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Giovedì 6 marzo 2008
Articolo del direttore di AntimafiaDuemila sulla politica internazionale.
Pericolose svolte nella politica italiana e mondiale Chi comanda veramente il pianeta? Il potere non è nelle mani dei politici.
(Da La Stampa, 29 febbraio 2008)
"La crescita del pil scende allo 0,6%, i disoccupati aumentano e il greggio sfiora i 103 dollari (…)" "Non siamo in recessione - ha dichiarato il presidente Bush durante una imprevista conferenza stampa nel tentativo di rassicurare il Paese scommettendo sull'impatto positivo degli incentivi economici appena varati.- bisogna dare il tempo agli assegni di arrivare nelle case". "Quando alla Casa Bianca la conferenza stampa è terminata, a Capitol Hill Ben Bernanke, presidente della Fed (Federal Reserve), era ancora di fronte ai senatori e una delle sue risposte ha causato un mezzo terremoto a Wall Street. Alla domanda se 'le banche si risolleveranno dalla recente crisi del credito', Bernanke, infatti, ha replicato con una previsione shock: 'Ci potrebbero essere anche dei fallimenti, anche se non fra gli istituti maggiori'. Un attimo dopo l'indice Dow Jones cedeva di 130 punti annullando l'effetto rassicurazione di Bush". E così mentre Bush si affannava a tranquillizzare gli americani e il mondo intero cercando di convincerci e di convincersi che non si trattava di recessione un mezzo terremoto finanziario ha sconvolto Wall Street. Questo dimostra, ancora una volta, chi ha davvero influenza nei delicatissimi equilibri economici mondiali. La crisi del dollaro sta mettendo in seria difficoltà la capacità di esportazione dell'Europa e acuisce le tensioni crescenti tra i due imperi: quello d'Occidente che piano piano va sgretolandosi e quello d'Oriente che si è invece rinforzato e dotato di armamenti nucleari che in poco tempo possono raggiungere qualsiasi punto del pianeta. E' l'economia che determina le politiche internazionali, il vero potere non è nelle mani dei politici, ma solo ed esclusivamente in quelle di coloro che detengono ricchezze smisurate accumulate con l'inganno ai danni dei più poveri. La globalizzazione dei mercati ha inasprito la differenza tra straricchi e disperati che aumentano a dismisura, costretti a vivere in condizioni sempre più drammatiche, tra scarsità di risorse e malattie. Un vero olocausto lento e inesorabile che si consuma sotto gli occhi del mondo che, per lo più indifferente, prosegue la sua corsa sfrenata per accaparrarsi denaro, energia e acqua arrivate quasi al limite a causa delle politiche di sfruttamento folle del pianeta.  I grandi potentati americani non hanno nessuna intenzione di perdere la guerra per la supremazia e la sopravvivenza, non sono disposti a rinunciare al proprio tenore di vita e per questo sono disposti a fare qualsiasi cosa anche a scatenare guerre sia militari che economico-finanziare gettando al destino più nefasto i più deboli. Per conseguire questo stesso obiettivo Russia e Cina hanno marciato congiunte facendo sfoggio dei loro armamenti nuovi di zecca e sempre più pericolosi. In particolare la Russia è tornata ad essere quella potenza economica e militare in grado di determinare l'equilibrio o il disquilibrio nel mondo. Non accetterà il neo presidente Medvedev, alter ego di Putin, di vedersi minacciato nei territori al confine con il suo impero e per questo si difenderà con ogni mezzo. Solo guardando a questo quadro internazionale si può capire come si muove la politica mondiale, ma anche la nostra.  Chiunque vinca non potrà prescindere da questo delicatissimo equilibrio, sia Berlusconi, sia Veltroni non avranno alcuna possibilità di manovra autonoma: noi siamo una nazione ai lontani confini dell'Impero d'Occidente e ubbidiremo ai dettami dell'Imperatore che non è né Mc Cain né Obama o la Clinton, ma le multinazionali e le famiglie che stabiliscono gli assetti economici mondiali. Di conseguenza le elezioni in Italia, per chi vorrebbe davvero cominciare ad intravedere una qualche linea di cambiamento, saranno e sono perfettamente inutili. Noi siamo uno stato vassallo e ci atteniamo ai desiderata di chi ci governa veramente. Il resto è una farsa. Non è difficile capire quindi perché, fatta salva qualche eccezione di facciata, i programmi dei due schieramenti sono sostanzialmente molto molto simili. Almeno non servono ad illudere milioni di italiani su riforme e provvedimenti che non si possono e non si devono fare. A parte alcune lievi differenze sulla visione della giustizia o sulle piccole questioni locali, Veltroni, come Berlusconi, ha infatti l'unica volontà di amministrare il potere per conto delle grandi corporation nazionali e internazionali. In nome e per conto di quel capitalismo finanziario che non affronta i problemi dello sviluppo sostenibile, ma organizza le guerre nel tentativo di risollevare le sorti dei più forti in ragione del crollo della finanza mondiale in atto. Il surriscaldamento del clima, la crisi energetica, le oltre trenta guerre in corso, il pericolo per il futuro dei nostri figli non sono ai punti della discussione politica. E a nulla sembrano servire le proteste della società civile, dei tanti movimenti spontanei che, inascoltati, si rivolgono allo stato italiano per chiedere la difesa della Pace e la risoluzione dei problemi ambientali, cruciali per la nostra sopravvivenza. Nonostante le rivolte civili, infatti, la Tav si farà, così come le centrali nucleari e il Ponte sullo Stretto. Così come è in corso il potenziamento della base Nato di Aviano. Si può fare forse qualche minuscola parentesi in cui inserire qualche politico di sinistra che chiama debolmente al cambiamento del sistema economico, ma queste non potranno che essere parole, solo parole vane. Poiché se nel nostro paese si verificasse anche un minimo scivolamento fuori dai binari già stabiliti ci ritroveremmo ripiombati nella strategia della tensione.  Quale alternativa quindi? Difficile confezionare ricette. Si tratta di intraprendere un duro cammino di lenta ma completa rivoluzione culturale, umana, ambientale, sociale, solidale e, consentitemelo, anche spirituale. Che è cosa ben diversa e molto lontana dal potere religioso che concorre responsabilmente allo sfacelo del quadro mondiale. Il cambio deve partire dall'informazione, dalla consapevolezza e dalla verità. La gente deve conoscere ciò che sta veramente accadendo nel mondo oggi, la reale situazione globale, deve diventare quindi consapevole del pericolo e quindi deve essere guidata verso il nuovo con sapienza e attenzione e soprattutto deve sapere la verità.  In Italia dobbiamo capire come si è fatta politica, come sono stati imposti gli equilibri, dobbiamo sapere da dove vengono questi volti di plastica che ormai ci disgustano, da chi sono stati messi a garanzia degli interessi di pochi. Lo possiamo comprendere solo se facciamo luce sui delitti di Stato che si sono consumati nell'ineluttabile impunità fin dalle origini della Repubblica italiana. Solo individuando i mandanti esterni, i veri responsabili dell'eversione nera, rossa e mafiosa potremmo intravedere il puntino di luce che ci può condurre all'esterno del tunnel di guerra e violenza in cui siamo imprigionati. Le ultime stragi, quella di Capaci, via D'Amelio, di Firenze, Milano e Roma sono state contemporanee al passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Proseguendo la linea di indagini lasciata da Falcone e Borsellino che da Palermo erano arrivate fino a Roma e a Milano si ha la certezza della presenza di quella "manina" che ha orchestrato la follia mafiosa. Falcone aveva capito la funzione strategica di Cosa Nostra, aveva capito anche quanto fosse diventata pericolosa grazie alle sue enormi ricchezze, forse troppo. Borsellino, ancora di più, dopo la morte dell'amico fraterno, aveva chiaro in mente il meccanismo di quel "gioco grande" guidato dalle "menti raffinatissime" già chiaramente indicate da Falcone. Venuto a conoscenza dell'accordo tra mafia e stato, della cosiddetta "trattativa", Borsellino si è rifiutato, firmando così, consapevolmente, la propria condanna a morte. Per questo lotta contro il tempo, per questo si è verificata quell'anomala accelerazione nella strategia stragista di Cosa Nostra, talmente esagerata da lasciare interdetti anche i boss mafiosi più importanti della cupola. Borsellino, sempre più sconvolto, corre e confida alla moglie poche parole, il tanto che basta per non metterla in pericolo, ma per lasciare ai posteri indizi inequivocabili. "Sto vedendo la mafia in diretta", ripeteva, e ancora "Ad uccidermi non sarà Cosa Nostra, lo farà se qualcuno glielo chiederà". La Seconda Repubblica quindi sorge anche sul sangue di Falcone e Borsellino e di quei poveri innocenti coinvolti nelle cosiddette stragi in continente. Tra coloro che comandano oggi, o meglio, che orchestrano le politiche internazionali di questo mondo in agonia vi sono anche i mandanti esterni di quegli eccidi, e sono ancora lì, al loro posto, pronti a traghettarci verso una fantomatica Terza Repubblica delle grandi intese, cioè espressione di un'unica volontà di folle, cieco dominio che vuole preservare solo una parte, molto limitata, di questa umanità. La giustizia parte dalla verità, dal sapere, dall'informazione. Fino a che non saremo consapevoli del teatrino della politica, non avremo scelta, non saremo mai liberi. La speranza è l'ultima a morire, è stato detto e scritto.  La speranza di un mondo migliore non è utopia, è certezza, ma per divenire tale bisogna cambiare. Tutti dobbiamo cambiare: i potenti, la politica, le religioni, la società, noi cittadini.  Prendere coscienza che viviamo nella medesima casa, il pianeta terra, e quindi rispettare la sua vita, la nostra vita. Dare un futuro ai nostri figli. Sopravvivere ed evolvere.  La pace, l'armonia, la giustizia e l'amore devono ritornare a prevalere nella nostra vita. Se così non sarà, il genere umano rischia l'estinzione e la speranza diverrà una pallida statua di marmo. Rimane, quindi, solo la fede. Quella laica, nella vita. Quella religiosa-spirituale nel Creatore e nel suo figlio, il Cristo. Entrambe sono e saranno la forza che porteranno alla vittoria dell'Homo contro l'uomo.

Giorgio Bongiovanni
S. Elpidio a Mare (Italia), 3 marzo 2008

Mercoledì 28 Novembre 2007
nella valle di San Felix, l´acqua piú pura del Cile scorre nei fiumi  alimentati da due ghiacciai. Grandissimi giacimenti d´oro, argento e altri minerali sono stati individuati sotto questi ghiacciai. Per arrivare a questi giacimenti, sará necessario rompere e quindi distruggere questi ghiacciai, - niente di cosí folle é mai stato concepito nella storia del mondo, (forse si) - e fare due grandissimi buchi, ognuno dei quali sará grande come una montagna, una per l´estrazione e l´altro per
lo scarico della miniera.Questo progetto si chiama PASCUA LAMA.La compagnia si chiama Barrik Gold.L´operazione é stata pianificata da una multinazionale della quale é membro George Bush padre.www.barrick.com  Il governo cileno ha approvato il progetto che doveva cominciare giá nel 2006. L´unico motivo per cui non é ancora cominciato é perché i contadini hanno ottenuto una sospensione dei lavori. Se distruggono i ghiacciai, non distruggono solo questa speciale fonte d´acqua pura, ma inquineranno anche i due fiumi, cosí che non saranno piú adatti al consumo sia umano che animale dovuto al cianuro e all´acido solforico usato nel processo di estrazione.Tra l´altro tutto l´oro che sará estratto verrà inviato tutto alla multinazionale straniera e non ci sará nessun guadagno per la gente che vive in questi luoghi. A loro resteranno l´acqua avvelenata e le conseguenti malattie.I contadini hanno abbastanza tempo per lottare per la propria terra, peró
non hanno potuto usufluire della televisione perché il ministero dell´interno lo ha proibito.L´unica speranza per bloccare questo progetto è ottenere l´aiuto della
Giustizia Internazionale. Il mondo deve sapere quello che sta succedendo in Cile.E' in corso una raccolta firme tramite posta elettronica, basta indicare il nome e cognome la città e lo stato, le liste devono avere 200 nominativi e vanno spedite a nopascualama@yahoo.com No alla miniera aperta Pascua Lama nella cordigliera delle Ande sopra la frontiera tra Cile e Argentina. Chiediamo al governo Cileno che non autorizzi il progetto per proteggere i due ghiacciai, la purezza dell´acqua delle valli di San Felix e El Transito, la qualitá della terra coltivabile nella regione di Atacama e la qualitá della vita della gente che vive in queste terre.

Mercoledì, 1 Agosto 2007
Attenzione, alcune bevande gassate possono nuocere alla salute.Una nuova notizia sulle bevande gassate mette in evidenza che esse possono causare danni cellulari.Una ricerca di una università britannica suggerisce che i conservanti comunemente trovati in bevande quali Fanta e Pepsi abbiano la capacita’ di interrompere circuiti importanti del Dna. Il danno evidenziato, comunemente associato all’eta’ ed all’abuso di alcool, puo’ portare alla cirrosi epatica ed a varie malattie degenerative, tra cui il morbo di Parkinson. Le scoperte testimoniano che si potrebbero avere serie conseguenze per le centinaia di milioni di persone nel mondo consumatori di bibite gassate. Tali scoperte intensificano la controversia sui conservanti alimentari, i quali potrebbero anche causare iperattivita’ nei bambini. Il fulcro di tale controversia e’ riguardo all’innocuita’ dell’E211, conosciuto come sodio benzoato, un conservante usato da decenni nelle bevande gassate. Il sodio benzoato deriva dall’acido benzoico, si forma naturalmente nelle bacche, ne viene utilizzata una grossa quantita’ nelle bevande carbonate per prevenire le muffe. Si trova anche nei cibi conservati e nelle salse pronte. Il sodio benzoato e’ stato oggetto di controversie circa la sua possibile attivita’ di promotore carcinogeno, in quanto abbinato alla presenza di vitamina C nelle bevande gassate, può creare benzene, una sostanza carcinogena. L’anno scorso ben 4 marchi di note bevande sono stati tolti dal mercato britannico per alti livelli di benzene. Attualmente un esperto ricercatore sui danni ossidativi nell'invecchiamento, professor Piper’, il quale ha lavorato sul sodio benzoato sin dal 1999, ha deciso di rendere pubblica la possibilita’ di un altro effetto dannoso di questa sostanza. Il professor Peter Piper, del dipartimento di biologia molecolare e biotecnologie dell’Universita’ di Sheffield, ha testato l’impatto del sodio benzoato su cellule vive di lieviti ed ha cosi’ scoperto che il benzoato distrugge aree del Dna nelle stazioni energetiche cellulari, i mitocondri. Egli ha affermato che questa sostanza provoca danni al dna mitocondriale, sino ad inattivarlo. I mitocondri consumano ossigeno per produrre energia e se danneggiati, come in alcune patologie, le cellule cominciano a non funzionare correttamente. Questi danni al dna sono riconducibili come essere cause di malattie neurodegenerative e provocano decadimento cellulare precoce. L’agenzia FSA ha riammesso l’uso del benzoato in Gran Bretagna, con l’approvazione dell’U.E, ma recentemente l’MP ha chiesto nuove investigazioni Norman Baker , il liberaldemocratico parlamentare, ha dichiarato che molti conservanti sono nuovi ed il loro impatto a lungo termine non e’ certo, devono essere ulteriormente studiati dalla FSA. Uno studio del 2000 da parte dell’OMS affermava che il conservante era sicuro, ma i supporti scientifici di controllo di sicurezza erano limitati. Il professore Piper, i cui lavori sono stati accreditati dal consiglio di ricerca britannico, conclude che i test utilizzati dalla Food and Drug administration sono obsoleti. L’industria alimentare afferma che tali sostanze sono testate e sicure, ma egli afferma, i criteri dei test di innocuita’ sono inadeguati.
Come tutto, anche questi test evolvono, oggigiorno si possono effettuare test piu’ validi di 50 anni fa. Egli inoltre avvisa i genitori di pensarci piu’ volte, prima di riacquistare bevande con conservanti, finche’ non sara’ provata la loro assoluta innocuita’ tramite nuovi esami. “La mia preoccupazione concerne soprattutto i bambini, che ne sono grandi consumatori.” egli afferma. Dal canto loro, i produttori della CocaCola e della Pepsi rimandano il problema sicurezza agli organi competenti.

Titolo originale: Expert links additive to cell damage
Traduzione a cura di: Milena Tornaghi
By Martin Hickman, Consumer Affairs Correspondent

17 Giugno 2007
Albert Einstein, per invitare noi uomini a non inorgoglirci troppo della potenza della nostra tecnologia, disse una volta: «Se dal mondo sparissero le api, l'umanità avrebbe solo quattro anni di vita. Niente api, niente impollinazione; quindi niente piante; né animali erbivori. E quindi, niente più uomini». E' quel che sta avvenendo. Le api scompaiono a milioni, interi alveari spariscono nel nulla. Tutto è cominciato negli Stati Uniti, dove i produttori di miele allarmatissimi chiamano il misterioso evento "Colonies Collapse Disorder", denunciando riduzioni delle colonie di insetti del 70-95 per cento. Ed ora, il fenomeno si sta producendo in Europa, a cominciare dalla Germania. «E' a rischio il futuro stesso dell'apicoltura», ha detto Walter Haefeker, direttore dell'Associazione Apicoltori Tedeschi. E' stato Haefeker a ricordare la profezia di Einstein sulla rivista del settore. Felix Kriechbaum, dell'Associazione bavarese degli agricoltori, spiega: «Non troviamo api morte negli alveari. Le nostre api scompaiono senza lasciar traccia. Sicché è difficile capire la causa della catastrofe». Possono esserci varie malattie che fanno perdere ai benefici insetti il senso d'orientamento, sicché non riescono più a ritrovare l'alveare. Qualcuno ha accusato le onde emesse dai telefoni cellulari, ma non dev'essere del ramo. Gli apicoltori tedeschi accusano chi la "varroa", un microscopico parassita delle api arrivato dall'Asia; chi i troppi pesticidi sparsi sulle coltivazioni e chi le monoculture. Tutti, però, tendono a puntare il dito sulle sementi geneticamente modificate (OGM). E di fatto parecchi apicoltori tedeschi si sono rivolti ai tribunali per ottenere misure più severe contro l'espansione dei campi coltivati a OGM. In Europa, la Commissione ha cercato di liberalizzare l'uso di OGM, come al solito obbedendo alle lobbies dell'agricoltura ingegneristica che ha già strappato la piena legalizzazione in Usa; la rivolta dei consumatori l'ha costretta a sospendere il provvedimento, ma in via provvisoria. E il divieto non pare essere osservato con il necessario rigore. Le piante transgeniche sono state appunto modificate nel DNA, nel 70% dei casi, per renderle resistenti a potenti erbicidi, che altrimenti le ucciderebbero. Un altro 18% delle sementi miracolo sono modificate in modo da produrre i propri pesticidi "naturalmente", e quindi ridurre il bisogno di irrorare le coltivazioni contro insetti e parassiti; un altro 11 per cento delle sementi OGM è sia resistente agli erbicidi, sia produttore di insetticidi "naturali". Le prime assicurano enormi guadagni alle aziende biotech, perché l'agricoltore che compra quelle sementi è obbligato anche a comprare il diserbante adatto, e prodotto e brevettato dalla stessa ditta. La concentrazione dell'erbicida viene aumentata drammaticamente, perché la pianta OGM sopravvive, mentre tutto muore attorno: erbacce, insetti, funghi, microbi…. Ma anche uomini e animali,  sospettano da tempo serie organizzazioni ambientalisti. Un mais trasngenico, il cui uso è stato autorizzato dall'Unione Europea, provoca danni al fegato e ai reni dei topi da laboratorio che ne sono stati nutriti. Lo ha confermato l'autorevole Comitato di Ricerca Indipendente sulla Genetica (Criigen) di Parigi, che ha pubblicato i
risultati dei suoi studi su Archives of Environmental Contamination and Toxicology il 13 maggio 2007. E il punto è che questo studio non fa che reinterpretare i dati forniti dalla stessa nota casa produttrice, nel voluminoso rapporto (mille pagine) che assicurava la innocuità del prodotto, e in base al quale la multinazionale ha fatto lobby per strappare alla commissione Ue l'autorizzazione al commercio. Difatti, le "prove" cliniche e sperimentali sono invariabilmente quelle fornite dalla ditta interessata: gli esperimenti sono costosissimi, e «non ci sono fondi pubblici per condurre queste ricerche in modo indipendente», dicono i tossicologi del Criigen. Le sementi OGM sono "infettate" con geni di un batterio che si trova nel terreno, e che produce un pesticida naturale, il BT. Poiché è "naturale", argomentano gli interessati al business genetico, non è pericoloso. Ma le piante OGM sono concepite per produrre il BT in quantità enormi e del tutto innaturali. Tanto da produrre potenti allergie nei lavoratori dei campi a semente transgenica. E in India, sono segnalati casi di pecore morte dopo aver mangiato germogli di cotone OGM. Una pianta OGM (cotone, ma anche soia e mais) produce il BT in ogni parte, foglie, radici, germogli, fiori. Anche il polline è ricchissimo di questo fungicida. E' evidente il sospetto che le api, che volano di fiore in fiore a portare il polline da una pianta all'altra, possano essere le vittime primarie del progresso scientifico-affaristico. E infatti, un recente studio condotto dall'Università del Quennsland (Australia) ha mostrato che sui campi in cui crescono coltivi transgenici volano molto meno api che
sugli altri. Peggio. E' in commercio un mais modificato capace non solo di produrre un suo antibiotico "naturale", ma anche di inattivarlo in forma non tossica poco dopo. Solo che si è scoperto che l'antibiotico-insetticida ritorna alla sua forma tossica nell'intestino degli animali e uomini che mangiano quel mais.
 
Fonte:   http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=78863,1,1

29  marzo 2007
Eolo, l’auto ad aria compressa risorge in India Sembra che la vicenda sia giunta ad una svolta: il produttore automobilistico indiano Tata, come annunciato anche da Repubblica, ha deciso di produrre Eolo su grande scala, introducendo dei miglioramenti tecnici che hanno portato l’autonomia ad addirittura 500 km. Il colosso indiano Tata Motors ha firmato con MDI dei Négre (padre e figlio) un contratto per la produzioni in India dell’auto ad aria compressa. Il fatto che un’azienda dello spessore di Tata abbia deciso di investire su questo progetto dimostra che non si tratta dell’invenzione bislacca di un folle. In molti ne siamo convinti da anni. Quando 6 anni fa salii su uno dei primi prototipi, nella fabbrica di Marsiglia, ebbi la sensazione di muovermi con la macchina del futuro. Era un’auto straordinaria, un’invenzione geniale, economica e ecologica. Una monovolume a sei posti, grande bagagliaio, 200 chilometri di autonomia, raggiungeva i 120 chilometri orari, consumava 3 euro di elettricita’ per percorrere 100 chilometri e sarebbe dovuta costare 12mila euro. Veniva alimentata direttamente con aria compressa allo stato liquido, contenuta in due grandi bombole, alloggiate sotto l’auto per tutta la sua lunghezza. In alternativa era dotata di un compressore elettrico capace di riempire le bombole. Per ottenere un pieno era sufficiente collegarla per una notte a una presa di corrente. Insomma gia’ 6 anni fa era un’auto strepitosa. Tra l’altro si avvaleva di ben 56 brevetti originali. Tutto era particolare: dall’impianto elettrico con 3 chilogrammi di fili al posto dei 30 di una comune auto di media cilindrata, ai sedili con anima tubolare che proteggevano il conducente in caso di incidente, al meccanismo per abbassare manualmente i vetri dei finestrini. La carrozzeria era stata progettata per essere leggerissima, offrire ottimi risultati nei crash test e venir costruita anche in fibra e resina di canapa. Ma, nonostante le potenzialita’ ecologiche ed economiche di quest’auto, sono passati gli anni e i Négre non sono ancora riusciti a omologarla in Francia. E qui bisogna proprio fermarsi e chiedersi come sia possibile che per cosi’ tanto tempo si sia riusciti a bloccare la commercializzazione di un mezzo simile. Ora, appunto, la scesa in campo di Tata Motors cambia tutta la situazione. Entro un anno e mezzo gli indiani inizieranno a vendere questo miracolo tecnologico, sbeffeggiato dalle grandi case europee produttrici di automobili, sabotato dalla lobby dei petrolieri e da politici ottusi. E di certo dopo l’omologazione in India sara’ difficile per i burocrati europei negare il permesso di circolazione sulle nostre strade all’auto ad aria compressa. Il segreto di quest’auto sta in un’idea rivoluzionaria. Ai tempi, gli ingegneri della Fiat elaborarono un’analisi tecnica di 16 pagine che dimostrava che questo mezzo avrebbe potuto percorrere solo pochi chilometri, molti meno dei 200 che millantavano i Négre. E non avevano tutti i torti: per quanto si possa immagazzinare molta aria compressa allo stato liquido, questa puo’ esprimere solo poca potenza. Ma Négre aveva escogitato un sistema per moltiplicare l’autonomia del mezzo. Infatti, l’aria compressa a 300 bar di pressione esce dalle bombole a 70 gradi sotto zero. Più l’aria e’ compressa più e’ fredda, e’ un principio noto ma non pienamente sfruttato fin’ora nelle sue possibili applicazioni. Ne’gre invece di usare direttamente la pressione dell’aria, la faceva entrare in un contenitore dove veniva scaldata dalla temperatura stessa dell’auto. In questo modo l’aria, aumentando di temperatura, si espande notevolmente e solo a questo punto veniva utilizzata la forza della sua pressione. Ed e’ questo il segreto che consentiva all’auto di raggiungere un’autonomia di 200 chilometri. Uso il passato perche’ in questi anni i prototipi sono stati ulteriormente sviluppati. Nell’auto ad aria compressa e’ stato integrato un serbatoio di gas e il motore puo’ essere indifferentemente azionato dalla combustione del gas o dall’aria compressa. E’, cioe’, un motore ibrido. Cosi’, se non c’e’ modo di alimentare l’auto con una presa di corrente o un pieno di aria compressa liquida, si puo’ farla andare con il gas che gia’ e’ supportato da una rete di distributori. Ma la presenza del gas ha anche un’altra funzione che ha portato l’ultimo modello a un’autonomia di 500 chilometri e una velocita’ di 150 chilometri orari. Infatti l’aria in uscita dalle bombole ora viene scaldata nel “vaso di espansione” con una fiamma alimentata dal gas cosi’ da moltiplicare ulteriormente il volume dell’aria e quindi moltiplicare la quota utilizzabile di pressione. Invece di utilizzarla a 2-3 gradi di temperatura la si porta a 30 gradi. E, come abbiamo detto, aumentando la temperatura, l’aria si espande ulteriormente. Infine si e’ sperimentato l’uso di meccanismi che recuperano l’attrito della frenata dell’auto e dell’inerzia nei percorsi in discesa per sviluppare elettricita’ che permette di comprimere altra aria nelle bombole. Insomma, l’auto che si sono comprati gli indiani e’ veramente “completamente diversa”. Ma qualche europeo che si dovesse svegliare all’ultimo momento avrebbe ancora la possibilita’ di buttarsi sull’affare, almeno per quanto riguarda alcuni paesi dove i diritti di sfruttamento dell’invenzione sono ancora liberi. Infatti, il meccanismo commerciale con la quale quest’auto viene proposta e’ anch’esso particolare. MDI detiene i brevetti e cede fabbriche chiavi in mano e diritti commerciali di esclusiva su un dato territorio. Tata Motors ha comprato i diritti per l’India. Ma, ad esempio, Eolo Italia, che deteneva i diritti per il nostro paese, pare non esista più e quindi i diritti potrebbero essere liberi. Fonte: http://rivoluzioneverde.wordpress.com/

05 aprile 2007
Usa. Creata pecora con 15% di cellule umane. Al momento la ricerca non è stata pubblicata su riviste scientifiche  Per la prima volta al mondo e' stata creata in laboratorio una pecora con il 15% di cellule. La 'chimera' sarebbe nata nell'università del Nevada, ad opera dei ricercatori guidati da Esmail Zanjani, che ne ha dato notizia con un'intervista al quotidiano inglese The Mail on Sunday.Al momento la ricerca non e' stata pubblicata su riviste scientifiche. L'obiettivo di questo tipo di studi e' creare animali con organi umani da poter utilizzare nei trapianti. La tecnica utilizzata prevede l'iniezione di cellule staminali prelevate dal midollo di un donatore umano nel peritoneo di un feto di pecora. L'agnello che ne risulta ha una percentuale di tessuti di tipo umano, e nelle intenzioni degli scienziati un giorno organi come fegato, cuore, polmoni dovrebbero essere pronti per essere trapiantati senza nessun pericolo di rigetto. Già nel 2003 Zanjani, che parlerà degli ultimi sviluppi delle sue scoperte questa sera durante un programma dell'emittente televisiva Channel 4, aveva annunciato di essere riuscito a creare una pecora il cui fegato aveva il 7% di materiale umano. Questo tipo di ricerca sta destando molto interesse, al punto che anche in Inghilterra alcuni gruppi di ricerca hanno chiesto l'autorizzazione a poter lavorare sugli animali-chimera. Di pari passo, però crescono anche le polemiche dal punto di vista etico e scientifico. Secondo alcuni scienziati un trapianto di organi ottenuti in questo modo potrebbe trasmettere all'uomo alcuni virus che negli animali sono 'silenziosi' o poco pericolosi.
fonte: STAMINALI.ADUC.it

27  marzo 2007
Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché? VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO! Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la  "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice. Qualcuno l'ha mai vista in Tv? Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi. Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie. Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita. Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.  A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni. Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa stranastoria. Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quandogli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto.  I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a datada destinarsi, di anno in anno. Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo....

23  marzo 2007
Da mesi, a San Casciano di Cascina, provincia di Pisa, in effetti, si verificano fenomeni strani. Fuori c’è il sole, ma dai soffitti e dalle pareti di casa piove. A prima vista non ci sarebbe nulla di particolarmente allarmante: infiltrazioni e perdite si verificano in qualsiasi edificio. Il guaio è che gli idraulici non sono riusciti a scovare l’origine della perdita. I padroni di casa si erano quasi rassegnati a convivere con la 'perdita misteriosa'. "Il problema è cominciato quando abbiamo sentito il pavimento tremare e botte provenire dai muri. Succede quasi tutte le notti, dopo mezzanotte". "E’ venuto anche un prete della zona a pregare in casa. Da quel momento i boati sono aumentati e diventati più forti", dice la padrona di casa. In paese ne parlano tutti, i vicini confermano di aver sentito rumori definiti 'spaventosi' provenire dalla villetta di fronte alla loro. Siamo a San Casciano di Cascina. Una strada tranquilla: villette una accanto all’altra, tanti cani e la campagna intorno. In una di queste case, però, da 7 mesi una famiglia, padre, madre, un figlio di 18 anni e la nonna, stanno vivendo una situazione fuori dal comune, a quanto dicono loro. "Le perdite sono cominciate lo scorso agosto — racconta la donna con un filo di voce — Abbiamo chiamato le società che gestiscono il servizio idrico e quello del gas, i vigili del fuoco, l’Arpat e perfino i carabinieri. Hanno fatto decine di controlli e sopralluoghi sia dentro sia in giardino, ma tutto è risultato a posto: nessuna perdita, né dai tubi né dal terreno. Comunque da quel momento hanno tolto acqua e gas". In casa, semidistrutta dalla muffa, non c’è più un filo d’acqua, ma le perdite continuano a comparire. Le pareti sono ricoperte di umido e i mobili marci. Solo il salotto si è salvato: la mobilia è stata ammassata al centro della stanza e ricoperta con teli di cellophane. Nonna e nipote dormono su due brandine, sistemate una in cucina, l’altra nel corridoio. Le poszze d'acqua in terra compaiono dappertutto e il giardino è bagnato. Ma se si potrebbe pensare che il problema dell’acqua sia riconducibile a una mano umana, diverso è il caso dei rumori. "Abbiamo chiamato i carabinieri più volte — dice la donna —, ma neppure loro sanno spiegarselo. Abbiamo deciso di andare a dormire da mia suocera a Riglione, ma anche lì sono ricomparsi i rumori. Succede tra mezzanotte e le sei del mattino". La vicina ha confermato di aver sentito gli strani boati provenire dalla villetta gialla. "I vetri delle nostre finestre vibrano quasi tutte le notti — dice — è spaventoso". Un fenomeno simile avvenne un anno fa a Collesalvetti in provincia di Livorno, ma tutto poi fu chiarito. In questo caso, i rumori si sono ripresentati quando la famiglia di Cascina è andata a dormire da alcuni parenti. "Io e mio nipote — ha aggiunto la nonna — siamo andati da mia sorella a Fornacette. I rumori sono ricominciati anche lì". "Erano botti fortissimi come fuochi d’artificio — dice il ragazzo — prima colpetti, poi sempre più violenti". Dopo sette mesi la famiglia, disperata, si è rivolta al parroco di un paese vicino che si occupa di esorcismi. Sono state dette alcune preghiere in casa e sembra che la notte i boati siano aumentati. Nuovo incontro con un altro parroco, questa volta della provincia di Firenze, che li avrebbe consigliati di far dire una messa in casa. Ora l’ultimo passo è un esorcismo.
Fonte:  Quotidiano.net

18  marzo 2007
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica. Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito. Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (= In Case of Emergency ovvero "IN CASO DI EMERGENZA"). E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori. In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.

Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.

7 marzo 2007
Processo contro gli Stati Uniti. "Via le armi atomiche da Aviano"  Cinque cittadini pordenonesi, domiciliati nei pressi della Base Usaf di Aviano, hanno presentato un atto di citazione contro il Governo degli Stati Uniti, per rimuovere al più presto 50 atomiche che risultano presenti all'interno del campo militare  promotori della causa sostengono che la detenzione delle bombe violi il Trattato di Non Proliferazione (NPT) firmato da diversi paesi del pianeta - tra cui anche gli USA -, che all'articolo n. 1 impegna le potenze nucleari a non trasferire, direttamente o indirettamente, a nessun destinatario armi nucleari. Giuseppe Rizzardo - uno dei cinque attori - racconta ad Affari che il possesso delle testate ad Aviano è attestato da presenza di truppe militari specializzate nel compito di operare con materiale radioattivo. Nell'atto, i cinque pordenonesi sostengono il rapporto "U.S. nuclear weapons in Europe" del ricercatore  Kristensen che denuncia la presenza di 50 atomiche ad Aviano e di 40 ordigni nella Base Nato di Ghedi (Brescia).
Dopo il disastro di Chernobyl, il referendum abrogativo dell'8 novembre 1987, passato con l'80.6% dei voti contro le centrali, ha bandito l'utilizzo dell'energia nucleare in Italia. Il suolo della Base Usaf di Aviano è territorio della Repubblica Italiana, mentre il controllo su mezzi, persone, strutture spetta al comando statunitense. I cinque autori denunciano il pericolo di un possibile incidente che possa avere conseguenze devastanti per la popolazione e d' inquinamento radioattivo per l'ambiente. Costituitosi da un anno un vero e proprio comitato contro la detenzione di queste atomiche (www.vialebombe.org), i cittadini promotori vogliono bonificare dal nucleare Aviano, per escludere che la Base possa diventare bersaglio di un'eventuale attacco terroristico. "Nell'immaginario collettivo - dice Rizzardo- il timore del nucleare non ci è vicino come un tempo! Del resto non sappiamo più nulla del sommergibile russo Kursk dove morì l'intero equipaggio per non correre il rischio che le testate raggiungessero destinatari indesiderati. Tutte le scorie radioattive come vengono debellate? Bisogna scuotere le coscienze sociali su questo problema che riguarda la salute del mondo intero. Non parliamo di antiamericanismo. Sono per primi i soldati della base a rischiare la pelle". Il comitato ha scelto la via giudiziaria poiché ritiene che la legge debba dare un giudizio inappellabile su ogni tipo di questione su cui la forza militare non farebbe leva. La prima udienza del processo è convocata per venerdì 23 marzo 2007 presso il Tribunale Civile di Pordenone. Gli audaci cittadini sono difesi da una commissione della IALANA (Associazione Internazionale Giuristi Contro le Armi Nucleari) che attenderà con ansia la prima data del processo per trovarsi faccia a faccia con un rappresentante dell'amministrazione della Difesa Usa guidata da Robert Gates.
Ora la parola passa al giudice!!
articolo di :  Ivan Vadori  FONTE: Affari Italiani 
LINK:   http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/aviano0703.html

2 marzo 2007
Dagli Ufo soluzione a riscaldamento globale" Paul Hellyer, ex ministro canadese rilancia la polemica
"Convincere i governi del mondo a dire quello che sanno. Nelle tecnologie delle civiltà aliene le risposte ai problemi del globo"
Come combattere il riscaldamento del pianeta e il cambiamento climatico ? Con le tecnologie degli Ufo. E' questa la bizzarra idea di un ex ministro della Difesa del Canada, l'83enne Paul Hellyer. "Bisogna convincere i governi del mondo a dire quello che sanno - ha affermato l'anziano uomo politico in un'intervista rilasciata al quotidiano canadese 'Citizen'-. Molti di noi ritengono che sappiano molto, e molti di noi sono convinti inoltre che quello che sanno potrebbe bastare a salvare il pianeta".
ROSWELL - Hellyer ha chiesto ad Ottawa, Washington e agli altri governi occidentali di rendere pubbliche le tecnologie extraterrestri, ottenute e studiate dagli americani dopo il presunto schianto del 1947 a Roswell, nel Nuovo Messico, di un Ufo. Secondo l'ex ministro della Difesa canadese, in quello che si sarebbe giá appreso sulle tecnologie di altre civiltá dello spazio si cela la risposta a tutte le emergenze climatiche mondiali. Non solo, Hellyer ha spiegato che gli extraterrestri avrebbero le tecnologie per eliminare i combustibili fossibili nel giro di una sola generazione. Hellyer, che fu ministro durante gli anni '60 nel governo allora guidato da Lester Pearson, sembra molto sensibile al tema ufologico: due anni fa aveva stupito tutti affermando,durante un suo intervento ad un convegno, che gli "Ufo sono reali così come lo sono gli aerei".

(FONTE: Corriere.it, ufoonline, italianresearch)


 






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3° FUNIMA DAY: LA GIUSTIZIA SCOMPARSA  ospiti d'onore Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato dalla mafia, il magistrato Luigi De Magistris, Guido Barbera, Raul Bagatello, presidente della "Funima International" e Giorgio Bongiovanni, fondatore della "Funima International" e direttore della rivista ANTIMAFIADuemila.    segue ...

Giovedì 6 Marzo 2008
Articolo di AntimafiaDuemila sulla politica internazionale...   leggi ...


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