossile, putrefatta tenta da vent’anni di scardinarla.</p>
<p>La condanna dei due stragisti dell’Eternit è merito della tenacia di un procuratore, <strong>Raffaele Guariniello</strong>, da sempre vilipeso, attaccato, disarmato perché ha sempre difeso i deboli dai delitti dei potenti: da quando, nel 1971, osò profanare il sancta sanctorum della Fiat scoprendovi la vergogna delle schedature, a quando portò alla sbarra i petrolieri, il calcio, la Thyssenkrupp e tanti altri poteri forti che calpestavano e calpestano i diritti, la salute e l’incolumità dei lavoratori. Ma è anche merito del <strong>coraggio dei giudici togati e dei giurati popolar</strong>i della Corte d’Assise, a cominciare dal presidente Giuseppe Casalbore (un altro ex pretore coraggioso, che nel 1983 osò sequestrare gli impianti illegali della Fininvest). E soprattutto della <strong>resistenza dei parenti delle vittime</strong>, che hanno saputo respingere persino le sirene dei soldi, i tanti soldi che i vertici Eternit offrivano per chiudere la partita: non si barattano la dignità e la memoria per trenta denari.</p>
<p>Chi mai avrebbe avviato questa inchiesta, celebrato questo processo, emesso questa sentenza se fosse stato già in vigore la <strong>porcata Pini</strong> sulla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/responsabilita-civile-rivolta-magistrati-norma-punitiva-giustizia-rischio/188834/" target="_blank">responsabilità civile dei magistrati</a>, approvata alla Camera da Pdl, Lega e 50 franchi tiratori di centrosinistra e Terzo Polo? Se, cioè, i magistrati avessero saputo che una multinazionale potente come la Eternit, ramificata in tutto il mondo, avrebbe potuto denunciarli personalmente e chiedere danni milionari per il sol fatto di aver indagato su migliaia di morti da amianto? La risposta è ovvia: anche in Italia si sarebbe ripetuta la vergogna di Francia, Svizzera, Brasile, Cina e India, dove migliaia di lavoratori muoiono per l’amianto respirato in casa Eternit, ma nessuno finisce alla sbarra: perché la magistratura è controllata dalla politica, e la politica si sa chi la finanzia (quando si sa).</p>
<p>Ora quei partiti che <strong>non osano più nemmeno governare nascosti dietro i tecnici</strong>, che perdono pure le proprie primarie e persino i propri congressi (vedi la fu Forza Italia, spazzata via nei congressi provinciali da quattro colonnelli ex An), che si lasciano derubare dai propri amministratori, che esistono solo grazie ai talk show, ai grandi giornali e ai finanziamenti pubblici, pretendono di cambiare la Costituzione, di riformare la giustizia, di farsi una legge elettorale su misura e di rubare ai lavoratori anche l’ultimo diritto: quello di rivolgersi a un giudice se il padrone li licenzia senza motivo. Se sapessero cos’è, dovrebbero dare un’occhiata alla Gerusalemme Liberata: “E il poverin, che non se n’era accorto, ancora combatteva ed era morto”.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/giustizia-ok-partiti-ko/191085/">Ilfatto</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/giustizia-ok-partiti-ko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La dignità dei Greci, l&#8217;infamia dell&#8217;Europa, il silenzio degli Indignados</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/la-dignita-dei-greci-linfamia-delleuropa-il-silenzio-degli-indignados/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/la-dignita-dei-greci-linfamia-delleuropa-il-silenzio-degli-indignados/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6144</guid>
		<description><![CDATA["Finale europea" intitolava il Manifesto di lunedì e l'amara ironia che nasconde è anche densa di significati: come sul Titanic l'orchestra continua a suonare. L'Unità invece titolava "la Grecia assediata", e anche su questo titolo si può
concordare, sperando che  subito dopo si dica da chi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <strong>Franco Romanò</strong></em>*</p>
<p><img src="http://www.megachip.info/images/romanò_20120216.jpg" alt="romanò 20120216" width="159" height="93" /></p>
<p>&#8220;Finale europea&#8221; intitolava il <em>Manifesto</em> di lunedì e l&#8217;amara ironia che nasconde è anche densa di significati: come sul Titanic l&#8217;orchestra continua a suonare. L&#8217;<em>Unità</em> invece titolava &#8220;la Grecia assediata&#8221;, e anche su questo titolo si può concordare, sperando che  subito dopo si dica da chi.<br />
L&#8217;immagine della Grecia strozzata o annegata dai suoi fratelli e sorelle continentali mi sembrerebbe più rispondente al caso, seppure non esaustiva, dal momento che sono due le mani al collo della Grecia, una sola delle quali europea. Infine, per rimanere ai giornali, sul suo blog Marcello Foa, a lungo firma de <em>Il Giornale</em>,  si domanda angosciato “<a href="http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/7715-ma-se-tu-fossi-greco-cosa-faresti.html">ma sei voi foste greci cosa fareste?</a>” e subito dopo chiede: “succederà in Italia?”.</p>
<p>Mi sembra fra tutte la questione più importante e per questo scelgo i suoi interlocutori per svolgere le mie riflessioni: immaginare un lettore, seppur ipotetico come in questo caso, aiuta. Scelgo i lettori del dottor Foa perché preferisco pensare di dover rispondere a un lettore di “destra” veramente angosciato piuttosto che a un lettore medio di sinistra che una domanda del genere probabilmente non l&#8217;avrebbe mai posta.</p>
<p><strong>Sì, succederà anche qui in Italia quello che sta succedendo in Grecia</strong>, caro lettore, a meno che non accada qualcosa che avrebbe del miracoloso e cioè un cambio di rotta drastico che può avvenire solo a livello europeo (o comunque in una alleanza fra nazioni) e non nazione per nazione; cambio che ritengo assai improbabile, vista la cecità dei popoli europei e dei loro partiti politici.</p>
<p>Il problema ulteriore, in Italia, è che sono pochi a voler vedere, capire e specialmente sentirsi dire questo; perciò sarà assai difficile che la sua domanda angosciata riceva qualche risposta attenta: se va bene riceverà solo risposte formali e di circostanza, mentre è assai improbabile che lei legga la mia.</p>
<p>In compenso, credo di sapere cosa accadrà qualora il popolo italiano scendesse in massa per le strade con modalità analoghe a quelle che abbiamo visto domenica ad Atene: ci sarebbe un nutrito stuolo di idioti (molti dei quali di sinistra), che parlerebbero di provocatori pagati dalla Cia, dalla Confindustria ecc. ecc.</p>
<p>A una trasmissione televisiva, la domenica degli incidenti, veniva intervistato un giornalista greco accreditato in Italia. L&#8217;uomo cercava di spiegare le ragioni della rabbia, ma ogni tanto infilava nel suo discorso il mantra della provocazione. Dal momento che lo faceva spesso a sproposito, pur parlando e capendo benissimo l&#8217;italiano, mi è venuto un dubbio e allora ho notato che, di tanto in tanto, l&#8217;uomo gettava un&#8217;occhiata alla conduttrice del programma e allora ho capito:  era la redazione italiana a chiedergli di infilare il mantra della provocazione nel suo discorso e come tutte le cose che ti prendono un po&#8217; di sorpresa finiscono per essere fatte male.</p>
<p><strong>Ciò che succede in Grecia succederà in Italia e in altri paese europei tutti in fila uno dietro l&#8217;altro</strong> perché la logica che ha portato al massacro del popolo greco ha radici profonde e lontane nel tempo e continua a produrre le stesse politiche, nonostante siano evidenti da tempo le conseguenze di tali misure: la Grecia è solo la prima perché era la più esposta nel continente europeo, ma quella in atto è una vera e propria guerra contro i popoli europei. Alla Grecia è già stata chiesta una resa incondizionata come avviene in un conflitto militare, ma come era prevedibile non basta: il prestito non viene ancora elargito.</p>
<p>Sono le stesse politiche che hanno portato in pochi anni all&#8217;impoverimento di molti popoli del terzo e quarto mondo che si stavano portando a un livello di vita più dignitoso; la novità è che queste stesse politiche arrivano ora a colpire quella parte del mondo che si credeva immune da processi di depauperamento così forti ed estesi. Tutto qui: è anche per questo che gli europei non vogliono vedere e capire. <strong>Quando venivano applicate ai popoli del terzo e quarto mondo queste politiche avevano un nome: programmi di aggiustamento strutturale e due autorità mondiali a proporre e a vigilare sulla loro attuazione: la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale</strong>. Quest&#8217;ultimo, due anni prima del fallimento dell&#8217;Argentina indicò nella nazione latino americana lo stato che aveva meglio interpretato i loro dettami: appunto! Il risultato fu il fallimento e la fame per milioni di persone: solo ora la nazione latino americana si sta lentamente riprendendo ma per farlo ha del tutto abbandonato la logica suggerita dalle istituzioni internazionali.</p>
<p><strong>In Europa il problema cambia </strong><strong>nome: è il debito pubblico o sovrano, ma la logica è la stessa, le politiche identiche</strong>. Si tratta di un massiccio processo di centralizzazione delle risorse finanziarie in grandi istituzioni sovranazionali al di fuori di ogni controllo possibile da parte dei popoli e persino dei singoli governi: in Europa tale funzione è svolta dalla BCE e porta alla espropriazione di sovranità di tutti i popoli europei: naturalmente tale processo incide diversamente sui diversi popoli e stati, a seconda della robustezza o meno delle loro istituzioni: in una situazione come quella italiana, dove la criminalità organizzata controlla una parte consistente dell&#8217;economia nazionale (è questa la prima causa della diffusione massiccia di lavoro nero e conseguente evasione fiscale), il contraccolpo è più forte che in altri stati europei.</p>
<p><strong>La BCE non si comporta come una banca centrale</strong> dovrebbe comportarsi da un punto di vista fisiologico, ma come l&#8217;anello principale di una catena del tutto chiusa al proprio interno e autoreferenziale: la BCE presta denaro alle banche centrali dei paesi dell&#8217;eurozona, che a loro volta se ne servono per risanare i bilanci di banche decotte e fallite per i loro errori di management, e a loro volta queste banche &#8216;risanate&#8217; non prestano alle industrie, ma preferiscono comperare titoli di stato garantito dalla Bce, creando così un vero e proprio gorgo finanziario che nel giro di poco tempo è destinato a produrre una nuova crisi.</p>
<p>Per alimentare questo circuito perverso vengono tagliati stipendi e pensioni, distrutte la scuola e la sanità, il territorio, le condizioni di lavoro diventano più che precarie quasi schiaviste: in sostanza si espropriano i popoli di quei beni comuni che formano il tessuto sociale e direi anche antropologico della vita e della possibilità di riprodurla. Ogni volta che fallirà uno stato assisteremo a una breve fiammata di rialzo delle borse, come sta accadendo in questi giorni, prima di un nuovo crollo.</p>
<p>I Greci, con le manifestazioni di ieri e auspicabilmente delle prossime, stanno dando a tutti una lezione di dignità e mi piace pensare che questo venga dalla nazione che è la culla della democrazia per tutti gli europei: i simboli hanno la loro importanza. Il problema è quella che ho chiamato nel titolo a questa risposta a lei, caro lettore, <strong>infamia dell&#8217;Europa</strong>.</p>
<p>Cerco di spiegare perché ho usato un&#8217;espressione così forte. Parlo di infamia perché gli europei fanno finta di non vedere, indignados compresi, il cui silenzio la dice lunga sulla vacuità di questo movimento, scomparso dopo la manifestazione del 15 ottobre scorso. <strong>La sindrome che è scattata è la seguente: non siamo greci, a noi non accadrà</strong>. Lo pensano tutti, alcuni lo dicono, altri no ma inconsciamente lo pensano, nonostante siano già nella fila subito dopo il popolo ellenico: portoghesi, irlandesi, spagnoli, italiani, francesi.</p>
<p>Lo dicono presidenti del consiglio e della Repubblica (i nostri lo hanno ripetuto più volte in questi giorni che “l&#8217;Italia non è la Grecia”). La ritengo una forma che sta a metà strada fra la rimozione e il razzismo e anche una forma di guerra preventiva alla ribellione sociale, quando se ne fanno portavoce presidenti del consiglio e della repubblica. Il razzismo ha molte facce, alcune più visibili perché rozze e immediate, come quelle della Lega Nord o delle forze dell&#8217;estrema destra più eversiva. Esiste una seconda forma di razzismo più sottile ed è quella di cui si sono fatti interpreti coloro che affermano “L&#8217;Italia non è la Grecia.” C&#8217;è tutto un sotto fondo in questo discorso, di cui chi usa l&#8217;espressione non si serve perché tanto sa già che esiste come retroterra sottoculturale: i greci sono levantini, sono pecorai come sono sempre stati e devono tornare ad esserlo.</p>
<p>Naturalmente le risparmio, caro lettore, gli stereotipi pronti per essere usati uno in fila all&#8217;altro, per i popoli che seguono quello greco. Lo ritengo un discorso irresponsabile e pericolosissimo quando a farlo sono capi di stato e di governo: la sindrome di scaricare sugli altri la responsabilità di quanto avviene in Europa può portare molto lontano, in una direzione che conosciamo benissimo dal momento che ha generato due guerre mondiali.</p>
<p>Il punto terminale di una frase del tipo “non siamo la Grecia” ha come deriva estrema <strong>il razzismo di stato finlandese</strong> che chiede alla Grecia l&#8217;Acropoli di Atene come garanzia per il prestito. In rete si ride a questa proposta, citando a sproposito una frase di Marx (le cose accadono due volte, una prima volta come tragedia la seconda come farsa); purtroppo non è sempre così, come la storia del secolo scorso dimostra: il riso sguaiato di tanti commentatori della rete è una altro dei segni della deriva culturale, prima che politica, che ci attanaglia.</p>
<p><strong>C&#8217;è infine una terza forma di sottile razzismo che definirei democratica.</strong> Se la rivolta greca dei giorni scorsi fosse scoppiata in Africa o in Asia, lei avrebbe letto su molti giornali e siti espressioni del tipo primavera equatoriale, rinascimento orientale, orgoglio subsahariano ecc. ecc. In Grecia niente di tutto questo: discorsi moderatissimi anche quando si mette in evidenza, ma in modi talmente contorti e gettando tutta la colpa sulla Germania (che ne ha ma non è questo il punto decisivo), che il popolo greco dovrà accettare una ricetta lacrime e sangue: dove ciò che conta non è la prima parte della frase, ma la seconda e cioè che lo dovranno accettare standosene zitti. <strong>Il razzismo che ho definito democratico sta in questo: quando le rivolte popolari avvengono in altre parti del mondo sono giustificate perché quei popoli derelitti vivono sotto il giogo di feroci dittature (di cui andremo a liberarli presto come chiede il comandante in capo aggiunto Adriano Sofri), mentre sono intollerabili nelle nostre splendide democrazie</strong>.</p>
<p>Le nostre non sono più democrazie, caro lettore, e non lo sono più da tempo, ma una forma di dittatura di tipo nuovo, che non si esprime immediatamente con i carri armati e i colpi di stato militare, ma con lo svuotamento progressivo di tutte le articolazioni della democrazia stessa, a cominciare dai parlamenti, ridotti a strumenti di pura ratifica di scelte che vengono prese altrove e cioè nelle istituzioni internazionali, espressione di poteri non eletti.</p>
<p>La <strong>finzione democratica</strong> appare più convincente in certi stati piuttosto che in altri per ragioni storiche che sarebbe troppo lungo indicare; oppure si esprime in articolazioni della società civile che oppongono forme di resistenza territoriale più o meno efficace e diversa a seconda delle situazioni. È solo su queste ultime che possiamo contare e sperare, ammesso che ci rimanga il tempo per farlo. Infatti, da questo mio ragionamento, caro lettore, rimane fuori lo scenario di guerra all&#8217;Iran, sempre più possibile, anche se verrà probabilmente attuato dopo le elezioni statunitensi di novembre. Se dovesse accadere l&#8217;Europa intera ne sarebbe coinvolta in misura ben maggiore di quanto non sia avvenuto con la guerra di Libia.</p>
<p>Tratto da:<a href="http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/7741-la-dignita-dei-greci-linfamia-delleuropa-il-silenzio-degli-ingignatos.html">Megachip</a></p>
<p>*scrittore e redattore della rivista online &#8220;Overleft&#8221; &#8211; <a href="http://www.overleft.it./">www.overleft.it.</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/la-dignita-dei-greci-linfamia-delleuropa-il-silenzio-degli-indignados/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Olimpiadi? Le voleva Cetto La Qualunque</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/le-olimpiadi-le-voleva-cetto-la-qualunque/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/le-olimpiadi-le-voleva-cetto-la-qualunque/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6113</guid>
		<description><![CDATA[È ammirevole la paziente costanza con cui una serie di esponenti politici si adoperano per aumentare il discredito goduto presso i cittadini dalla loro categoria.

Nel giorno in cui la Corte costituzionale fa franare l’imbarazzante bugia con cui la vecchia maggioranza aveva tentato di evitare il processo per concussione e prostituzione minorile contro Silvio Berlusconi (“telefonò in Questura nelle sue vesti di premier”, “pensava che la ragazza fosse la nipote di Mubarak”), ecco che un altro folto gruppo di uomini di partito, per lo più targati Pdl, decide di immolare la propria residua (e ormai microscopica) credibilità sull’altare dei giochi olimpici.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/img/autori/PGomez-thumb.jpg" alt="Peter Gomez" width="85" height="71" /></p>
<p>Di Peter Gomez</p>
<p>È ammirevole la paziente costanza con cui una serie di esponenti politici <strong>si adoperano per aumentare il discredito</strong> goduto presso i cittadini dalla loro categoria.</p>
<p>Nel giorno in cui <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/ruby-consulta-libera-processo-berlusconi/191242/" target="_blank">la Corte costituzionale fa franare l’imbarazzante bugia con cui la vecchia maggioranza aveva tentato di evitare il processo per concussione e prostituzione minorile contro Silvio Berlusconi</a> (“telefonò in Questura nelle sue vesti di premier”, “pensava che la ragazza fosse la nipote di Mubarak”), ecco che un altro folto gruppo di uomini di partito, per lo più targati Pdl, decide di <strong>immolare la propria residua (e ormai microscopica) credibilità</strong> sull’altare dei giochi olimpici.</p>
<p>I fatti sono noti. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-2020-governo-monti-versoil-alla-candidatura-roma/191166/" target="_blank"><strong>Il governo dice no alla candidatura di Roma</strong> per le Olimpiadi 2020 e il premier Monti motiva la scelta con un ragionamento di disarmante buonsenso</a>. La situazione finanziaria del Paese è quel che è. <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-moderne-barcellona-pechino-2008-affare-solo-sulla-carta/191192/" target="_blank">I giochi sono una bella cosa, ma costano un patrimonio</a>.</strong> Se qualcosa va storto diventano un bagno di sangue e l’Italia in questo momento non può permettersi di mettere a rischio altri soldi dei contribuenti.</p>
<p>La questione doveva finire qui. Anche perché gli italiani sanno benissimo come si sono conclusi la maggior parte dei grandi eventi sportivi degli ultimi 25 anni:<strong> colate di cemento, opere non ultimate, mazzette e mafia a gogò.</strong> Il tutto con costi che, in molti casi, si sono decuplicati rispetto al previsto.</p>
<p>Se poi qualcuno ha letto i giornali ha scoperto che autorevoli studi economici hanno dimostrato come le ultime cinque edizioni dei giochi “non abbiano mai evidenziato benefici economici a lungo termine”. E che anzi in Grecia maledicono ancora quelli di <strong>Atene 2004 dove, secondo un’inchiesta del <em>Daily Mail</em>, 21 sui 22 siti Olimpici sono subito rimasti inutilizzati</strong>, mentre per mantenere quelle strutture è stato speso più di mezzo miliardo di euro all’anno.</p>
<p>Insomma le Olimpiadi sono <strong>un lusso che uno Stato ancora sull’orlo del default come il nostro deve evitare come la peste</strong>. E invece, sprezzanti del ridicolo, immediatamente dopo il no di Monti, le cariatidi della politica, specialiste nei buchi di bilancio, partono subito all’attacco.</p>
<p>Forte delle sue preclare esperienze pre e post Mani pulite,<strong> Fabrizio Cicchitto tuona: “La rinuncia a sostenere la candidatura di Roma è un grave errore. </strong>Sappiamo benissimo che le Olimpiadi a seconda di come sono impostate e poi gestite possono essere un fattore di sviluppo o invece di dissipazione di risorse. A nostro avviso esistevano tutte le condizioni perché si verificasse la prima di queste due ipotesi”.</p>
<p>L’ex ministro delle Infrastrutture <strong>Altero Matteoli</strong>, noto alle cronache per aver nominato a Firenze, su richiesta di un collega di partito, un provveditore alle Opere pubbliche senza requisiti e soprattutto gradito alla cricca di Balducci e Anemone, arriva addirittura alle minacce: “<strong>Il Pdl, partito fondamentale per il governo, non può accettare il no di Monti”</strong>.</p>
<p>Poi, in ordine sparso, parlano tutti gli altri: dal vicepresidente della regione Lazio, Luciano Ciocchetti (Udc), che si dispera : “Le Olimpiadi sarebbero state un traino per il Paese”; fino al vicepresidente dei deputati Pdl,<strong> un incredibile Maurizio Bianconi</strong>, secondo cui “ridurre la candidatura di Roma pura questione monetaria e, quel che è più grave, <strong>valutarla come “rischio dei denari dei contribuenti”, è spia di una cultura modesta, </strong>strabica, meramente economicista, gregaria degli interessi della finanza, antinazionale, perniciosa per la comunità”.</p>
<p>Roba da far <strong>impallidire Cetto La Qualunque</strong>. Degna di un paese, passato dal declino al degrado, che oggi tenta di non affondare dopo essere stato per anni <em>qualunquemente</em> governato. Povera Italia.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-voleva-cetto-laqualunque/191279/">IlFatto</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/le-olimpiadi-le-voleva-cetto-la-qualunque/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Relazione della Dna: le mafie sono forti in tutto il mondo</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/relazione-della-dna-le-mafie-sono-forti-in-tutto-il-mondo/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/relazione-della-dna-le-mafie-sono-forti-in-tutto-il-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Dna]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6108</guid>
		<description><![CDATA[E' un quadro allarmante quello presentato nell'ultima relazione della Direzione nazionale antimafia. Cosa nostra, 'Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita mostrano i muscoli e le infiltrazioni si registrano non solo al sud del Paese ma in tutta Italia e anche nel resto del mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Aaron Pettinari &#8211; 9 febbraio 2012</strong><br />
<strong><img src="http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/giudici_e_magistrati/grasso-piero.jpg" alt="grasso-piero" width="140" height="99" /></strong></p>
<p>E&#8217; un quadro allarmante quello presentato nell&#8217;ultima relazione della Direzione nazionale antimafia. Cosa nostra, &#8216;Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita mostrano i muscoli e le infiltrazioni si registrano non solo al sud del Paese ma in tutta Italia e anche nel resto del mondo. La relazione della Dna si apre con il resoconto delle attività investigative della mafia siciliana. Sebbene messa in ginocchio da arresti e confische, Cosa nostra mostra una vivacità criminale che segnala come sia stata superata la cosiddetta fase di “transizione”, dovuta all&#8217;arresto dell&#8217;ultimo capo corleonese, Bernardo Provenzano e ai suoi successori, come i Lo Piccolo.</p>
<p>“Il dato più inquietante emerso nel 2011 sul fronte mafia è il ritorno dell&#8217;uso dell&#8217;omicidio come strumento per la risoluzione di problemi dell&#8217;organizzazione, che la stessa aveva abbandonato per tutto il 2010”. “Dopo l&#8217;assoluta assenza di omicidi di tipo mafioso nel 2010 &#8211; nota la Dna &#8211; nell&#8217;intero distretto di Palermo, nel 2011 si sono verificati cinque episodi delittuosi riconducibili ad attività mafiose o di tipo mafioso. Per questi gravissimi episodi criminosi le indagini sono ancora in corso, non tutti i delitti possono essere ricondotti all&#8217;operato di Cosa nostra, ma certamente possono esserlo con riferimento alla matrice del crimine organizzato anche indirettamente controllato dall&#8217;organizzazione mafiosa”. Ma “quello che preme sottolineare è la loro non unicità ed il ricorso ad essi da parte di una entità complessa e adusa alle scelte di sommersione come Cosa nostra, che evidentemente ripropone l&#8217;omicidio come uno strumento di governo e di risoluzione dei conflitti relativi all&#8217;organizzazione, dopo un periodo nel quale tale strumento era stato volutamente accantonato”.<br />
Quindi viene segnalata una nuova fase dell&#8217;organizzazione criminale alla ricerca di una nuova leadership e di nuove strategie operative. Le indagini svolte nel periodo passato ed in particolare fino al 2008, hanno consentito di comprendere come “l&#8217;organizzazione abbia tentato di trovare nuovi equilibri interni, per fortuna spesso turbati dall&#8217;intervento tempestivo delle indagini che ancora per tutto il periodo in corso sono riuscite a cogliere l&#8217;attualità delle vicende dell&#8217;organizzazione criminale”. Dalle indagini è emerso come, “a più riprese, Cosa nostra abbia tentato di rinnovarsi attraverso una conferma delle sue strutture di governo a cominciare da quelle operanti sul territorio di Palermo ed in particolare con riferimento alla commissione provinciale di Cosa nostra di Palermo. A conferma che anche nei momenti di crisi, Cosa nostra non rinuncia alla elaborazione di modelli organizzativi unitari ed a progetti volti ad assicurarne la sopravvivenza nelle condizioni di maggiore efficienza possibile”.<br />
Il latitante numero uno resta sempre Matteo Messina Denaro il cui arresto, viene sottolineato, “non può che costituire una priorità assoluta ritenendosi che, nella situazione di difficoltà di Cosa Nostra, il venir meno anche di questo punto di riferimento, potrebbe costituire, anche in termini simbolici, cosi&#8217; importanti in questi luoghi, un danno enorme per l&#8217;organizzazione”. Anche perché “a Trapani – scrivono i magistrati &#8211; l’organizzazione continua a mantenere un penetrante controllo del territorio e a riscuotere consensi tra l’opinione pubblica”.</p>
<p><strong>La più forte è la &#8216;Ndrangheta, sempre più internazionale</strong><br />
A fronte di una fase di transizione “superata” da parte di Cosa nostra, di una molteplice scissione interna ai clan della Camorra che la rendono potenzialmente più pericolosa sotto il profilo della violenza criminale sul territorio, è la &#8216;Ndrangheta l&#8217;organizzazione sulla quale, anche quest&#8217;anno, i magistrati  dell&#8217;antimafia concentrano particolare attenzione.<br />
La descrivono come un  “un&#8217;organizzazione criminale «presente su tutto il territorio nazionale, globalizzata ed estremamente potente sul piano economico e militare», al punto da «poter essere definita presenza istituzionale strutturale nella società calabrese, interlocutore indefettibile di ogni potere politico ed amministrativo, partner necessario di ogni impresa nazionale o multinazionale che abbia ottenuto l&#8217;aggiudicazione di lavori pubblici sul territorio regionale”.<br />
Le indagini portate avanti negli ultimi anni hanno denunciato una “presenza massiccia nel territorio che non trova riscontro nelle altre organizzazioni mafiose”. L&#8217;organizzazione “si avvale di migliaia di affiliati che costituiscono presenze militari diffuse e capillari ed, al contempo, strumento di acquisizione di consenso, radicamento e controllo sociale”.<br />
Anche il processo di internazionalizzazione è sempre più veloce e si avvale della presenza all&#8217;estero di immigrati calabresi “fedeli alla casa madre si è aggiunta una strutturale presenza (militare e strategica) di soggetti affiliati a &#8216;locali&#8217; formati ed operanti stabilmente in Germania, Svizzera, Canada ed Australia che, fermo restando il doveroso ossequio alla &#8216;casa madre&#8217;, agiscono autonomamente secondo i modelli propri dei locali calabresi autoctoni”. Perciò “la &#8216;Ndrangheta , da fenomeno quasi disconosciuto, può oggi essere considerata una vera e propria “holding mondiale del crimine”.<br />
Inoltre la “nuova generazione” di &#8216;ndranghetisti, “pur conservando il formale rispetto per le arcaiche regole di affiliazione, oggi non sono solo in grado di interloquire con altre ed altre categorie sociali, ma anche di mettere a frutto le loro conoscenze informatiche, finanziarie e gli studi intrapresi”. La Dna guidata da Piero Grasso ha inoltre evidenziato che “gli inquietanti rapporti intrattenuti con rappresentanti delle istituzioni, con politici di alto rango, con imprenditori di rilevanza nazionale (disvelati da numerose indagini dispiegate in varie regioni nel corso del periodo in esame) non sono soltanto frutto esclusivo del clima di intimidazione e della forza intrinseca del consorzio associativo, bensì il risultato di una progettualità strategica di espansione e di occupazione economico-territoriale, che, oramai, si svolge su un piano assolutamente paritario”. Rapporti con istituzioni e imprese “volti ad intercettare flussi di denaro pubblico, opportunità di profitti e, contestualmente, ad innestare nel libero mercato fattori esterni devianti (di nitida derivazione criminale e di inquinamento economico), ma tendenti verso una nuova fase di legittimazione imprenditoriale e sociale idonea a conferire un adeguato grado di &#8216;mimetismo imprenditoriale&#8217; e ciò allo scopo evidente di eludere le indagini patrimoniali ed assicurare, nel tempo, stabilità economica alle attività imprenditoriali”. “Detto fenomeno – aggiunge la Dna &#8211; è ancor più evidente nel nord-Italia ove la &#8216;Ndrangheta opera in sinergia con imprese autoctone o, in talune occasioni, dietro lo schermo di esse”. La relazione della Dna, soprattutto in merito alla situazione della mafia calabrese, registra anche importanti risultati. Non sono solo i numeri di sequestri, confische, e arresti di latitanti ma anche una “sorta di risveglio della coscienza civile”, ossia una marcata e consapevole presa di posizione civica che lascia intravedere l’inizio di una strenua lotta culturale ed etica volta al riscatto ed alla progressiva emarginazione del “cancro sociale” che ha attanagliato da decenni la Calabria”. Anche da parte del mondo dell&#8217;informazione.</p>
<p><strong>La forte frammentazione della Camorra  </strong><br />
Dopo l&#8217;arresto dell&#8217;ultimo grande latitante, Michele Zagaria, si trova in una situazione di riassetto degli equilibri. Continuano delitti e omicidi (che non riguardano la provincia di Caserta) in Campania e anche le proiezioni dei clan fuori dai territori di origine. In merito all&#8217;organizzazione dei clan i magistrati scrivono: ”I clan hanno strategie comuni ma non inserite in programmi di lungo respiro comuni”. La grande pressione delle forze investigative e di intelligence ha consentito, però, di mettere a segno numerosi colpi contro i clan: dalle numerose confische, ai sequestri preventivi, agli arresti di latitanti. I magistrati, nella relazione, segnalano anche il contributo dato dai collaboratori di giustizia da un lato e la pericolosità che il riacutizzarsi di faide a causa di questa tendenza separatista interna. Due focus sono dedicati ai rapporti con pezzi della politica e pezzi dell&#8217;economia ma anche alla devastazione ambientale del territorio”.<br />
Quindi la relazione lancia un nuovo allarme: “Nelle strategie di espansione criminale che le più strutturate organizzazioni camorristiche perseguono in forza delle risorse finanziarie che riescono a gestire, si registra sempre più frequentemente la presenza di settori del mondo imprenditoriale i quali, in un rapporto di reciproco vantaggio, sono portati a condividere gli obiettivi dei programmi criminosi dei clan camorristici, mettendo a disposizione il proprio know-how, di cui è componente essenziale anche la rete relazionale con professionisti (commercialisti, notai, avvocati, funzionari di istituti di credito, intermediari finanziari, ecc.) o con esponenti politici, nazionali e locali”. “Si tratta di caratteri strategici -prosegue la relazione- che non possono che riguardare i sodalizi che più stabilmente hanno conquistato e conservato una propria egemonia malavitosa innanzitutto a carattere territoriale e che, nell&#8217;ambito di una progressiva espansione criminale fondata prevalentemente sul reinvestimento dei profitti, ricercano l&#8217;interlocuzione con chi sia in grado di assicurare la moltiplicazione dei profitti medesimi al riparo delle più penetranti investigazioni”.<br />
Per il passato, situazioni di questo tipo, fa notare la Direzione nazionale antimafia, «erano per lo più riscontrabili in relazione ai clan camorristici della provincia napoletana e casertana, apparendo forse più arduo, in un contesto magmatico come quello dell&#8217;area metropolitana, ove talvolta appare difficile pure distinguere tra clan camorristici e bande malavitose a carattere gangsteristico, tessere relazioni stabili con settori dell&#8217;imprenditoria». «Ma taluni esiti più recenti di indagini svolte in questo ambito -conclude la Dna- mostrano come anche a Napoli vi siano ormai relazioni criminose di tale natura”.<br />
Servendosi anche di intermediari finanziari che a tutti gli effetti sono affiliati ai clan, la camorra ricicla e investe all&#8217;estero gli enormi guadagni provenienti dai traffici di droga. Soprattutto nel settore immobiliare in Spagna, come fa la famiglia Di Lauro. “Vi è conferma che i rilevantissimi profitti ricavati dal traffico di stupefacenti costituiscono la provvista da riciclare all&#8217;estero e da impiegare per investimenti immobiliari in Spagna, anche attraverso l&#8217;impiego di posizioni fiduciarie nel principato di Monaco e aventi la sede in Paesi off-shore, con l&#8217;imprescindibile contributo di intermediari finanziari, talvolta ritenuti organicamente inseriti nel clan”.<br />
Il rapporto poi approfondisce anche il traffico di rifiuti dell&#8217;organizzazione criminale: “La camorra, in Campania, fa male anche alla salute e provoca, con il business dei rifiuti che inquinano il territorio e arricchiscono le entrate dei clan, l&#8217;aumento dei tumori e della presenza di inquinanti come la diossina nel sangue e nel latte materno”.<br />
“Alcuni dati di natura epidemiologica dimostrano in tutta la loro gravità gli effetti nefasti provocati da scellerate strategie di distruzione del territorio a fini criminali”. “Insomma è ormai manifesta una camorra &#8211; conclude Filippo Beatrice, il magistrato della Dna che ha trattato il capitolo della criminalità organizzata campana &#8211; che non solo mortifica le iniziative economiche che lecitamente si cerca di intraprendere in determinati territori a rischio di infiltrazione mafiosa, ma che con il suo agire determina effetti perniciosi per la salute della collettività”.</p>
<p><strong>La sottovalutata Sacra Corona Unita</strong><br />
I magistrati la descrivono come un&#8217;organizzazione in “evoluzione”. “Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia di assoluta attendibilità e ricoprente una posizione apicale nella frangia brindisina della Sacra Corona Unita attestano l’avvenuta introduzione di regole finalizzate a “compartimentare” l&#8217;assetto dei gruppi, in modo da renderli più impermeabili alle indagini o alle delazioni. È stata così introdotta la regola “dell&#8217;affiliazione solo tra paesani”, adottata dopo le collaborazioni degli anni duemila: per creare dei compartimenti sufficientemente “stagni” l&#8217;affiliazione riguardava appartenenti allo stesso gruppo territoriale e anche nella “capriata” dovevano essere indicati esponenti, pur di rilievo, ma “locali”, e comunque non dovevano essere indicati i nomi dei responsabili del gruppo”.</p>
<p><strong>In tutta Italia presenza stabile delle mafie</strong><br />
Non si può parlare di infiltrazioni mafiose al Nord, si legge nella relazione annuale della Dna, ma per regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Lazio e la Liguria, in vari passaggi della relazione, si afferma che &#8220;le mafie sono presenze stabili&#8221; sul territorio.<br />
Secondo la relazione è da almeno 20 anni che era “intuibile” la presenza della &#8216;Ndrangheta in Lombardia attraverso la pratica, nei confronti di imprenditori, politici e pubblici amministratori, “dell&#8217;avvicinamento-assoggettamento (spesso cosciente e consenziente) di soggetti legati negli stessi luoghi da comunanze di interessi”. In proposito, il rapporto osserva che nella regione c&#8217;è stato, da parte della malavita calabrese, un «vero e proprio fenomeno di &#8216;colonizzazione&#8217;” e non la semplice riproduzione da parte di gruppi delinquenziali autoctoni di modelli di azione dei gruppi mafiosi. Tuttavia i clan che operano nella regione non sono autonomi, ma rispondono ad «una struttura di coordinamento chiamata &#8216;La Provincia&#8217; o &#8216;Il Crimine&#8217; attiva in Calabria”.<br />
Alto l&#8217;allarme per la presenza della &#8216;Ndrangheta ma anche di alcune famiglie di Cosa nostra, anche in Liguria. La relazione dedica particolare attenzione anche alla situazione in cui versano il Piemonte, sia per la presenza delle &#8216;ndrine che per altri affari criminali comunque coordinate dalle famiglie calabresi, che al Lazio, terra contaminata da Camorra e &#8216;Ndrangheta.<br />
Anche Toscana, Emilia Romagna (Modena in particolare) e Marche sono oggetto di analisi accurata da parte della Direzione nazionale antimafia</p>
<p><strong>Lazio, escalation criminale ma non una nuova “banda della Magliana”</strong><br />
Secondo i magistrati a Roma c&#8217;è una “violenza efferata”, ma non si può parlare di “nuova Banda della Magliana, in quanto non si ravvisa un gruppo criminale che possa risultare egemone sugli altri o tale da assicurare un effettivo controllo del territorio”. Un certo numero di tali fatti criminosi, spiega la Dna, «non è riconducibile a logiche di criminalità organizzata, ma piuttosto deriva da fatti occasionali (come l&#8217;aggressione al musicista nel rione Monti) o rappresenta l&#8217;estrema conseguenza di episodi delittuosi di altra natura (come l&#8217;omicidio a seguito di rapina in zona S. Basilio). Nello stesso tempo &#8211; sottolinea &#8211; però occorre ammettere che molte aggressioni, per le modalità esecutive, o per le caratteristiche soggettive delle vittime, o per l&#8217;esito delle attività di indagine, risultano invece maturate a seguito di contrasti insorti in un contesto criminale, ed in particolar modo nel traffico degli stupefacenti”. Peraltro, prosegue la relazione, “l&#8217;attuale stato delle indagini non ha evidenziato elementi che colleghino tra loro tali fatti di sangue. Al momento non sono emersi elementi per ritenere che tali delitti, o alcuni di essi, rappresentino segnali di un tentativo di monopolizzare il mercato dello spaccio, o azioni di ritorsione ad analoghe azioni delittuose”.</p>
<p><strong>Intercettazioni fondamentali e 41 bis da potenziare</strong><br />
La Dna è quindi intervenuta anche in materia di giustizia in particolare soffermandosi su alcuni strumenti ritenuti essenziali. Il primo punto è quello delle intercettazioni ritenute indispensabili per “l&#8217;accertamento dei delitti di criminalità organizzata, specie in ambienti connotati da forte omertà, senza le quali l&#8217;azione repressiva ed anche preventiva risulterebbe sostanzialmente priva di ogni efficacia”.<br />
Il secondo riguarda il 41 bis evidenziato come “imprescindibile”. Per la Dna “deve essere potenziato con nuovi investimenti per la creazione di strutture adatte allo scopo e non certo depotenziato o rispetto al quale si possa addivenire ad una limitazione dei soggetti sottoposti per ragioni diverse dal venir meno della loro capacità di comunicare in maniera efficace con l&#8217;organizzazione criminale nella quale continuano ad avere un ruolo di vertice”. “In questo senso -rimarca la relazione della Dna- diviene sempre più necessario individuare nel piano carceri nuove strutture idonee, nate esclusivamente per l&#8217;assolvimento della funzione di prevenzione prevista dall&#8217;art. 41 bis, e da destinare in via esclusiva a tale scopo”.<br />
In passato, si ricorda, il problema è stato risolto anche grazie all&#8217;impiego di istituti penitenziari particolarmente idonei allo scopo di isolare i detenuti dall&#8217;esterno, come le carceri dell&#8217;Asinara e di Pianosa, “anche se reazioni fortemente contrarie siano state suscitata da più parti in ordine alla paventata possibilità di una loro riapertura”.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.antimafiaduemila.it/">Antimafiaduemila</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/relazione-della-dna-le-mafie-sono-forti-in-tutto-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VIDEO:Marco Travaglio &#8211; Che tempo che fa 18/02/2012</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videomarco-travaglio-che-tempo-che-fa-18022012/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videomarco-travaglio-che-tempo-che-fa-18022012/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[INTERVISTA A MARCO TRAVAGLIO A "CHE TEMPO CHE FA"]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6162</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; http://www.youtube.com/watch?v=kveC7w6U45E]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2011/11/marco-travaglio.jpeg" alt="" width="320" height="285" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kveC7w6U45E">http://www.youtube.com/watch?v=kveC7w6U45E</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videomarco-travaglio-che-tempo-che-fa-18022012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VIDEO:Adriano Celentano Sanremo 2012 FINALE parte 1 di 3</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videoadriano-celentano-sanremo-2012-finale-parte-1-di-3/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videoadriano-celentano-sanremo-2012-finale-parte-1-di-3/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[INTERVENTO DI ADRIANO CELENTANO AL "FESTIVAL DI SANREMO"]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6159</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; http://www.youtube.com/watch?v=eBG1KR6EShQ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.okroma.it/wp-content/uploads/2012/02/adriano-celentano.jpg"><img src="http://www.okroma.it/wp-content/uploads/2012/02/adriano-celentano-150x150.jpg" alt="Adriano Celentano" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eBG1KR6EShQ">http://www.youtube.com/watch?v=eBG1KR6EShQ</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videoadriano-celentano-sanremo-2012-finale-parte-1-di-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VIDEO:la Rivolta &#8220;Telecomandata&#8221;;Grande ManifestaZIONe = $trumentalizzaZIONe</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videola-rivolta-telecomandatagrande-manifestazione-trumentalizzazione/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videola-rivolta-telecomandatagrande-manifestazione-trumentalizzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione III]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Giulietto Chiesa "la rivolta telecomandata"]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6164</guid>
		<description><![CDATA[&#160; http://www.youtube.com/watch?v=mrwWijVV3Ws]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.trmtv.it/home/wp-content/uploads/2010/12/giulietto_chiesa.jpg" alt="" width="235" height="157" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mrwWijVV3Ws">http://www.youtube.com/watch?v=mrwWijVV3Ws</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videola-rivolta-telecomandatagrande-manifestazione-trumentalizzazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VIDEO:NO DEBITO &#8211; CHIESA: &#8220;La Grecia siamo noi. Serve referendum&#8221;</title>
		<link>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videono-debito-chiesa-la-grecia-siamo-noi-serve-referendum/</link>
		<comments>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videono-debito-chiesa-la-grecia-siamo-noi-serve-referendum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione I]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Giulietto Chiesa "NO DEBITO"]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsicomoro.com/?p=6167</guid>
		<description><![CDATA[&#160; http://www.youtube.com/watch?v=53JOHxMNuM0]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Giulietto_Chiesa_Axis_for_Peace_2005-11-18.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e9/Giulietto_Chiesa_Axis_for_Peace_2005-11-18.jpg/220px-Giulietto_Chiesa_Axis_for_Peace_2005-11-18.jpg" alt="" width="220" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=53JOHxMNuM0">http://www.youtube.com/watch?v=53JOHxMNuM0</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilsicomoro.com/2012/02/21/videono-debito-chiesa-la-grecia-siamo-noi-serve-referendum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

